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Tunnel, per l’Arpa "Non c’è impatto negativo”. Ma i comitati insistono: “Rischio crolli”
Il comitato No Tunnel annuncia sensazionali notizie sulla vicenda del progetto del passante fra lungomare nord e porto. «Lo studio geologico ha molte lacune» anticipano prima dell’incontro pubblico di stasera al Sacro Cuore. «La relazione sui monitoraggi citata paventa il rischio crolli» aggiungono. Ma dal Comune, l’assessore all’Urbanistica assicura che «sono già state chieste e avute delle integrazioni. Nessun pericolo di cedimenti, altrimenti l’Arpam non avrebbe dato via libera».


Termoli. L’agenzia regionale per l’Ambiente della Regione Molise ha rilasciato parere favorevole al progetto della ditta De Francesco Costruzioni per la “realizzazione di un sistema integrato per la viabilità e mobilità sostenibile del Comune di Termoli”. Il tunnel che collegherà il piazzale del porto davanti al mercato ittico e il lungomare nord “si può fare”. Le criticità rilevate dalla stessa impresa costruttrice, che ha fatto studi e sondaggi specifici nel sottosuolo e sugli edifici che insistono lungo il tracciato, non costituiscono un ostacolo al progetto perché, come i tecnici di De Francesco chiariscono nella relazione finale al vaglio della conferenza di servizi in corso, «occorre porre in essere misure necessarie di salvaguardia dei fabbricati storici» e in corso d’opera, cioè durante i lavori veri e propri che dovrebbero iniziare entro il 2017, procedere a ulteriori sondaggi.

Al netto di questo, tuttavia, e fatte salve le precauzioni da adottare per i fabbricati storici, come Torretta Belvedere, palazzo Crema, Galleria Civica e Curia vescovile, «il progetto non ha impatti negativi significativi sull’ambiente, e pertanto lo stesso sia escluso dalla procedura di valutazione di impatto ambientale». Così si legge nella parte finale del parere di 54 pagine rilasciato dall’Arpam, che rimette «all’autorità competente», quindi al responsabile unico di procedimento, «la decisione definitiva», considerando anche che «la realizzazione dell’intervento dovrà essere subordinata al rispetto delle prescrizioni e delle attività di monitoraggio».

Ma proprio su questa relazione va a innestarsi un nuovo scontro con il comitati No Tunnel, che proprio stasera, venerdì 28 luglio alle 19 nella chiesa del Sacro Cuore, incontreranno la cittadinanza nei locali del sacro Cuore per una assemblea pubblica che promette di dare “sensazionali notizie” sul progetto e le opere annesse. «Informeremo la popolazione sugli sviluppi amministrativi e sugli interventi dei vari enti statali coinvolti dal Comitato No Tunnel per indagare sui tanti buchi neri di questa storiaccia" scrivono gli attivisti del No tunnel, annunciando che «l’istruttoria tecnica di verifica di assoggettabilità a via dell’Arpa Molise evidenzia che lo studio geologico prodotto dalla Ditta De Francesco è fortemente lacunoso, in quanto sprovvisto di elementi importanti riguardanti la stabilità delle aree; pertanto si richiama l’attenzione sull’importanza imprescindibile di ulteriori indagini».

Ma dal Comune di Termoli fanno sapere la documentazione fornita dalla ditta «è già stata integrata, come da nostra richiesta, e la stessa impresa sottolinea che per l’intervento, visto che sopra ci sono fabbricati storici come sapevamo e sappiamo tutti, bisogna effettuare determinate operazioni che rispettino le caratteristiche degli edifici e impediscano che possano essere danneggiati».

Ma c’è di più. «La relazione sui monitoraggi della De Francesco, citata dall’Arpa Molise – si legge ancora sui social per la presentazione dei temi dell’assemblea pubblica – fa esplicito riferimento alla possibilità più che probabile di crolli degli edifici storici che si trovano il tracciato del tunnel».
Pino Gallo, assessore all’Urbanistica, non sembra affatto preoccupato dal paventato “rischio crolli” dei comitati. «Se ci fosse un concreto rischio di cedimento, va da sé, l’Arpa non avrebbe certo rilasciato favorevole, mi sembra ovvio. D’altra parte – aggiunge – a Termoli è venuto di persona il direttore generale della Sovrintendenza ai Beni Architettonici, che ha preso atto della fattibilità di un intervento». Intervento che non può prescindere, come De Francesco Costruzioni ammette, da un uso mirato di tecniche e cautele finalizzate a tutelare gli edifici storici.
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L’assessore all’Urbanistica contrattacca. «Questa è la solita strumentalizzazione dei comitati – replica l’assessore – perché la ditta, che peraltro è stata invitata dall’Amministrazione a fornire elementi ulteriori sull’esito delle verifiche, fatte in maniera scrupolosa, riconosce che ci sono edifici che potrebbero cedere parzialmente e che, proprio per questa ragione, bisogna mettere in cantiere operazioni mirate e tecniche differenziate».

I movimenti che combattono da mesi e mesi contro un progetto che vedono come un “disastro” globale, però, hanno un’altra posizione e paventano una sorta di catastrofe imminente per il cuore di Termoli. «L’iniziativa di questi giorni della Ditta De Francesco, volta a rilevare le fessurazioni esistenti sui suddetti edifici, si legge come una conferma di questo rischio inaccettabile per i proprietari e per tutta la città, riguardo il quale la Ditta tende a svincolarsi dalle responsabilità risarcitorie. Aspettiamoci dunque il crollo della Torretta Belvedere e della cinta muraria, o almeno danni consistenti. Come possiamo restare inerti davanti ad un tale oltraggio alla storia e al patrimonio artistico e affettivo che ci riguarda tutti?»

All’orizzonte nuove denunce ed esposti in Procura, dove già c’è una voluminosa mole di carte da passare al setaccio. Ancora una volta i No Tunnel rimarcano che «il Sindaco Sbrocca ad oggi non ha fatto nulla affinché la macchina referendaria venisse avviata, nonostante siano passati ben cinque mesi dalla ripresentazione dei quesiti referendari e sia stata sollecitata da due appositi esposti dal Comitato No Tunnel». Ma le denunce potrebbero non essere a senso unico. «Se si parla di crolli senza cognizione di causa, per spaventare la gente e portarsi i cittadini dalla loro parte, anche politica, immagino che scatteranno le denunce per procurato allarme» conclude Gallo, a poche settimane dalla conclusione della conferenza autorizzativa che, a settembre, dovrebbe sfociare in un progetto conclusivo e nell’eventuale nulla osta a iniziare l’intervento.

(Pubblicato il 28/07/2017)

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