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Report di Legambiente
"Foci dei fiumi inquinate, ma depuratore nei limiti. E ci sono troppi rifiuti in mare"
Goletta Verde ha reso pubblici con una conferenza stampa a bordo dell’imbarcazione i dati relativi alle analisi effettuate martedì 25 e mercoledì 26 luglio: ne emerge che il canale di Rio Vivo nella baia a sud di Termoli è fortemente inquinato, come pure la foce del fiume Tecchio a Petacciato Marina mentre la zona sul lungomare nord Federico II di Svevia, sotto al borgo antico, è entro i limiti. «Anche il depuratore è nei limiti, ciò che si doveva fare è stato fatto - aggiunge Stefano Ciafani, direttore generale di Legambiente che conclude con due inviti - Le amministrazioni devono inserire la cartellonistica per indicare quali spiagge sono balneabili e quali no, inoltre l’invito è a non usare il mare come pattumiera visto che abbiamo individuato 259 rifiuti ogni cento metri di spiaggia con un monitoraggio fatto su 6mila metri quadri ed è emerso che spiaggia Ventotto a Petacciato e Torre del Sinarca a Termoli sono piene di ogni cosa».


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Termoli. A bordo della Goletta Verde che gira l’Italia, i soci di Legambiente hanno presentato i risultati delle analisi effettuate martedì 25 e mercoledì 26 nella tappa molisana del lungo tour sulle coste della Penisola per monitorare le acque e anche le spiagge. Il dato emerso, sulla base di tre prelievi effettuati dai tecnici, «non è piacevole – commenta Stefano Ciafani, direttore generale di Legambiente nel corso della conferenza stampa di presentazione dei dati di questa mattina, venerdì 28 luglio – I prelievi effettuati al canale di Rio Vivo, nella baia a sud di Termoli, hanno fatto emergere che il punto è fortemente inquinato, mentre a Petacciato Marina la foce del fiume Tecchio risulta inquinata, al tratto di mare sotto al borgo vecchio, in via Federico II di Svevia 43, il livello invece è entro i limiti. «Come anche il depuratore, entro i limiti – aggiunge Ciafani – ciò che si doveva fare è stato fatto, ma il nostro invito è rivolto a tutte le Amministrazioni perché intervengano per mettersi in regola».

«Il problema infatti è relativo alla presenza di batteri fecali intestinali dovuti alla presenza di scarichi fognari non adeguatamente depurati, per questo come Legambiente invochiamo la realizzazione di impianti a norma». I parametri infatti sono quelli microbiologici e sono considerati come inquinati i risultati che superano i valori limiti previsti dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia e fortemente inquinanti quelli che superano più del doppio; i prelievi sono stati fatti «nella mattinata del 25 luglio, prima quindi del violento temporale, è vero che anche le condizioni atmosferiche influiscono, ma comunque erano state fatte prima del cambiamento climatico», precisa Ciafani.

Accanto all’impegno per il monitoraggio, anche quello per la sensibilizzazionerivolto a tutti i cittadini e nato dopo un lungo periodo – dall’autunno fino alla primavera – di sopralluoghi sulle spiagge: «emerge il gran numero di rifiuti trovati sulla sabbia, basta pensare che abbiamo trovato 259 rifiuti ogni cento metri di battigia su un’area monitorata di 6mila metri quadri sulla spiaggia Ventotto a Petacciato e su quella di Torre del Sinarca a Termoli.
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Sono rifiuti come plastica, cotton fioc, rifiuti assorbenti, per questo la nostra campagna si chiama #Norifiutinelwc che abbiamo presentato con flash mob con i migranti a Rio Vivo, il bagno non è una pattumiera e quindi il mare non è una discarica».

Quest’anno è partita anche una nuova collaborazione con Goletta Verde e Legambiente, quella con lo Smi, il sindacato dei medici italiani, rappresentati dal dottor Leo Terzani di Campobasso. «Nel giro di pochi anni le patologie sono cambiate e sono legate anche all’ambiente, per questo abbiamo sottoscritto un accordo di osservazione e informazione».

Un altro aspetto su cui Legambiente ha lavorato «è l’assenza della cartellonistica – aggiunge in conclusione Ciarfani – le Amministrazioni devono provvedere a installare i cartelli sulle spiagge per indicare quali sono balneabili e quali no: solo alla foce del Tecchio e del Sinarca era presente il divieto».

(Pubblicato il 28/07/2017)

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