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Cronache
La bestemmia è ancora in villetta. Battista: "Serve solvente speciale". L’ira dei cittadini
Nella centralissima villa dei Cannoni, che è frequentata soprattutto dai bambini per la presenza di giochi e giostrine, non è ancora stata rimossa la scritta blasfema comparsa nella giornata di ieri, 26 giugno. Il sindaco spiega che "presto sarà ripulita ma occorre trovare il prodotto giusto per non rovinare la pietra del vialetto. Tutto ciò è vergognoso, speriamo che qualcosa cambi con la videosorveglianza". Le proteste continuano. Il cittadino Demetrio Colacci: "Nel nostro ordinamento penale esiste il reato di ‘vilipendio alla religione’, si persegua il colpevole".


Busso. Ha destato molto scalpore e provocato parecchia indignazione la bestemmia che è comparsa ieri, 26 giugno, su uno dei vialetti di villa dei Cannoni. Tantissime le proteste e le segnalazioni dei cittadini che ne chiedono, giustamente, l’immediata rimozione. Ebbene, questa mattina, 27 giugno, alle 11.30, la scritta blasfema è ancora lì, in ‘bella’ mostra. E le polemiche sono continuate come e più di ieri. C’è un problema di fondo: per ripulire il tutto dalle scritte fatte con della vernice rossa servono dei prodotti speciali. Come spiega il sindaco, Antonio Battista, sentito sul motivo di questa lentezza nella rimozione della bestemmia: «Stiamo provvedendo, stiamo cercando di trovare chi è in grado di cancellare queste scritte. Lì ci vuole un trattamento particolare, occorrono solventi speciali che non rovinino la pietra del vialetto».

Nel frattempo, purtroppo, i molti bambini che frequentano la villetta, dove sono posizionati i giochi e le giostrine, continuano a leggere la frase incriminata, anche se mamme e nonne fanno di tutto per tenerli lontani. Molto difficile, visto che l’imbrattatore, il quale pensa di essere stato particolarmente simpatico ed esilarante, ha pensato bene di realizzare la sua ‘opera d’arte’ – dall’alto della sua cultura – all’ingresso dalla parte di viale Elena. Quasi impossibile non notarla, insomma. «Mi viene da dire che c’è qualcuno che non sa veramente più dove perdere di tempo, speriamo presto nella videosorveglianza. C’è qualche deficiente che si diverte a fare queste cose nel buio, è vergognoso» conclude il primo cittadino.

Tra l’altro, proprio in queste ore è giunta una nuova lettera di indignazione da parte di un cittadino campobassano, Demetrio Colacci, il quale dice la sua sull’accaduto: «Ha dell’abominevole ed è il segno evidente della mancanza di spessore etico e morale in cui sono caduti i nostri giovani e, con essi, i loro genitori».Ma approfondisce anche la tematica nel risvolto penale: «Ci tengo a precisare che nel nostro ordinamento penale esiste il reato di ‘vilipendio alla religione’, sancito dagli articoli 403, 404, 405 del codice penale. In particolare, l’articolo 404 sancisce punizioni nei confronti di scritte ingiuriose.
Si persegua il colpevole, quindi, non limitandosi a ripulire la scritta (che comunque avrebbe già dovuto essere rimossa), e gli si faccia percepire, attraverso l’applicazione della legge, che gesti di questa natura non passano inosservati».

(Pubblicato il 27/06/2017)

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