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Il progetto
I cinesi in Molise, ma non per gli empori. In programma una sede per Ingegneria Biomedica
Nella nostra regione sarà aperta una filiale della Huanzhong University di Wuhan,una delle prime dieci al mondo. La sede molisana dell’università cinese sarebbe una possibilità di lavoro a sei giovani ricercatori della nostra regione per l’area di Ingegneria Biomedica o Biologia. Il professore termolese D’Ascenzo: «Un progetto unico in Italia, includerà anche uno spin off». Il presidente Cotugno: «Possibili investimenti anche nel campo del tessile».


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Campobasso. Quando si parla di ‘made in Cina’, solitamente si pensa ai mega empori dell’abbigliamento o dei casalinghi, al trionfo del falso e dei prodotti riprodotti nei minimi particolari. In realtà la Cina, che 2mila anni fa era partner commerciale dell’Italia sulle rotte dell’antica Via della seta, è innovazione, modernità. L’Italia è una delle mete preferite a livello turistico, il Paese più amato per l’alta moda. Poi è nato l’amore per il calcio: hanno gli occhi a mandorla i proprietari di Milan e Inter. Infine, società cinesi hanno investito in Pirelli, Telecom e Ansaldo Energia.

C’è un altro campo a cui l’Estremo Oriente guarda con interesse: il mondo della ricerca e dell’università.Vorrebbe aprire una sede in Molise laHuanzhong University di Wuhan, capitale della provincia cinese di Hubei che conta 60 milioni di abitanti. E’ tra i primi dieci atenei al mondo, oltre ad essere una delle più grandi della Cina. Ha un campus con 140mila ragazzi. La sede molisana dell’università cinese sarebbe una possibilità di lavoro a sei giovani ricercatori della nostra regione, come hanno spiegato l’inviato del Governo cinese, il professore Qingguo Xie, e Nicola D’Ascenzo, ordinario di Fisica applicata e Matematica applicata presso il Dipartimento di Ingegneria Biomedica della Huanzhong University. Il prof 35enne, che dallo scorso anno è ambasciatore dei molisani nel mondo, è originario di Termoli, vive da alcuni in Cina, dove presto si trasferiranno la moglie e i due figli (uno nascerà tra pochi mesi). «Ho sempre il Molise nel cuore», confida. Ecco perché ha ‘sponsorizzato’ fortemente l’iniziativa che è stata illustrata alla stampa nel corso di un incontro organizzato a palazzo D’Aimmo dal presidente Vincenzo Cotugno.

«Non pensavo che la Cina potesse essere così interessata al Molise e alle sue eccellenze, anche in campo universitario», sottolinea D’Ascenzo. Parla di un «un progetto unico in Italia che vogliamo esportare in Molise, non sono chiacchiere. Noi vogliamo aprireuna sede distaccata del laboratorio e del parco universitario della Huanzhong University. Ci siamo battuti già in Cina per ottenere una parte dei fondi necessari perché crediamo che lo sviluppo tecnologico possa essere il ponte tra le due culture. Dunque – ribadisce il professore originario di Termoli - siamo in visita in Molise per rendere il progetto concreto, trovare i luoghi, creare già un comitato di persone interessate dal punto di vista istituzionale e scientifico per avviare il progetto. Abbiamo giàsei posti disponibili per giovani talenti molisani per l’area di Ingegneria Biomedica o Biologia più un corso in Medicina: due posti di dottorato, due posti da ricercatore a tempo determinato (per gli studenti che hanno concluso il dottorato nell’ambito di Fisica Medica/Ingegneria Biomedica), e infine altri due posti da assistant professor». I dottorandi potranno scegliere di stare sei mesi in Italia e altri sei in Cina.
Il progetto include uno spin off. Il che significa che «ogni volta che con la ricerca scopriamo nuove tecnologie, ne avviamo la commercializzazione grazie ai contatti con i privati». Un prodotto della ricerca viene donato proprio al numero uno di via IV Novembre (nella foto in pagina), assieme a un bellissimo foulard in seta: si tratta di un rilevatore di random grande come una mano e che si può collegare al cellulare.
Non è l’unico ad alta innovazione creato dal PetLab che Xie dirige all’interno dell’Università. Qui è stata sviluppata una nuova tecnologia per la rilevazione dei tumori: «Ci abbiamo lavorato per 17 anni». Oppure è stata creata una tecnologia per risolvere l’Alzheimer e la demenza senile. Altri studi hanno trovato applicazione in campo medico, fisico e matematico.
Come spesso succede per chi lo conosce la prima volta, il Molise ha colpito il professor Xie.
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Quando riceve in dono dal presidente Cotugno una riproduzione delle campane di Agnone, ha commentato: «Questo è il suono di Dio».
«Il Molise – dice - è la sede ideale per la realizzazione del nostro progetto. La nostra filosofia è fare ricerca con il sorriso e abbiamo trovato un punto d’incontro immediato tra Cina e Molise. Poi ci sono le grandi possibilità tecnologiche che possiamo ottenere: l’industria farmaceutica, ad esempio, che qui è molto avanzata. Puntiamo a portare in Molise la tecnologia che abbiamo sviluppato in Cina creando uno spin off (ossia una società finalizzata all’utilizzazione economica dei risultati della ricerca universitaria, ndr) e creare qui una nuova tecnologia».
Il professore unitario tiene bene a mente la storica partnership tra Italia e Molise sulla via della seta. Dal suo punto di vista, «oggi è un nuovo inizio per una moderna via della seta nella quale prodotti, investimenti saranno scambiati tra Cina e Italia».
Se l’iniziativa dovesse andare in porto, sarebbe un bel ‘colpo’ per il Molise, una regione in cui pochi resistono. Tante altre eccellenze preferiscono scappare. Per questo, il presidente Cotugno lo definisce come «un grande progetto che consentirà al Molise di volare. Credo che siamo sulla strada giusta e con gli uomini giusti dal punto di vista personale e istituzionale». Tuttavia, la collaborazione non riguarderà solo l’ambito universitario. Xie e D’Ascenzo, come delegati del governo cinese, «sono qui per possibili investimenti nella nostra regione anche nel campo del tessile e noi sappiamo bene – aggiunge il numero uno di palazzo D’Aimmo - cosa potrebbe significare soprattutto nella zona di Isernia.
I tempi di realizzazione della nuova sede – che presumibilmente sarà aperta all’interno dell’Unimol, tappa della visita della delegazione cinese - saranno brevi perché, conclude D’Ascenzo, «in Cina non possiamo aspettare molto».

(Pubblicato il 30/06/2017)

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