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Il problema dell'accoglienza
Migranti, città quasi al completo. Il Comune li ’arruola’: "Aiuteranno a pulire la città"
L’accoglienza dei migranti ha tenuto banco oggi, 26 luglio, in Consiglio comunale. L’assessore alle Politiche sociali Alessandra Salvatore ha fornito il quadro degli stranieri ospiti nelle nove strutture: "Accogliamo complessivamente 581 migranti tra Sprar e Cas, possiamo arrivare al massimo a 602". La Coalizione civica attacca: "Non abbiamo più posto, basta con altri ingressi. Ci hanno segnalato l’aumento di spaccio di droga e della prostituzione. Anzi, chiederemo un sopralluogo nelle strutture di accoglienza".


Campobasso. Campobasso è al limite dell’accoglienza: potrà accogliere qualche altra decina di migranti. Al massimo 602, secondo i criteri stabiliti dal Ministero degli Interni. Attualmente, tra Sprar e Centri di accoglienza straordinaria, nel capoluogo ce ne sono quasi 580. Sarà per questo che nel capoluogo è aumentata la sensibilità della cittadinanza che, in parte, inizia a mal sopportare la presenza dei stranieri, considerata da alcuni così eccessiva da favorire presunti episodi di microcriminalità.

L’argomento, così attuale e tormentato, in grado di spaccare anche le comunità più piccole (basti ricordare quanto successo ad Oratino), non poteva non essere affrontato nell’Aula di palazzo San Giorgio. A portarlo all’attenzione dell’amministrazione la Coalizione civica in una interrogazione urgente.
«Il numero complessivo di persone accolte nei Cas cittadini è di 541 persone più una trentina di migranti ospiti dei vari progetti Sprar attivati negli ultimi due anni», la fotografia fornita in Aula dall’assessore alle Politiche sociali Alessandra Salvatore.


La maggior parte (378) si trova nei vari Cas dell’Eden: cento vivono nell’ex hotel di contrada Colle delle Api, gli altri sono dislocati in alcune strutture private presenti nella zona industriale, 18 sono ospiti in un’abitazione di via Sant’Antonio dei Lazzari. Altri 40 stranieri abitano nella ‘famosa’ villetta di via Gorizia, dove il Cas è gestito dalla cooperativa Geco. Ventiquattro migranti sono ospiti in una struttura di contrada Selvapiana, infine 99 si trovano nella ‘Cascina Garden’ di contrada Tappino. Venti richiedenti asilo abitano nell’ex scuola del Feudo dove è attivo un progetto Sprar.

«Non abbiamo ancora raggiunto la soglia che ci è stata attribuita che è di 602 migranti», puntualizza l’esponente della giunta comunale. L’amministrazione piuttosto vorrebbe aumentare i progetti Sprar: «Entro il 30 settembre presenteremo come Comune di Campobasso un progetto per 20 minori stranieri non accompagnati e uno come Ats di Campobasso per 65 maggiorenni distribuiti tra il capoluogo e gli altri Comuni che hanno aderito al progetto dell’Ats. Con l’aumento dei posti Sprar diminuiranno progressivamente quelli nei Cas».

E poi c’è un altro obiettivo: incentivare l’inclusione degli stranieri che arrivano nel capoluogo. Lo scorso inverno alcuni di loro aiutarono gli operatori della Sea a liberare i marciapiedi dalla neve. L’iniziativa sarà strutturata meglio: «C’è un progetto con la Sea: gli ospiti volontari lavoreranno fianco a fianco con la municipalizzata del Comune per la nettezza urbana e la pulizia della città». Un modo per abbattere i pregiudizi e per impegnare i ragazzi sbarcati dopo i viaggi della speranza.
Lo scetticismo però c’è, anche se per la Salvatore «la città sta rispondendo con responsabilità».

I più critici sono proprio i consiglieri comunali della Coalizione civica. «Ben vengano gli Sprar e questi progetti per l’integrazione con la Sea, ma riteniamo che il numero sia eccessivo. Bisogna stoppare gli arrivi», dice netto Francesco Pilone. Lancia un allarme: «Non è un pregiudizio il nostro, ma ci preoccupa quello che può avvenire in futuro perché siamo al limite: la proporzione non è di un terzo, ma di un settimo. Dal nostro punto di vista l’amministrazione deve usufruire della clausola di salvaguardia, saremo d’accordo poi per coinvolgere e impegnare queste persone con progetti di integrazione anche sottoscrivendo accordi ad esempio con le guardie ecologiche». Infine, riferisce, «chiederemo un sopralluogo nelle strutture di accoglienza perché ci dicono che sono in aumento fenomeni di spaccio e di prostituzione».

Una denuncia grave, se fosse confermata. Attualmente non ci sarebbero indagini né segnalazioni dalle forze dell’ordine. Anche perché eventuali ‘avventure’ o rapporti sessuali con migranti rientrano nella libera scelta delle persone e non configurano alcun tipo di reato. Cosa ben diversa se si venisse a scoprire un giro di sfruttamento legato alla prostituzione. SP

(Pubblicato il 26/07/2017)

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