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Cronache
Mascione, genitori vs sindaco: “Inaffidabile, ridiamo le tessere”. E chiedono prefabbricati
I rappresentanti d’Istituto scrivono una dura lettera nella quale denunciano incertezze e temporeggiamenti del primo cittadino sul destino della scuola giudicata a rischio sicurezza e chiusa nel novembre scorso. "Chi governa deve trovare soluzioni" dichiarano, esprimendo delusione e amarezza. E propongono una soluzione: "posizionare moduli prefabbricati sul campo sportivo, in un’area adiacente alla scuola"


Campobasso.Sindaco Antonio Battista, se ci sei batti un colpo”. Per i genitori dei bambini che hanno frequentato la Scuola di Mascione, dichiarata a elevata vulnerabilità sismica negli ultimi studi indagati dal gruppo di lavoro dell’Università degli Studi del Molise, il primo cittadino di Campobasso, su una questione così delicata, si è dimostrato inaffidabile. Avrebbe preso tempo fin dal giorno di chiusura, il 2 novembre 2016, sostenendo che bisognava aspettare i risultati delle indagini di vulnerabilità sismica quando, sostengono invece e mamme e i papà degli studenti, «non occorreva certo aspettare lo studio Unimol per attestare che la scuola di Mascione, come la maggior parte degli edifici scolastici di Campobasso, fosse sismicamente vulnerabile».

«Si poteva intervenire negli otto mesi trascorsi se ci fosse stata la volontà politica ma non lo si è fatto. Forse perché - aggiungono i genitori attraverso i loro rappresentati di Istituto - non c’erano risorse, o quelle che c’erano sono state spostati altrove. Oppure, più semplicemente, perché i programmi dell’Amministrazione Battista vanno in un’altra direzione».

È una lettera dura quella scritta dai rappresentanti dei genitori Angelo Palladino, Massimo Libertone e SalvatoreTtronca dopo un periodo in cui l’edificio è stato al centro delle cronache. Pochi giorni fa è stato ufficializzato che la scuola di Mascione resterà chiusa. Non è sicura, comporta una serie di rischi di sicurezza e non può, di conseguenza, essere frequentata, specialmente in un territorio ad alto rischio di terremoto come è il Molise centrale.

Solo il 15 luglio scorso lo stesso sindaco, dopo aver preso visione dei risultati delle indagini geologiche, aveva annunciato che la scuola di Mascione «non è recuperabile», ammettendo la fondatezza delle osservazioni del professor Carlo Callari, il coordinatore del gruppo di lavoro dell’Ateneo molisano. Il 3 novembre l’edificio era stato chiuso per motivi di sicurezza e gli 80 alunni avevano terminato l’anno scolastico alla “Montini”, in spazi però considerati troppo angusti e non idonei.

Sempre il sindaco Battista aveva cercato di rassicurare i genitori che sarebbero stati cercati fondi per il recupero dell’edificio o la sua ricostruzione, e nel frattempo che sarebbero state adottate soluzioni adatte a scongiurare i doppi turni. «Stiamo valutando l’ipotesi di un privato che ci ha messo a disposizione un edificio che sembra adeguabile, ma dobbiamo valutare» aveva dichiarato Battista.

Ora i rappresentanti dei genitori, con una lettera pubblica che evidenzia tutta la delusione e i timori per il destino dei figli, lo mettono di fronte alle sue responsabilità di sindaco: «Chi governa la città di Campobasso ha la responsabilità di affrontare i problemi e trovare le soluzioni per risolverli».
E gli chiedono di decidere, e in fretta. «Dica Battista per quale delle due soluzioni intende optare: per la prima, quella che lo studio reputa ottimale, che prevede la costruzione di un nuovo edificioscolastico, oppure per la seconda, costituita dalla programmazione di interventi strutturali sull’edificio esistente, che dovranno comunque garantirne l’adeguamento sismico.
Qualunque delle due soluzioni l’Amministrazione scelga, si prevedono tempi decisamente lunghi, per cui è improcrastinabile reperire strutture in loco – ribadiamo in loco - dove i nostri ragazzi possano svolgere l’attività didattica. La situazione si è fatta preoccupante. Settembre è alle porte e per i nostri ragazzi si prospetta un nuovo anno di emergenza».

E così una soluzione la propongono loro, che suggeriscono di posizionare moduli prefabbricati sul campo sportivo, in un’area adiacente alla scuola. Ricordando che nel sit-in dello scorso 5 luglio il sindaco si era impegnato a convocare i genitori entro massimo una settimana. «Non lo abbiamo più sentito. Vano si è rivelato anche il coinvolgimento del senatore Roberto Ruta, da noi avvicinato perché potesse rappresentare e perorare al sindaco le nostre istanze. Anche in questo caso, non abbiamo ricevuto risposta.
Spiace constatare che abbiamo dato fiducia elettoralmente a chi poi, nei fatti, delude le aspettative dei cittadini e non dà risposta alle loro richieste.
Siamo amareggiati, stanchi, ma determinati a portare avanti le nostre sacrosante rivendicazioni per far valere i nostri diritti, quelli dei nostri figli. Se non ci dovessero essere sviluppi positivi ad horas, restituiremo le tessere elettorali che provvederemo a consegnare nelle mani di Sua Eccellenza il Prefetto di Campobasso».

(Pubblicato il 20/07/2017)

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