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Sanità, battaglia in Aula
Le opposizioni non vincono per un soffio. Maggioranza “azzerata”, Frattura è in bilico
Bocciate le mozioni delle minoranze consiliari che volevano l’annullamento dell’articolo 34bis della "manovrina" che ha reso il Piano Operativo sanitario regionale legge dello Stato. La prima a firma Michele Iorio e altri puntava a impugnare l’articolo 34bis dinanzi alla Corte Costituzionale; la seconda, a firma Federico e Manzo, puntava ad approvare un nuovo provvedimento di legge per abrogare l’attuale. Il voto in assise ancora una volta sottolinea la precarietà dell’attuale maggioranza, che di fatto viene azzerata: 10 voti a favore e 10 voti contrari e mozioni respinte in virtù dell’articolo 77 dello Statuto regionale, la prima; e 10 voti contro 9 la mozione dei 5 Stelle.


di Alessandro Corroppoli

Campobasso. Il voto è arrivato nel tardo pomeriggio, dopo una estenuante giornata di “lavori”. Un voto che ha visto da un lato respingere le mozioni delle opposizioni che volevano l’abrogazione dell’articolo 34bis della "manovrina" che ha trasformato il Piano Operativo Sanitario in legge dello Stato, ma che ha evidenziato, dall’altro, ancora una volta la precarietà sulla quale si regge la maggioranza regionale. Assente il consigliere regionale Domenico Di Nuzio in entrambe le votazioni e la Fusco Perrella nella seconda, la mozione Iorio ha ricevuto 10 voti favorevoli e 10 contrari ed è stata bocciata solo per via dell’articolo 77 dello Statuto regionale. Mentre la mozione dei 5 Stelle è stata respinta con 10 voti contro e 9 a favore per via dell’assenza della Fusco Perrella. Un dato, e numeri, che segnano di fatto l’azzeramento della maggioranza.


La discussione iniziata in tarda mattinata, assenti il Presidente Vincenzo Cotugno che è rientrato nel pomeriggio, e il consigliere Domenico Di Nunzio. Una discussione da subito molto intensa. Il confronto verteva sull’articolo 34 bis ovvero l’articolo inserito nella "manovrina" del Governo nazionale, che ha reso lo scorso 15 giugno il Piano Operativo sanitario del Molise legge dello Stato. Ad aprire le danze è stato il consigliere Vincenzo Niro che ha sottolineato come «la Regione Molise ha la potestà di intervenire su questa situazione legislativa che penalizza il territorio regionale». Successivamente è stato il turno dell’ex assessore al lavoro Michele Petraroia che, oltre a rimarcare le criticità espresse del collega, ha puntato il dito «sulla carenza degli investimenti inseriti nel nuovo Piano Operativo sanitario».


L’ex presidente Iorio, invece, ha concentrato il suo intervento sulla impossibilità di un confronto e di una discussione vera nel merito del Piano sanitario.«Sarebbe stato molto più utile per i molisani se ci fosse stato un confronto e una convergenza di idee sul come raggiungere gli obiettivi prefissati dal Piano Operativo Sanitario. Invece, questo piano è stato deciso con la regione Molise ma a Roma e non in Molise».


La sua mozione impegnava il presidente della Giunta regionale ad impugnare l’articolo 34bis davanti alla Corte Costituzionale «per ripristinare un minimo di legalità su un provvedimento che, di fatto, ha commissariato l’intera assemblea legislativa molisana. La miopia di questo governo regionale non ha mai fine». Sulla stessa lunghezza d’onda il portavoce dei 5 Stelle Antonio Federico che ha rivendicato «la possibilità di potere abrogare tale provvedimento di legge approvandone un altro, in modo da poter avviare una discussione vera che porti nel Piano le vere esigenze dei cittadini molisani».


Al termine dei loro interventi, Iorio e Federico, hanno annunciato che avrebbero presentato due mozioni con l’intento di impugnare e abrogare l’articolo 34bis. La mozione Iorio è stata sottoscritta anche da Angiolina Fusco Perrella, Nicola Cavaliere, Giuseppe Sabusco, Francesco Totaro, Michele Petraroia, Massimiliano Scarabeo e Vincenzo Niro. La seconda presentata dal Movimento 5 Stelle, Antonio Federico e Patrizia Manzo, a cui si è aggiunta la firma di Michele Petraroia.


La replica del Presidente Frattura è arrivata nel pomeriggio. Il Governatore ha sottolineato come «non è stata la Regione a proporre il Piano, che il Governo non ha imposto» e come «il Piano sanitario sia stato redatto attraverso la collaborazione con i ministeri competenti (salute ed economia) e poi passato al vaglio della Conferenza Stato-Regioni>>.Frattura, inoltre, ha colto l’occasione per illustrare i punti centrali della riforma tra cui «il nuovo equilibrio tra territorio e ospedale, dove queste ultime strutture, finora vissute con un rilievo centrale, diventeranno invece l’ultima ratio». Lo scopo è «avvicinare tutti i medici al paziente» Inoltre ha ricordato lo «sblocco del turnover che dà via libera a stabilizzazioni e nuove assunzioni e la creazione delle prime reti d’emergenza che mettono in sicurezza ovunque nel nostro Molise il paziente per le patologie tempodipendenti» concludendo che «la nostra Regione, a breve,tornerà ad avere ruolo da protagonista per le scelte operative della programmazione della nostra sanità».


Al termine dell’intervento di Frattura, dopo le illustrazioni delle mozioni si è passati al voto.
Un voto nominale che ha visto sì respingere entrambi le mozioni ma che di fatto rimarcano, ancora una volta, la precarietà sulla quale si regge l’attuale maggioranza regionale. Con l’aula divisa praticamente a metà, 10 voti a favore e dieci contrari, le mozioni sono state bocciate solo in virtù dell’articolo 77 dello Statuto regionale.


«La maggioranza ha svenduto l’autonomia del Molise» commenta Michele Iorio al termine della lunghissima seduta. L’ex Governatore coglie la valenza politica del voto in pareggio, che di fatto azzera i numeri di Frattura in aula. «Quello che è rimasto di questa maggioranza ormai allo stallo ha portato ad una situazione di parità: 10 a 10, e la mozione per il ricorso alla Suprema Corte non passa. Solo oggi ho capito come mai in questi anni non si è mai accolto il nostro invito di voler mediare e ridiscutere il Piano Sanitario: perché la proposta del Tavolo Tecnico di voler chiudere il 50% degli ospedali pubblici noi non l’avremmo mai lasciata passare. Che ci sia la necessità di fare un accordo per il Piano Operativo è indubbio, ma pensare che quello approvato con legge statale sia l’unico possibile è certamente opinabile. Sicuramente oggi, come eletti nella massima assemblea rappresentativa della Regione Molise, siamo impossibilitati ad intervenire in qualità di rappresentanti del popolo sovrano. In ogni caso non è detta l’ultima parola, vedremo se ci saranno altre strade da seguire e saremo al fianco di chiunque vorrà e potrà sostituirsi al Consiglio regionale per perseguire la via del ricorso costituzionale per difendere l’autonomia svenduta della Regione Molise e il diritto alla salute dei cittadini molisani».

(Pubblicato il 17/07/2017)

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