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Prove di disgelo tra Pd e Ulivo 2.0. Frattura meno ’blindato’: "E’ uno dei possibili candidati"
Dopo che il Partito democratico ha avviato il confronto sul territorio con circoli e iscritti, la leadership del governatore appare meno salda. Nicola Messere, componente dell’assemblea nazionale dem e responsabile delle infrastrutture del partito in Molise, riapre al confronto con i dissidenti e con gli altri partiti che hanno deciso di sostenere il progetto di Roberto Ruta: "Mettiamoci attorno a un tavolo e confrontiamoci, Frattura sarà candidato alla presidenza solo se ci saranno valutazioni positive sul suo operato".


Campobasso. A Roma come in Molise: le prove di disgelo tra il Pd e chi se ne era allontanato (Mdp in primis) cominciano a quattro mesi dalle elezioni. Si vota a marzo, i sondaggi danno per vincente il Movimento 5 Stelle e il centrosinistra diviso finirebbe addirittura dietro il centrodestra. La svolta arriva a livello nazionale con Roberto Speranza, in Molise invece è lo stesso partito di maggioranza a riaprire ai dissidenti e a coloro che hanno deciso di sostenere l’Ulivo 2.0 fondato da Roberto Ruta assieme all’amico di una vita Danilo Leva.

A fare da pontiere ci pensa Nicola Messere, responsabile delle infrastrutture del Pd e componente dell’Assemblea nazionale del partito. Anche lui c’era al primo (e unico) tavolo convocato dal segretario regionale Micaela Fanelli. Era il 25 settembre. Esattamente un mese fa. «In quell’occasione – confida ai cronisti a margine dell’incontro con il sottosegretario Baretta – nessuno ha blindato la candidatura di Paolo di Laura Frattura».

Poi approfondisce il suo ragionamento: «Io credo che la segreteria regionale del Partito democratico non abbia mai rinunciato a un momento di confronto su come far vincere il centrosinistra alle prossime elezioni. Si parte da una coalizione esistente, ma che deve essere inclusiva, che non perde pezzi e che deve capire come il centrosinistra possa governare i prossimi cinque anni la Regione Molise. Formalmente al Partito democratico non è mai arrivata una richiesta di discussione, se non tramite conferenze stampa o con chiacchierate ‘larghe’, da parte dell’Ulivo 2.0. Per questo ora invito l’Ulivo 2.0 ad un confronto serio e aperto, anche duro, nella sede del Pd per capire dove sono state messe le asticelle». Per Messere «le asticelle non sono state portate talmente in alto da non poter essere superate» e che «per il bene del centrosinistra ognuno di noi debba svolgere il proprio ruolo».

Certo, da mesi l’Ulivo 2.0 chiede le primarie per scegliere un candidato alternativo all’attuale governatore. Discorsi che poi, secondo i rumors, si intrecciano con il risiko delle candidature romane. Il Pd ha espresso tre parlamentari: Roberto Ruta, Laura Venittelli e Danilo Leva (prima che passasse con Mdp). Le aspirazioni di chi vorrebbe essere riconfermato si intrecciano con quelle di chi pensa di poter ambire a un posto al sole nei palazzi romani. Il risiko per ora è indecifrabile pure per un altro motivo: la legge elettorale nazionale c’è anche se ancora non viene approvata, quella regionale è ancora più dietro. A parte le varie proposte e – pare – un’intesa di massima in maggioranza, nell’Aula del Consiglio regionale non viene ancora avviato un dibattito minimo su uno dei testi presentanti.

E poi per rinsaldare l’intesa con l’Ulivo 2.0 occorre un secondo step: la ‘sostituzione’ di Paolo di Laura Frattura a capitano della squadra. Ruta, Leva e chi è al loro fianco vorrebbero scegliere un altro ‘bomber’. Ora iniziano a pensarlo anche altri dem. Nicola Messere è uno di questi: «Non è una sfiducia», chiarisce.
Al tempo stesso puntualizza quella che è la posizione delle segreteria del Pd
: «Noi abbiamo un presidente in carica, che deve finire il suo mandato. Ma Paolo di Laura Frattura è uno degli altri possibili candidati alla guida della Regione Molise se ci saranno valutazioni positive sul suo mandato». La promozione, insomma, deve arrivare dagli iscritti al Pd, come sancito anche nell’assemblea regionale che si è svolta a Termoli prima dell’estate. «Come partito – spiega ancora Messere - stiamo continuando ad ascoltare circoli, iscritti e simpatizzanti sul territorio come scaturito dall’assemblea di Termoli. Poi dovremo tirare le somme». E non si potrà prescindere da un confronto con l’Ulivo 2.0: «L’invito è a discutere attorno ad un tavolo politico e non al di fuori dei partiti». Dunque, bisogna riportare il dibattito politico nelle sedi opportune.

«Io credo che si debba partire dalla condivisione di un progetto politico, chiarire chi devono essere gli attori che lo condividono e dunque la coalizione. Una volta stabilite, si decide a chi affidare il pallino. Non è una questione che interessa solo il presidente, ma anche i candidati consiglieri. Dico che questo va cambiato: la governance deve appartenere ai partiti e l’esecuzione del mandato politico agli eletti, non il contrario, bisogna rispondere anche al partito. Quindi – la chiosa finale di Messere - deve essere un Pd aperto alla discussione».

Forse da oggi la candidatura di Paolo di Laura Frattura è un po’ meno blindata.
SP

(Pubblicato il 24/10/2017)

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