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Verso le Regionali 2018
Accordi e alleanze in riva al mare, il jolly Di Pietro e la rinnovata intesa Frattura-Nagni
La campagna elettorale per le Regionali è ufficiosamente iniziata: esponenti politici già al lavoro per ’arruolare’ candidati e comporre le liste in corsa alle Regionali. Antonio Di Pietro ci pensa e rilancia le primarie per la scelta del candidato governatore: "Mi piange il cuore vedere un centrosinistra diviso. Sono pronto a fare il soldato in nome dell’unitarietà della coalizione". Ma i ’notabili’ locali e la riproposizione dell’attuale governatore potrebbero ostacolare la sua discesa in campo.


Campobasso. E’ un po’ come il Fantacalcio, in cui ci si ‘accaparra’ il giocatore migliore per costruire la formazione in grado di vincere il campionato. E quindi bisogna prepararsi prima, studiare chi è in forma e potrebbe assicurare un buon pacchetto di gol. Gol che si traducono in voti se si parla di politica e di elezioni. Anche se molti di loro sono già in vacanza, i principali esponenti regionali hanno già iniziato a compilare gli elenchi con i potenziali candidati. Da questo punto di vista sarebbe molto attivo il governatore uscente Paolo di Laura Frattura che vorrebbe inserire nel suo team una serie di amministratori locali: sindaci, assessori e consiglieri comunali. Nella sua formazione ci sarà anche Pierpaolo Nagni, referente regionale del partito di Angelino Alfano. In Sicilia l’alleanza tra Ap e Pd è a un passo. Uno schema che dovrebbe essere replicato anche in Molise, dove c’è chi è pronto a giurare l’appoggio incondizionato dell’assessore nei confronti di chi lo ha voluto nella giunta regionale come esterno.

Si sta muovendo l’Ulivo 2.0 di Roberto Ruta e Danilo Leva: fra poche settimane, in un’assemblea generale, saranno discussi i criteri per la scelta del candidato governatore e dei candidati al Consiglio regionale alle elezioni Regionali di primavera. La decisione sarà collegiale e partecipata, come ribadito dal senatore campobassano nell’ultimo incontro con la stampa. Tuttavia, la ‘caccia’ ai candidati è già iniziata. L’obiettivo – pare – sia di portarne quanti più possibile, ovviamente con certe qualità. E soprattutto un bel carico di voti.

In questo scenario così incerto sta diventando il tormentone dell’estate capire dove si schiererà Antonio Di Pietro, uno dei cavalli di razza della politica molisana. L’ex ministro esce allo scoperto sul programma ‘Omnibus’ di La7 dove in maniera chiara nasconde il sogno di riunire il centrosinistra locale. Lui come Romano Prodi, un paragone che lui stesso ha fatto nella nota trasmissione televisiva.

«Io prossimo candidato presidente della Regione Molise? L’hanno detto pure a me», dice con una battuta. «Non voglio fare ipocrisia: io sono nato nel centrosinistra politicamente, con Prodi abbiamo lavorato per costruire l’Ulivo come momento di unitarietà e mi piange il cuore vedere a livello nazionale e territoriale – e questo vale anche nel mio Molise - mille centrosinistra che sanno soltanto perdere e litigare fra di loro in una politica che non è più comprensibile. Se a livello nazionale hanno detto a Prodi e a livello locale a me che si può ricostruire l’unità del centrosinistra, io sono pronto a fare il soldato da domani mattina. La verità è un’altra: un centrosinistra unito come era l’Ulivo non riesco a vederlo più».


Sullo scenario nazionale, Antonio Di Pietro sottolinea che «si deve trovare un punto d’insieme. Non è che si può stare con Pisapia, Bersani o Renzi. Questa doveva essere tutta un’area che doveva costruire programma di solidarietà e sviluppo e stare insieme con unitarietà e umiltà». Veleni che caratterizzano più in piccolo la nostra regione: «Nel mio Molise ho provato a sentire i notabili e ognuno mi ha detto ‘Se ci sta quello non ci sto io’. Ma così si fanno i matrimoni?». E l’unità è una condizione fondamentale per la sua candidatura alla poltrona più alta di palazzo Vitale. Probabilmente per questo motivo l’ex pm torna alla carica sulle primarie

«La segreteria regionale del Pd farebbe bene a indire le primarie – le dichiarazioni rilasciare all’Adnkronos - in quel caso ci sarebbe una pluralità di candidati e quindi la mia candidatura non servirebbe più e io mi farei da parte. Non è possibile però parlare di candidati per le primarie se neanche sappiamo se ci saranno».
E poi «chiunque vinca le primarie poi deve essere appoggiato dagli altri candidati». Ecco la controproposta al Pd. Che venga accettata è già oggetto di scommesse. Del resto, l’analoga proposta di Roberto Ruta nell’assemblea del Pd venne drasticamente bocciata in nome della riconferma di Paolo di Laura Frattura.

(Pubblicato il 10/08/2017)

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