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Cronache
“A 80 anni dobbiamo aspettare un’ora per prendere l’autobus”. La ‘rivolta’ dei cittadini
Disagi, tantissimi, per chi è abituato a prendere il mezzo pubblico per spostarsi. Con l’entrata in vigore dell’orario estivo e l’ulteriore taglio sulle corse del 10 percento le difficoltà sono aumentate a dismisura. La signora Maria, che ha qualche annetto sulle spalle, lamenta lo scarso peso che si dà alle fasce più deboli della popolazione: “Specialmente quando fa questo caldo si rischia di sentirsi male prima che arrivi un autobus. Invece di metterne qualcuno in più si pensa soltanto a tagliare…”. Intanto ieri in Consiglio regionale è stata approvata la delibera con cui la Regione aumenta il finanziamento per il trasporto pubblico locale. Ma anche le associazioni dei consumatori si mobilitano: per tutto il mese di luglio sarà possibile rivolgersi ai loro uffici per chiedere un rimborso degli abbonamenti in base alla riduzione del servizio offerto.


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Campobasso. L’arrivo dell’estate per la maggior parte dei cittadini equivale a vacanze, mare e abbronzatura. Per molti altri, e si parla delle fasce più deboli della popolazione, il caldo africano di questi giorni e delle prossime settimane significa dover combattere non solo le temperature altissime ma pure fare una fatica immane per spostarsi da una parte all’altra della città. Come ogni anno, anche nel 2017 la Seac ha fatto entrare in vigore l’orario estivo per quel che riguarda il trasporto pubblico locale. Il che coincide con la sforbiciata di alcune corse e la riduzione delle macchine in circolazione.

Purtroppo, a tutto ciò si è aggiunto in questo inizio torrido di stagione anche un ulteriore taglio del 10 percento dovuto a un ‘buco’ finanziario al momento scoperto e che l’azienda ha tradotto in diminuzione dei chilometri che ogni giorno percorrono gli autobus.
L’assessore alla mobilità, Francesco De Bernardo, ha spiegato che è possibile percorrere due strade: «Noi riceveremo il 75% del contributo dalla Regione. Ci ritroveremo ad un certo punto dell’anno, presumibilmente a ottobre, con il contribuito quasi completamente esaurito. Avremo due possibilità: o la Regione fa un provvedimento straordinario e copre il gap di febbraio, marzo, aprile, maggio e giugno o il Comune dovrà mettere mano al portafoglio perché potremmo trovarci a novembre e dicembre senza coperture finanziarie per garantire il servizio».

Buone notizie sono arrivate ieri, 27 giugno, dal Consiglio regionale che ha approvato a maggioranza la proposta di legge che aumenta il finanziamento della Regione: verrà coperto il 90% dell’importo, il restante 10% sarà a carico dei Comuni. Una misura che ha valore solo per il 2017. Si sono astenuti i consiglieri del centrodestra e il Movimento 5 Stelle, contrari ad un modo di lavorare per «misure tampone e non con interventi strutturali». «Tale decisione – ha spiegato in Aula il relatore Cristiano Di Pietro - prende atto delle difficoltà segnalate dai Comuni, rese più drammatiche dalle minacce di licenziamento e del blocco degli stipendi alle maestranze paventate da alcune Aziende di Trasporto Pubblico Urbano».
Un passaggio certo importante, ma che lascia intatte le incertezze sulle coperture finanziarie per i mesi in cui il provvedimento non era in vigore, ossia da febbraio a giugno. L’assessore regionale ai Trasporti Pierpaolo Nagni non ha chiuso la porta ad una eventuale trattativa con il Comune di Campobasso che ha minacciato di cancellare le corse di respiro ’regionale’, ossia quelle da e verso il terminal degli autobus.
«Siamo disponibili a discutere», le parole dell’esponente della giunta. Che poi ha ricordato: «Noi a gennaio abbiamo versato il 100% dell’importo. Poi è scattato il taglio del 25% per i mesi di febbraio, marzo, aprile, maggio e giugno. Ora è stata approvata la legge che riduce al 10%. I finanziamenti che mancano dovrebbe metterli il Comune di Campobasso, in teoria. Ma siamo disposti ad accogliere l’invito di De Bernardo e a sederci attorno a un tavolo per trovare la soluzione migliore».

Fatto sta che i ‘tartassati’ restano i cittadini. Facendo un giro nei pressi delle fermate più frequentate del capoluogo, la voce è praticamente unanime. In Villetta Flora c’è il ‘grosso’ delle fermate e delle persone. La signora Maria, che ha qualche annetto sulle spalle, lamenta che «a ottant’anni sono costretta ad aspettare al caldo e spesso al sole anche un’ora prima che arrivi il mio pullman, l’1 Nero, c’è da sentirsi male. E’ una brutta situazione per chi, come noi, si sposta a piedi o con il pullman. E il pomeriggio non posso neanche prendere più l’1 Rosso che per me era molto comodo, visto che mi portava fino a due passi da casa».
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Scendendo su Corso Bucci la storia non cambia: attese lunghe, accuse a chi gestisce il trasporto pubblico locale, lamentele giustificate da parte di chi subisce le decisioni che vengono prese dall’alto: «Non importa a chi di dovere che a rimetterci siamo soltanto noi – dice un signore di mezza età che utilizza spesso l’autobus per recarsi sul posto di lavoro –. Secondo me proprio d’estate bisognerebbe potenziare, ma invece si taglia in modo indiscriminato. E queste sono le conseguenze, con ritardi che si accumulano».

Lamentele che sono state raccolte dal Forum del Trasporto pubblico urbano e dalle associazioni dei consumatori. I cittadini potranno rivolgersi alle sedi di Adiconsum, Adoc, Confconsumatori, Federconsumatori e Movimento dei consumatori per tutto il mese di luglio per chiedere un rimborso degli abbonamenti che verrà calcolato in base alla riduzione del servizio offerto.
«E’ un’azione dimostrativa, ma non escludiamo di presentare un esposto perchè le criticità segnalate non sono state affrontate da chi di dovere», la denuncia di Filippo Poleggi. Dal suo punto di vista, si è assistito ad uno scaricabarile tra Regione, Comune di Campobasso e Seac a danno degli utenti.

Infine, contro la giunta di palazzo San Giorgio si è scagliata anche la Coalizione civica che ha presentato una mozione urgente per chiedere di essere informata sulle soluzioni che prenderà l’Assessorato alla Mobilità per risolvere i disservizi. Dopo aver ricordato che lo scorso 18 gennaio l’assise ha approvato un provvedimento che impegnava il sindaco e la giunta a trovare le soluzioni per scongiurare il taglio delle corse, Pilone e soci incalzano De Bernardo: «Aspettiamo con ansia il bando per l’affidamento del servizio di trasporto pubblico locale più volte annunciato ma mai ad oggi almeno pianificato o presentato nella bozza iniziale».

(Pubblicato il 28/06/2017)

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