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Nuova ondata di caldo
Torna il rischio incendi: per i Vigili 500 interventi in 2 mesi. "State attenti e chiamate subito"
In questi giorni le squadre degli uomini del 115 non hanno tregua: gli interventi si susseguono uno dopo l’altro molto spesso a causa di incendi che richiedono numerose ore di lavoro per coordinare gli uomini, mettere in sicurezza le persone e gestire anche gli elicotteri. Nella sala il telefono squilla e agli interventi di emergenza dei roghi bisogna aggiungere anche quelli ordinari come fughe di gas e apertura porte. «Ma la priorità sono i roghi, l’invito alla popolazione è di fare attenzione sempre, pulire le aree intorno alle case, mentre ai Comuni è di far tagliare cannucce ed eliminare le sterpacce e quando si fanno barbecue essere particolarmente attenti».


di Elena Berchicci

Termoli. Sanno quando escono ma non quando rientrano. Nel loro lavoro la routine non c’entra e non c’è mai. Ogni giorno è diverso dall’altro e lo sanno bene. Pronti ad intervenire e a rientrare solo ad emergenza finita, quando tutti sono al sicuro e non ci sono rischi. Il loro compito è di mettere chiunque in sicurezza, per questo molto spesso devono essere intransigenti e far rispettare le regole, senza essere bruschi ma sempre cordiali e pronti a dare il massimo per aiutare gli altri.

In questi giorni nella caserma dei vigili del fuoco nella zona industriale di Termoli il telefono squilla di continuo e le radio non smettono di dare informazioni dalle province vicine di Chieti, Campobasso e San Severo: un controllo minuzioso del territorio per prevenire gli incendi. Adesso l’emergenza è proprio quella dei roghi «partita in anticipo quest’anno – afferma il capo distaccamento Aldo Ciccone – prima rispetto al periodo e la situazione è particolarmente difficile».

Colpa dei tanti incendi sul territorio, del caldo, del vento che complica le cose e anche della mancanza di personale che costringe gli uomini a un notevole impegno per coprire il territorio e rispondere alle tante chiamate, più di 500 in soli due mesi con un bilancio che prevede fino alla fine dell’estate anche 800 interventi. Da lunedì 10 luglio in attività fino al 15 settembre anche la squadra boschiva con cinque persone compreso il capo squadra a dare supporto ai pompieri. Eppure molti degli incendi si potrebbero evitare.

«Basterebbe stare attenti, non solo a ciò che si fa ma anche dedicare un po’ di cura al verde, tagliare le erbacce e la vegetazione almeno nei territori intorno a casa, non attendere che intervenga il Comune e al tempo stesso anche le Amministrazioni dovrebbero dedicare maggiore attenzione alle sterpaglie, pulire per bene alcune zone delle proprie città per prevenire».

Ad innescare il rogo non è solo una sigaretta, «ma anche la disattenzione con cui in molti organizzano il barbecue o parcheggiano l’auto sulle cannucce. In quel caso una scintilla può far partire l’incendio che in pochissimo tempo inizia a propagarsi e diventa ingestibile». Un minuto per mettersi sui mezzi, dopo aver ricevuto la chiamata dalla popolazione o dal comando di Campobasso, già pronti con l’equipaggiamento nelle postazioni sui camion, e partire. «Quando si chiamano i vigili è importante fornire delle informazioni essenziali: dove si trova l’incendio, se ci sono abitazioni vicine, persone, animali. Sapere se si tratta di sterpaglie, canneti, che tipo di vegetazione è».

Perché molto spesso ad innescare un incendio basta un attimo e a propagarsi qualche secondo, ma per riuscire ad intervenire serve velocità e determinazione, la stessa che devono mettere i pompieri nell’affrontare le fiamme e il fumo «quest’ultimo èla cosa più complicata, anche portare in salvo le persone in mezzo al fumo diventa difficile e pericolosissimo, ma chi appicca il fuoco di proposito non si rende conto che mette a repentaglio non solo la sua vita, la nostra ma anche quella di persone che non c’entrano nulla. Per questo l’invito è a fare attenzione».

A bordo dei camion hanno tutto ciò che serve per agire, non solo litri di acqua – tra i 2100 e i 3200 – e poi pinze e cesoie, tubi per prolunghe, estintori, tutto ciò che può essere utile in qualsiasi circostanza e per qualsiasi evenienza: una vera e propria macchina di soccorso con cui riescono a salvare vite.
Ma la loro capacità non sta solo nell’intervenire immediatamente, perché essere un vigile del fuoco significa anche dover adeguarsi ad ogni evenienza ed essere in grado di intervenire a mente lucida in ogni situazione.

Anche arrivare nelle zone degli incendi è particolarmente difficile «le strade sono impervie, oppure la vegetazione è folta, non hai una buona visuale e rischi in prima persona, quindi bisogna richiedere l’intervento di elicottero e del canadair da fuori, Pescara e Bari prima di tutto, per avere un controllo dall’alto che permette di vedere tutto e di agire». Ma anche in quel caso la situazione si complica «perché per partire i mezzi dall’alto devono avere il campo al di sotto libero, non deve esserci nessuno visto che l’elicottero lancia tra i 500 e i 600 litri mentre il canadeir fino a 6mila litri e 500 litri di liquido schiumogeno estinguente, mentre con il liquido ritardante si può fare solo un lancio. Tutta quella quantità di acqua è una vera e propria valanga e potrebbe fare del male».

A controllare dal basso i voli sono i Dos, ovvero i direttori delle operazioni di spegnimento che hanno il compito di coordinare l’intervento in cielo e anche in terra «perché bisogna avere l’intera situazione sotto controllo, coordinare anche i volontari oltre ai colleghi e ovviamente fare tutto in sicurezza».

Molto spesso sono i primi ad arrivare sui luoghi degli incidenti, lavorano con impegno e senza mai lamentarsi. A loro il grande plauso degli interventi di questi giorni.

(Pubblicato il 20/07/2017)

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