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Tartufi e olio nostrani nel super ristorante di Mister Hu. Il Molise alla conquista della Cina
Nuove e interessanti opportunità di scambi commerciali in Cina: una delegazione della Camera di Commercio sta per partire per Changsha, capitale dello Hunan, dove è stata realizzata dal gruppo media HB la "Italian Town": una riproduzione fedele e in scala reale di una città italiana che si estende su 67 ettari. Qui si potranno acquistare negozi e spazi commerciali enormi per valorizzare i prodotto molisani. E intanto a Nanning, altra megalopoli cinese, la delegazione molisana andrà a incontrare Mister Hu, titolare di un gigantesco ristorante, e la vice presidente della camera di commercio cinese, reduci da una visita in Molise per assaggiare prodotti tipici. «Hanno chiesto espressamente di salumi, tartufi, vini, olio, caciocavalli - racconta Giuseppe Colucci, in partenza per la Cina - e a quel punto, ricordandomi anche che i cinesi adorano il peperoncino, gli ho proposto la pampanella».


Prendi i canali di Venezia, lo stile delle città e le antiche costruzioni dei borghi della Penisola, metti tutto insieme per creare una città italiana in scala reale dall’altra parte del mondo. Precisamente in Cina, e non poteva essere altrimenti, visto che i cittadini con gli occhi a mandorla abili e velocissimi nel ricreare qualsiasi cosa da qualche anno stanno lavorando ad un progetto nuovo e particolarmente ambizioso, che tira in gioco anche il Molise.

Si chiama “HB Italian Town”, dove Hb sta per uno dei più grandi gruppi cinesi operante nel settore del cinema, televisione, media e intrattenimento. Prevede di ricostruire all’interno di un parco tematico una città italiana in tutto e per tutto, che si rifà allo stile tricolore non solo per gli edifici, le strade, l’impostazione delle città, la cultura, ma anche per quello che conterrà all’interno di aree enormi e attività: i prodotti italiani, di tutti i tipi e di tutti i settori. Ed è qui che entra in ballo anche la regione che per molti non esiste, ma che invece potrebbe ottenere un grande riconoscimento dall’altra parte del mondo, in mezzo a 1 miliardo di persone che potrebbero imparare a nominare il Molise e le sue eccellenze, tra vini, olio, salumi, tartufi.

Una delegazione della Camera di Commercio del Molise, l’ente presieduto da Paolo Spina, partirà alla volta della Cina: partenza da Roma il prossimo 11 ottobre, destinazione Pechino per poi raggiungere Changsha, capitale dello Hunan, a sud della capitale cinese. Più di ottomila chilometri, 17 ore di volo e sei ore di fuso orario in avanti per incontrare gli imprenditori cinesi che vogliono trasformare 67 ettari in un luogo dove ci saranno ristoranti, alberghi italiani, dove potranno trovare i cibi italiani, la moda firmata dalle grandi case della Penisola, vedere spettacoli e addirittura sposarsi in pieno stile italiano e con luoghi e ambientazioni come quelle di casa nostra, e poi acquistare oggetti artigianali.Quattro i rappresentanti molisani in viaggio: Giuseppe Colucci, Gianluigi Guida, Luca Maracino e l’architetto Damiano Dolce.

«Andiamo per toccare con mano e vedere con i nostri occhi di cosa si tratta – spiega Giuseppe Colucci –abbiamo avuto contatti via mail, dopo l’invito da parte loro a tutte le regioni italiane a partecipare. Ora vogliamo capire che opportunità ci saranno visto che all’interno dei ristoranti si potrà mangiare italiano e i prodotti si potranno anche acquistare nelle aree dei negozi, spazi commerciali enormi.
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Per questo vogliamo capire come si realizzeranno materialmente i contratti e le clausole del governo e delle leggi cinesi. Porteremo con noi dei prodotti per far assaggiare tutto».

Ma visto che le cose non vengono mai sole, e che gli italiani sono bravi a cogliere ogni occasione, dopo il giro nella città che aprirà ufficialmente ad aprile 2018, i molisani andranno anche a Nanning, ancora più a sud di Changsha. «Ma solo in due – continua Giuseppe Colucci – per incontrare mister Hu, proprietario di una catena di ristoranti arrivato qualche settimana fa in Molise per incontrarci e per conoscere i prodotti molisani». Al tavolo nella sede della Camera di Commercio, mister Hu e la vice presidente della camera di commercio cinese hanno chiesto espressamente di salumi, tartufi, vini, olio, caciocavalli e «a quel punto, ricordandomi anche che i cinesi adorano il peperoncino, gli ho proposto anche la pampanella. Erano entusiasti, e mister Hu mi ha lasciato il suo bigliettino da visita. Quando abbiamo deciso di partire per vedere la città, abbiamo contattato anche loro e ci incontreremo, non potevamo perdere questa occasione, anche loro assaggeranno qualcosa. Saranno dieci giorni veramente intensi e impegnativi, ma ce la faremo e speriamo di tornare con delle buone notizie».

(Pubblicato il 10/10/2017)

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