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Cronache
Marciapiedi in pessimo stato. E il mutuo di 2 milioni annunciato ma mai contratto
Mentre in piazza Cesare Battisti la Banca d’Italia sta rifacendo il look al proprio piazzale, il Comune non mette mano a un problema molto sentito dalle migliaia di pedoni del capoluogo. Situazione disastrata in via IV Novembre, Colle delle Api, Vazzieri e in molti punti del centro, dal Corso a via Mazzini, passando per viale Elena e via Gazzani. Dell’argomento si è spesso occupato il consigliere del M5S, Roberto Gravina: “La cosa vergognosa è che nonostante l’abbiano inserito nel piano triennale delle opere pubbliche, sono passati otto mesi, e il mutuo da due milioni non è stato ancora contratto. Nel frattempo in alcune zone sembra di stare a Beirut”.


Campobasso. Spesso di parla di strade da rifare, asfalto da rimettere in sesto, buche da ricoprire. E ci si dimentica troppe volte dei marciapiedi, ‘sede’ naturale dei pedoni. A Campobasso la situazione non è certamente idilliaca. In diversi punti della città le zone dedicate esclusivamente a chi va a piedi sono in condizioni precarie, pessime a tratti. Il cemento si è sgretolato da anni, anche per colpa delle auto che vi poggiano le ruote quando ‘attraccano’ in parcheggi di fortuna. Ma si paga una manutenzione assente.

Un caso simile è in via IV Novembre, soprattutto in un tratto: quello che va dalla sede del Consiglio regionale al benzinaio e oltre. Risalendo la strada, molto trafficata nelle ore clou della giornata, si notano addirittura blocchi di pietra completamente scardinati: si tratta di ex cornicioni dei marciapiedi che danno non poco fastidio a chi decide di farsi una passeggiata, specialmente di sera, quando la visibilità è precaria e si rischia pure di farsi male. Il quadro cambia di poco in via Scardocchia, a due passi dal Liceo Artistico e dal Liceo Classico: mattonelle spaccate, cemento sbriciolato e rischi per le caviglie. Per non parlare di via Colle delle Api, dove da mesi e mesi il marciapiedi di fronte alle ‘Casermette’ è praticamente inagibile.

Magari sarebbe il caso di prendere a esempio quanto sta succedendo in piazza Cesare Battisti, all’incrocio con via Cardarelli. Infatti, la Banca d’Italia ha deciso di rifare la superficie del piazzale di appartenenza. I lavori sono tuttora in corso. Sull’argomento è stato sempre molto sensibile il consigliere del M5S, Roberto Gravina: «Già tempo fa, visto lo stato pietoso dei marciapiedi, avevo chiesto di conoscere se fosse una priorità della maggioranza risolvere questo problema. Loro avevano sbandierato la volontà di riparare tutto grazie a un mutuo di circa 2 milioni di euro. Ma la cosa vergognosa è che nonostante l’abbiano inserita nel piano triennale delle opere pubbliche, sono passati otto mesi, e il mutuo non è stato ancora contratto, neanche le pratiche hanno avviato. Lo stesso assessore Maio ha confermato che non sono state avviate ancora le pratiche e che si sta lavorando per questo, come al solito».

Nel centro cittadino la lista delle strade con marciapiedi in parte o totalmente da rifare è lunga: da un tratto del Corso a viale Elena, da Corso Bucci a via Mazzini, passando per via Roma e via Gazzani.
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«C’è da aggiungere – prosegue Gravina – che siamo venuti a sapere per vie traverse che è già stato stilato una sorta di cronoprogramma da realizzare indicando le strade, ma di questo file noi non ne abbiamo conoscenza. L’ho saputo grazie a una pratica – che poi non ho curato io come avvocato – che riguarda una signora che viene tenuta ancora in balia delle decisioni del Comune: le avrebbero promesso di inserire anche il marciapiede da lei indicato tra quelli oggetto di intervento, ma non conosciamo nulla di quello che vogliono fare. Io penso che questa cosa si ridurrà all’ultimo anno del mandato, in campagna elettorale».

L’esponente di opposizione aveva avanzato nei primissimi giorni dall’insediamento del consiglio comunale una proposta: «Nelle zone periferiche è possibile utilizzare, per risparmiare qualche soldino, un certo tipo di asfalto per i marciapiedi che è stato usato anche in via Monte Napoleone a Milano. Si potrebbe scegliere al posto delle betonelle, molto più costose, soprattutto nelle zone come quella industriale, altrimenti si sprecano solo risorse. Ma non abbiamo avuto alcuna risposta».

(Pubblicato il 22/07/2017)

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