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La cena dei ricatti - le reazioni della politica
"Dal Sistema Iorio al Sistema Molise", M5S rilancia la sfiducia: "Frattura impresentabile"
Dopo Massimo Romano, anche il Movimento 5 Stelle rompe il silenzio e a una settimana dalla pubblicazione delle motivazioni della sentenza sulla famosa ’cena dei ricatti’ deposita una nuova mozione di sfiducia contro il governatore Paolo di Laura Frattura. "La connivenza tra politica ed informazione distorce completamente il senso delle istituzioni", l’accusa di Antonio Federico. Il più duro di tutti è Luca Praitano: "Questo uso disinvolto delle istituzioni per scopi che nulla hanno a che fare con il bene dei molisani dimostra quanto Frattura sia irrimediabilmente eticamente incompatibile con un qualsiasi ruolo pubblico".


Campobasso. Il Movimento 5 Stelle di Campobasso si scuote sette giorni dopo il terremoto: la pubblicazione delle motivazioni della sentenza più chiacchierata della recente storia del Molise. Con un dispositivo di 157 pagine il giudice del Tribunale di Bari Antonio Diella ha assolto in primo grado dalle accuse di tentata estorsione e tentata concussione, nonché da falso e abuso la direttrice di Telemolise Manuela Petescia e il pm Fabio Papa.

Se Massimo Romano aveva chiesto le dimissioni del capo della giunta regionale, i pentastellati rompono il silenzio e convocano la stampa oggi, 20 ottobre, a Palazzo D’Aimmo, per annunciare la terza mozione di sfiducia contro il governatore Paolo di Laura Frattura perché, dicono,«la sua credibilità esce polverizzata da questo processo».
Soprattutto, aggiungono, ora che è indagato per calunnia. Una circostanza che, ad esempio in Valle d’Aosta, è costata le dimissioni al presidente della Regione. E non importa che il capo della giunta abbia sempre sostenuto di aver detto la verità e che decida di chiedere l’Appello. I consiglieri regionali e comunali a 5 Stelle tirano dritto: «La sentenza di Bari – sintetizzano - ha inferto un duro colpo alla spavalderia, all’arroganza e all’ostentata sicurezza mostrati fino ad oggi». Anzi, insistono, «questo uso disinvolto delle istituzioni per scopi che nulla hanno a che fare con il bene dei molisani dimostra, oltre ogni ragionevole dubbio, quanto Frattura sia irrimediabilmente eticamente incompatibile con un qualsiasi ruolo pubblico».

Ma tutta questa vicenda che ruota attorno a una presunta cena tra il governatore e la direttrice di Telemolise, è l’emblema di «un sistema di connivenza tra politica ed informazione che distorce completamente il senso delle istituzioni e da cui il Movimento 5 Stelle ha preso le distanze», scandisce Antonio Federico. Parla dell’«eticità che un presidente di Regione deve ai propri cittadini, anche nel rispetto della Costituzione. In questo caso, è mancata l’onorabilità delle istituzioni».

Luca Praitano alza il tiro, prefigurando ‘l’inquinamento’ e il «complesso intreccio nascosto di relazioni tra informazione, politica, imprenditoria e magistratura. E’ con questo ulteriore autogol che Frattura disvela il funzionamento della vita di corte, a cui è invitato a partecipare solo chi gestisce una fetta del potere». Un po’ come avveniva qualche anno fa con l’ex governatore Iorio, come se cambiassero gli attori ma non le parti recitate. Praitano è diretto: «Possiamo con questo superare la locuzione “sistema Iorio” per riconoscere che piuttosto si debba parlare di “sistema Molise”?». Perciò rivolge un messaggio ai cittadini: «Esiste un diffuso modo di pensare nella politica molisana e nella società civile che è incline a prediligere le relazioni privilegiate e gli accordi sottobanco, piuttosto che l’analisi dei problemi e la ricerca delle soluzioni nell’interesse di tutti».

«Il Sistema Molise– aggiunge Federico – resta ancora molto torbido per certi aspetti, in cui il massimo rappresentante delle istituzioni molisane non può restare coinvolto».

I Cinquestelle chiedono di fare chiarezza anche al vice presidente della giunta: «Sarebbe interessante ascoltare anche cosa avrebbe da dire Vittorino Facciolla, che, a quanto pare, aveva o ha ancora un debito nei confronti di Telemolise. Magari potrebbe chiarire di che natura sia, da cosa derivi e perché la Procura di Bari ha ritenuto fosse interessante in un processo per estorsione». Chiamano ancora in causa il potente alleato del governatore Pd, l’europarlamentare di Forza Italia Aldo Patriciello che in una intervista ha sostenuto che “Frattura ha risanato non solo economicamente la regione ma anche moralmente”.
«L’onorevole si è sbagliato o è forse questo il modello di riferimento a cui pensava quando ha rilasciato quella dichiarazione? Ma la domanda che proprio ci andrebbe di fare la vorremmo rivolgere a Frattura: presidente, ma lei ad una cena con il pm, Fabio Papa, e la giornalista, Manuela Petescia, esattamente, cosa ci sarebbe andato a fare?». Questa la loro conclusione: «In fondo, ad alcuni appare più normale cercare fonti di finanziamento tra gli amici imprenditori piuttosto che legiferare per creare condizioni paritetiche per tutti gli appartenenti ad un settore».

Per i Cinquestelle la domanda è questa: Frattura, ammesso e non concesso che abbia riferito un episodio vero come sostiene anche dopo la sentenza di assoluzione degli ex imputati, ha fatto bene a partecipare a questa cena “avvenuta in un giorno imprecisato dell’ottobre 2013” nell’abitazione dell’epoca affittata dal pm Papa? Antonio Federico, capogruppo 5Stelel in consiglio regionale, a margine della conferenza stampa risponde così: «Non ho la possibilità di potermi esprimere – la sua risposta - ma c’è un giudice che ha già detto che la cena non c’è stata, o almeno non è emersa come verità processuale. Ma sicuramente non riesco a capire le motivazioni per le quali il presidente abbia deciso di andare ad una cena del genere, anche perché non penso che potesse aspettarsi altro: tutto è legato alla legge dell’editoria e al legame tra politica e informazione, come c’era stato prima e come si voleva continuare a mantenere dopo».

Ora la parola passa ai colleghi del Consiglio regionale: occorrono almeno cinque firme per consentire in Aula la discussione della mozione di sfiducia. Chissà cosa faranno il centrodestra o i consiglieri dissidenti della maggioranza.

(Pubblicato il 20/10/2017)

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