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La calda estate della Gam
I colloqui con Amadori deludono i lavoratori: un anno per riaprire incubatoio, tre per il macello
Si amplificano le preoccupazioni dei lavoratori dopo i colloqui conoscitivo con il personale del gruppo Amadori che ha rilevato la Gam. Si prospettano tempi lunghi per la ripresa delle attività dell’azienda. Tra i lavoratori serpeggia la sfiducia: il 5 novembre scadono gli ammortizzatori sociali. "Temiamo di restare senza un sussidio", il loro sfogo. L’unica consolazione il via libera da parte del Consiglio regionale della delibera per l’anticipo del Tfr da parte di Finmolise.


Bojano. Le aspettative sui colloqui fissati da Amadori erano alte. Sono bastate poche ore per dissipare la fiducia dei lavoratoridella ex Gam, catapultati da una sorta di macchina del tempo virtuale al periodo più grigio, ossia quello in cui non c’erano certezze sulla ripresa della produzione.


Ieri, 27 giugno, a Monteverde di Bojano, l’incontro tra i responsabili del personale di Agricola Vincentina (srl del gruppo Amadori che ha acquistato l’azienda) e una trentina di addetti all’incubatoio è stato solo conoscitivo. Agli operai sono state chieste informazioni sulle esperienze maturate nello stabilimento, il curriculum. Dati riportati in apposite schede. «Arrivederci e grazie». Una stretta di mano e nient’altro.


Tempi certi sulla riapertura dell’incubatoio non ne sono stati forniti. «Un anno almeno, se le cose vanno bene», si sarebbe sentito rispondere chi ha partecipato a quei colloqui. «Si arriverà almeno alla fine del 2018», la sensazione dei più esperti, ossia quei lavoratori che in questi ultimi anni hanno vissuto in prima persona le vicende della chiusura dello stabilimento cuore della filiera avicola.
Una mazzata per coloro che si aspettavano una riapertura imminente o comunque tempi più rapidi per la ripresa dell’attività. Una frenata imprevista dovuta – pare – all’andamento del mercato del pollo, in flessione in quest’ultimo periodo.


Il pessimismo diventa quasi leopardiano se si parla della riapertura del macello. Amadori attende i finanziamenti previsti all’interno dell’Area di crisi. «Bisognerà aspettare almeno tre anni», la valutazione dei lavoratori. C’è chi non riesce a nascondere la propria amarezza. «Questi colloqui non sono servizi a niente, noi ci aspettavamo qualcosa di più concreto, che ci parlassero di una ripartenza imminente dell’azienda. Invece no», lo sfogo di alcuni rappresentanti dei dipendenti.

Prospettive che cozzano con l’esito dell’ultima riunione con i sindacati di categoria, quando uno dei dirigenti del gruppo Amadori ha rassicurato sul rispetto degli impegni presi al Ministero.

Un mezzo disastro, dunque, in una giornata in cui l’approvazione delle ‘Misure per il sostegno al reddito degli occupati nel settore della filiera avicola molisana’ poteva far vedere il bicchiere mezzo pieno. L’ok alla proposta di legge di Vittorino Facciolla è stato dato all’unanimità dal Consiglio regionale.
Il testo approvato, come ha spiegato in Aula il relatore Filippo Monaco, «rende effettiva la fruibilità della cassa integrazione straordinaria per i lavoratori della Gam in concordato preventivo concretamente in servizio, autorizzando Finmolise ad anticipare, in favore della stessa Gam, gli importi dovuti da quest’ultima per far fronte agli oneri finanziari scaturenti dall’accantonamento mensile delle quote di trattamento di fine rapporto derivanti dall’attivazione dell’indennità integrativa».


Ulteriori dettagli tecnici sono stati forniti dall’assessore regionale Carlo Veneziale: «Con il Jobs Act è stato impedito alle aziende in concordato che fanno ricorso alla cassa integrazione di avvalersi del fondo nazionale per il tfr. Quindi, la Gam deve versare il tfr ai lavoratori che sono in cassa integrazione. Ma la Gam era in concordato prima dell’entrata in vigore del Jobs Act e quindi potrà farsi rimborsare dall’Inps. La legge che è stata approvata concede alla FinMolise di anticipare alla Gam queste somme così la Gam può coprire il tfr. Quando poi il credito maturato nel 2016 diventerà realtà, la Gam potrà restituirlo».
Dunque, FinMolise anticiperà alla Gam le somme accantonate nel fondo Inps coprendo in questo modo il tfr che spetta ai lavoratori dal novembre 2016 al novembre 2017.
Tuttavia, nel calendario dei dipendenti della Gam è cerchiato di rosso il 5 novembre, il giorno in cui scadranno gli ammortizzatori sociali. Perciò, temono di ripiombare di nuovo in un incubo e di restare senza il sussidio economico, fondamentale per garantire di sostenere le loro famiglie. «Forse è il tempo di tornare a mobilitarci», sintetizza amareggiato uno degli operai. I primi segnali di un’altra estate bollente, di lotte e di presidi sotto ai palazzi che "contano".
SP

(Pubblicato il 28/06/2017)

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