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Il treno del Pd in Molise - FOTO e VIDEO
Fischi in stazione e applausi per Renzi nella Cantina Cliternia: "L’Italia riparta da queste storie"
La cantina Cliternia di Campomarino, prima realtà vinicola del Molise, esempio positivo per l’ex premier che sottolinea le potenzialità dell’import-export italiano e non parla di politica, ma ascolta gli agricoltori presenti dopo una visita nell’azienda. Accolto dai contestatori in stazione, Matteo Renzi arriva a bordo del treno “Destinazione Italia” a Termoli poco prima delle 20 di giovedì 19 ottobre. Con lui il presidente Frattura, l’onorevole Venittelli e il sindaco Sbrocca. Si sono contrapposte incitazioni e fischi, mentre in piazza Garibaldi si è riunito un rumoroso gruppo di contestatori fra cui esponenti del Movimento Cinque Stelle, di Rifondazione Comunista e di Fratelli d’Italia, oltre ad appartenenti al comitato No Tunnel. Renzi è salito quindi in macchina scortato dalla polizia per raggiungere Nuova Cliternia, sede dell’incontro nella cantina sociale.


Termoli. In stazione a Termoli, appena arrivato a bordo del treno del Pd “Destinazione Italia”, è stato accolto dai contestatori, come accaduto in altre tappe del suo viaggio che lo sta portando in giro per le province della Penisola in un tour pre elettorale. Ma alla Cantina Cliternia, scelta «perché esempio di buona economia», come precisa Micaela Fanelli, Matteo Renzi è stato salutato da applausi e richieste di autografare il suo libro. «Non parlerò di politica e non farò discorsoni, sono qua per ascoltare la gente» dice, liquidando in poche battute i giornalisti senza scortesia, solo con un po’ di stanchezza addosso alla fine di una giornata impegnativa che poco prima lo ha visto alla Pilkinton di San Salvo, ex Siv, e ancora prima a Teramo e Pescara.

Pochissimo spazio per la politica infatti, a parte una riflessione veloce, e sollecitata, sulla legge elettorale che si appresta a venire votata. Il Rosatellum-bis «non è certo il massimo, ma d’altronde al referendum abbiamo perso e questo è un compromesso accettabile, l’unica possibilità, che almeno permetterà agli elettori di scegliere i propri rappresentanti al Senato, a differenza di quanto accadeva col Porcellum».
"Il Pd ha fatto diverse proposte – ha detto Renzi - il Mattarellum, il tedesco, il Rosatellum. Alla fine il punto vero è che se, come spero, si troverà un punto di intesa al Senato, almeno i cittadini potranno scegliere il proprio deputato e il proprio senatore perché ci sarà una scheda in cui si sa chi si elegge. Ciascuno può sempre sperare la legge migliore, anch’io volevo il ballottaggio e il monocameralismo, però si fa con quello che si ha e spero che la legge passi. Se avessimo vinto il referendum ci sarebbe stata una sola Camera e la possibilità con il ballottaggio di scegliere: un cittadino avrebbe deciso di votare per Beppe Grillo, per il Pd o per Berlusconi e si sarebbe fatto un ballottaggio dove alla fine la croce sarebbe andata sul centrodestra, sul Movimento 5 stelle o sulla sinistra. Purtroppo così non è andata”.

A parte questo niente appelli al voto, nessun endorsement per il governatore Paolo Frattura, che gli sta accanto e fa con lui il giro nella Coop che ogni giorno imbottiglia ben ventimila litri di vino destinati al mercato giapponese, un “inedito” assoluto nel Molise, nonché principale realtà vinicola della regione con un fatturato di 8 milioni di euro all’anno, metà del quale proveniente dal business con Tokyo (qui il reportage di Primonumero.it sulla Cantina Sociale)

Non è il momento di affrontare i temi del momento rilanciati da Tg e giornali. Niente Visco, niente Bankitalia. «Sono stato un’ora dalla Gruber – dice riferendosi alla partecipazione a distanza, tra una tappa e l’altra della giornata, alla trasmissione “8 e Mezzo” in onda su La7 – ora facciamo altro». Una visita fra impianti e catena di imbottigliamento, appunto, e poi un incontro con i soci e diversi agricoltori del territorio, arrivati anche per lamentarsi di una «burocrazia farraginosa e limitante» affidata a organismi obsoleti come Agea.

Micaela Fanelli, a braccetto dell’onorevole Francesco Bonifazi, fa gli onori di casa e presenta presidente e direttore dello stabilimento vinicolo che lavora le uve di mezzo Molise, quelle che di recente hanno subito una vandalizzazione che ha il sapore amaro del racket. Il luogo è stato scelto anche per ribadire la resistenza del Molise davanti a fenomeni criminali che minano l’economia più sana, nonché per offrire all’ex premier – oltre a un bicchiere di vino buono – uno spaccato del Molise che può farcela.


Lui, che non arriva certo a digiuno della storia della Coop Cliternia, con i suoi 160 soci e un crescendo di produzione nell’arco di 45 anni, apprezza e rilancia: «L’Italia riparta da queste storie, sono il cuore di un Paese bellissimo, il Paese più bello del mondo». Il mood non è cambiato, l’ottimismo nemmeno. E nemmeno, a fine incontro, la valanga di selfie fra i quali Renzi si immerge senza difficoltà, prestandosi a uno scatto dopo l’altro senza perdere il sorriso fra viticoltori, consiglieri comunali della zona e quasi tutti i sindaci, da Sbrocca a Cammilleri, da Caporicci a Caravatta, mentre gli uomini dei Carabinieri e della Digos, in grande spiegamento, stanno con gli occhi aperti, pronti a intervenire.

Non occorre. Le proteste sono un ricordo del suo arrivo, alla stazione di Termoli, quando – poco prima delle 20 - l’ex premier ha trovato una ressa difficile da affrontare, fatta sia di contestatori che di sostenitori, oltre che di semplici curiosi.
Ma sono stati soprattutto gli oppositori a forza di urla come “Buffone” e “Vattene” e fischi, a costringerlo a imboccare l’uscita secondaria della stazione ferroviaria per salire immediatamente sull’auto diretto a Nuova Cliternia, per il programmato incontro nell’omonima cantina sociale. «Le contestazioni? – dice rispondendo a domanda – Non mi rammaricano. Provengono dai soliti, ci sono abituato. Guardo oltre, vedo tanta gente che apprezza e mi incita».


Già contestato in Abruzzo poche ore prima da lavoratori rimasti senza impiego, in Molise la sua prima tappa è stata la stazione ferroviaria di piazza Garibaldi, dove arriva col presidente Paolo Frattura e la segretaria regionale del Pd, Micaela Fanelli, accolto dal sindaco Angelo Sbrocca, dall’onorevole Laura Venittelli, dall’assessore regionale Vittorino Facciolla e da una larga fetta della maggioranza consiliare. Quando ha provato a dirigersi verso la gente che lo attendeva all’ingresso principale, dove oltre ai giornalisti c’erano molti cittadini e simpatizzanti Pd con le bandiere del partito, è stato costretto a fare marcia indietro.

«Vattene! Buffone!» hanno urlato in molti, mentre altri cercavano di dargli manforte. «Vai Renzi, non dare retta a nessuno!». Quando ha preso l’uscita secondaria, quella sul lato dello Juventus club, ha trovato un folto gruppo, quasi un centinaio di persone, di oppositori. Iscritti del Movimento Cinque Stelle e del Prc con le bandiere rosse, o singoli contestatori come Luciano Paduano di Fratelli d’Italia/An che ha mostrato un cartello di protesta. Diversi anche gli esponenti del comitato "No Tunnel" presenti in piazza Garibaldi. Fra le sirene della polizia e le urla, il caos è durato il tempo di far partire l’auto con a bordo Renzi, seguito poi da vetture delle forze dell’ordine, diversi esponenti politici locali e un pullman a disposizione del personale che segue Renzi sui cinque vagoni di Destinazione Italia.

Qualche minuto dopo l’approdo alla cantina sociale “Nuova Cliternia” dove, appunto, è stato invece accolto da apprezzamenti e applausi. Seppure fra il pubblico c’era qualcuno tentato di muovergli una critica – fra gli altri era presente Costanza Carriero, che ha preso le distanze dall’ex premier da un pezzo pur senza lasciare il Pd – ha rinunciato. Renzi tornerà in Molise, «dove le infrastrutture non sono il massimo ma qualcosa abbiamo cominciato a fare con il vostro Presidente e la firma del Patto per la vostra regione» il prossimo 24 ottobre. Destinazione Isernia.

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Le immagini nella galleria fotografica

(Pubblicato il 19/10/2017)

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