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Acqua di sorgente sulla costa: "Fra 7 mesi lavori completi". Ma l’attesa dura da 9 anni
Firmato il contratto fra il Provveditorato alle opere pubbliche e l’associazione di imprese che dovrà realizzare l’ultimo tratto dell’acquedotto Molisano Centrale. «I lavori saranno completati in sette mesi e porterà acqua dal Matese al Basso Molise» annunciano. Il consigliere regionale delegato alla Protezione civile, Salvatore Ciocca, incrocia le dita ma è scettico. «Tanti ritardi ma meglio tardi che mai».


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Termoli. Potrebbe essere la svolta, ma gli annunci sono stati talmente tanti e disattesi, che un po’ di perplessità attorno al completamento dell’acquedotto Molisano centrale è inevitabile. La novità è che proprio oggi è arrivata la firma sull’accordo fra l’associazione di imprese chiamate a costruire l’impianto e il Provveditorato alle opere pubbliche. Una firma che dovrebbe sbloccare l’impasse sul quale si è arenata da molto tempo l’opera, tanto da renderne la costruzione una vera odissea che va avanti da quasi dieci anni. Tempi? «Sette mesi per concludere i lavori» dicono dal Provveditorato.

In tempi di siccità e crisi idriche non resta che incrociare le dita. Intanto oggi è ufficiale la stipula dell’atto integrativo per il riavvio e completamento dei lavori dell’acquedotto Molisano Centrale ed interconnessione con lo schema del Basso Molise tra il Commissario straordinario Donato Carlea ed il Procuratore del Consorzio Integra Società Cooperativa (Capogruppo Mandataria) dell’Ati.

Lo rende noto proprio Carlea che fa un brevissimo riepilogo di cosa stava bloccando l’opera. «Per soddisfare le esigenze di miglioramento del servizio prospettato dai comuni costieri, il soggetto gestore Molise Acque aveva proposto alla Regione Molise, che a sua volta l’aveva recepita, una perizia di variante necessaria». Che tuttavia, sottolinea il commissario straordinario, era «senza sostanziale incremento di spesa, approvata dal Cipe».

La storia però ci dice che i rinvii e gli intoppi sono stati molto numerosi. Basti pensare che i primi rilievi sui terreni risalgono a fine 2007 e l’avvio del cantiere addirittura al 2008. Per restare ai fatti recenti, nel dicembre 2016 il consigliere regionale delegato alla Protezione civile, Salvatore Ciocca, aveva stabilito in commissione un cronoprogramma di lavori da realizzare per avviare l’opera, con l’obiettivo di metterla in funzione nella primavera 2017. Risultato? «La nave si è mossa ma molto lentamente» ammette amaro Ciocca. Quasi nulla è stato fatto, fino a oggi, e quella stipula che dovrebbe servire proprio per fare via libera ai cantieri sul tratto finale dell’opera.

«Secondo le previsioni contrattuali, i restanti lavori per circa 20 chilometri (130 già completati), saranno ultimati in 7 mesi– si legge in una nota del Provveditorato - e consentiranno l’approvvigionamento di acqua idropotabile proveniente dalla sorgente del Matese a 12 comuni molisani, interessando in particolare la fascia costiera regionale. L’opera conclusa consentirà di superare le ricorrenti crisi idriche ed igienico sanitarie finora subite dal territorio,in ragione della scarsa quantità e qualità dell’acqua oggi prelevata dall’invaso del Liscione.
I lavori complessivamente si sviluppano su un tracciato di circa 150 chilometri, dalla sorgente di Riofreddo sul Matese fino al comune di Montenero, alimentando, tra gli altri centri, Termoli e Larino». Se tutto va bene, tardo inverno o primavera 2018, ma non c’è da scommetterci.

Numeri che risultano in Regione? «Me lo auguro perchè se continua così finiamo come a Roma» dice Ciocca un po’ infastidito dalla mancata comunicazione ufficiale. «Sono venuto a sapere della stipula da un comunicato stampa, nonostante tutte le sollecitazioni e le riunioni». L’esponente politico ammette che «ci sono state difficoltà non solo burocratiche, ma anche tecniche. Tuttavia manderò una richiesta ufficiale per chiedere un aggiornamento. Viste le mie reiterate richieste, voglio capire cosa ho trovato quando ci siamo insediati e cosa ho lasciato ora che scadrà la legislatura.

Intanto il commissario straordinario Donato Carlea si prende il merito della «la risoluzione di molteplici problematiche, in forte collaborazione con la Regione Molise e con Molise Acque». Capitolo costi. Secondo il Provveditorato «alla copertura finanziaria dell’opera, il cui importo complessivo è di circa 90 milioni, si farà fronte con fondi Fas e con il contributo di 5,4 milioni da parte della Regione Molise tramite delibera di Giunta 457 del 2012».

(Pubblicato il 31/07/2017)

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