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Nettoyage
Società di pulizia e volley come "lavatrici" per milioni di €: due imprenditori molisani in manette
Domenico Iuliano e Maurizio Cicchetti, il primo di Pozzilli e il secondo di Isernia, arrestati dalla Guardia di Finanza per evasione fiscale, riciclaggio e fatture false. Ai domiciliari anche un imprenditore e un commercialista romani, coinvolti in un illecito flusso di denaro che avrebbe evaso il Fisco per circa 30 milioni di euro, ricavando illecitamente guadagni con un sistema di scatole cinesi con "teste di legno" e false sponsorizzazioni di una società dilettantistica sportiva.


Isernia. Evasione per oltre 33 milioni di euro, imposte evase per oltre 13 milioni di euro, un giro di fatture false di oltre 2,5 milioni di euro, indebite compensazioni d’imposta per oltre 8 milioni di euro e un riciclaggio di denaro sporco di oltre 3 milioni di euro.


Evasione fiscale, riciclaggio e fatture false, con la “copertura” di una impresa di pulizia e di una associazione dilettantistica di pallavolo.
Tre persone sono state arrestate, una quarta sottoposta all’obbligo di dimora, mentre altri quattro risultano indagati nella imponente operazione “Nettoyage” della Guardia di Finanza di Isernia coordinata dalla Procura pentra. Nettoyage come pulizia, quella della Puliservice dell’imprenditore isernino Domenico Iuliano, specializzata in pulizie industriale, presente con contratti aziendali in tutto il Molise e anche fuori regione. Lui, Iuliano, 37 anni di Fornelli, è finito in carcere, a Rebibbia perché è stato arrestato a Roma. Ai domiciliari Domenico Cicchetti, imprenditore di 54 anni di Isernia, nome conosciuto negli ambienti sportivi e della pallavolo: per l’accusa infattigli imprenditori coinvolti sponsorizzavano squadre di volley, per poi chiedere indietro parte del denaro concesso, mettendo in atto i reati di riciclaggio, false fatturazioni ed evasione fiscale.
Uno stratagemma, quello delle sponsorizzazioni, che ha consentito di incassare somme ingentissime, milioni di euro, sottraendoli alle tasse e ai contribuenti. Ai domiciliari anche Giannino Giorgi, commercialista di Roma, mentre Walter Antinucci sempre di Roma ha avuto il divieto di dimora nella Capitale.


L’indagine, durata circa tre anni, scaturisce da una verifica fiscale nei confronti della Puliservice S.r.l., società di pulizie a livello industriale, già con sede legale a Roma e sede amministrativa a Pozzilli, di cui Iuliano era legale rappresentante. Una società che lavora in Molise e in molte altre regioni, facendo pulizie industriali per conto di aziende e enti pubblici. Le indagini, che si sono avvalse anche delle intercettazioni telefoniche, hanno appurato che Puliservivce usava fatture per operazioni inesistenti emesse da un’altra società, guidata da un imprenditore di Roma attualmente indagato, per quasi 2 milioni di euro.
Noleggi di attrezzature e prestazioni di manodopera false, per un giro di flussi finanziari di diverse società coinvolte che hanno messo in piedi un sistema di “ripulitura” di soldi fino a giugno 2017, anche attraverso altre società rappresentate dalle solite “teste di legno” e riconducibili a Iuliano. Imprenditore che la Procura definisce “spregiudicato, distante dall’evasore occasionale, che ha intessuto una rete di rapporti, organizzato operazioni societarie, tratto vantaggio da altrettante perdite per lo Stato, senza remora alcuna, senza indietreggiare a fronte dei primi controlli, anzi affinando, in modo ancora più “professionale”, la propria organizzazione criminosa, ergendo i reati a fonte di alto sostentamento per il proprio tenore di vita, pur risultando nullatenente”.


Sarebbe il dominus incontrastato di un giro criminale per milioni di euro sottratti al fisco e ai contribuenti, che ha continuato la sua attività truffaldina anche negli anni successivi, tramite la stessa Puliservice prima e la C. S. S.r.l. poi, palesando – scrive ancora la Procura guidata da Paolo Albano, “una totale inadeguatezza nel fare impresa in maniera corretta e lecita, così alterando le regole del mercato e della concorrenza”. Sempre lui, Domenico Iuliano, avrebbe acquisito nuovi soggetti giuridici, stabilendo le sedi legali a Roma e le sedi operative nella vecchia sede di Pozzilli , e ha continuato ad operare nell’ombra, senza rivestire alcuna carica formale, facendo ricorso a diversi prestanome “a cui impartiva rigide e ferree direttive”.

Gli inquirenti hanno accertato che il 37enne isernino, amante della bella vita e dei soldi facili, aveva la disponibilità di ingenti quantitativi di denaro occultati, «parcheggiati e pronti sia per essere “ripuliti”, facendo ricorso a collaudati meccanismi fraudolenti, sia per l’acquisto di immobili dì consistente valore anche a Roma o, ancora, per la costruzione della lussuosa villa con piscina di Fornelli (IS), in cui dimora con la compagna».
Villa formalmente intestata alla N. S. s.a.s., la cui unica socia è la madre. Alla quale sono pure intestate una barca di lusso che Iuliano. uomo senza reddito e per lo Stato nullatenente, usa nel week-end, e una Porsche Cayenne che guidava esclusivamente Iuliano.


Un personaggio di spicco nella inchiesta, secondo le Fiamme Gialle e i riscontri ottenuti in tre anni di indagini, è Mimmo Cicchetti, imprenditore isernino, presidente di alcune società sportive, con un ruolo attivo nell’operazione di riciclaggio dei soldi "guadagnati" dall’amico Iuliano. I finanzieri hanno svolto diverse verifiche su una associazione sportiva dilettantistica, che avrebbe sottratto al Fisco oltre 11 milioni di euro, omettendo di versare all’erario 3,5 milioni di euro di Iva. Associazione che operava come impresa di servizi dedite all’organizzazione di attività ed eventi a favore di altre aziende, tra cui una importante squadra che ha partecipato al campionato nazionale di pallavolo.
Una sorta di società filtro, creata dai romani, l’imprenditore e il commercialista finiti ai domiciliari. La finta associazione non risultava affiliata ad alcuna federazione e tantomeno era iscritta al registro nazionale tenuto presso il Coni. E con il sistema delle sponsorizzazioni avrebbe “lavato” denaro per milioni di euro.

Tra i prestanome spicca Giannino Giorgi, anche lui agli arresti domiciliari, rappresentante formale di diverse società sportive, che «si è consapevolmente prestato al suo ruolo, fornendo un contributo fondamentale per la riuscita delle operazioni di riciclaggio, ammontanti ad oltre 1,3 milioni di euro, rivenienti dall’evasione fiscale» delle società di Iuliano, omettendo di presentare le dichiarazioni annuali, con conseguenti evasioni milionarie, e occultando o distruggendo le scritture contabili, sempre con l’obiettivo di evadere le imposte.
«Chi utilizza fatture false e realizza sistemi articolati e complessi di frode fiscale – dichiara la Guardia di finanza - non è un contribuente in difficoltà, ma un vero e proprio criminale fiscale che sottrae risorse importantissime per lo sviluppo del Paese e la ripresa del processo di crescita economica».

(Pubblicato il 21/07/2017)

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