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Cronache
Uccise il padre di una collega facendogli bere dell’acido: in carcere infermiera 45enne
Svolta nel caso dell’omicidio di un 76enne ricoverato nel giugno scorso nell’ospedale SS Rosario di Venafro: dopo mesi di indagini la Procura ha disposto l’arresto della 45enne infermiera accusata di avergli fatto ingerire acido cloridrico, provocandogli la morte per gravi ustioni dopo atroci sofferenze. Alla base del gesto la gelosia verso una collega, figlia del ricoverato, che non era stata trasferita dal nosocomio venafrano come invece era successo alla donna ora in manette. Ora dovrà rispondere di omicidio volontario.


Venafro (is). È stata arrestata l’infermiera 45enne accusata di aver ucciso un paziente dell’ospedale di Venafro facendogli bere dell’acido cloridrico solo per vendicarsi nei confronti della figlia dell’uomo, sua collega. La vicenda era emersa un anno fa, quando il paziente, il 76enne Celestino Valentino, era morto al termine di un’agonia fatta di atroci sofferenze dovute alle gravi ustioni del cavo orale.

Si era capito subito che la sua non era stata una morte naturale ma causata da un fattore esterno, anzi da una persona. La Procura della Repubblica di Isernia, guidata dal procuratore capo Paolo Albano, aveva disposto l’autopsia parlando di inchiesta delicata. Erano emerse quasi subito le responsabilità di una dipendente dell’ospedale SS Rosario che era stata vista comprare una sostanza chimica in un negozio di casalinghi della cittadina al confine con la Campania. A inchiodarla persino un video nel quale la donna acquistava l’acido cloridrico.

La stessa sostanza ritrovata nel corpo della vittima dopo l’autopsia. Al termine di un’indagine articolata, a dodici mesi da quella morte, la donna è stata arrestata nelle scorse ore dai Carabinieri di Venafro con l’accusa di omicidio volontario nei confronti del 76enne originario di Pratella, provincia di Caserta.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti ha ucciso Valentino, che era già ricoverato per un ictus, per vendicarsi contro la figlia dell’uomo, infermiera anche lei al SS Rosario.
Alla base del gesto la gelosia della donna attualmente in carcere, che aveva subito un provvedimento di trasferimento a causa dei tagli subiti dal nosocomio venafrano ed era furiosa perché la collega invece avrebbe potuto continuare a lavorare lì, proprio in virtù del fatto che aveva il papà in precarie condizioni di salute. Così potrebbe aver pensato di eliminarlo, levando di mezzo la causa del mancato trasferimento della collega. Ma per lei adesso è probabile si aprirà il processo per omicidio volontario.

La famiglia Valentino circa tre mesi fa, con una lettera aperta, espresse rammarico perché il responsabile dell’atroce crimine non fosse stato ancora assicurato alla giustizia.

(Pubblicato il 28/06/2017)

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