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Consiglio comunale sul tema a Santa Croce
500 migranti al villaggio post-sisma, è scontro: "Creiamo accoglienza". "No, sarà lager"
Il primo cittadino Luigi Barbieri conferma che entro l’anno partiranno i lavori di ristrutturazione del villaggio in legno del paese per accogliere 500 immigrati, «450 saranno nuclei familiari e 50 minori non accompagnati - spiega al telefono - non di più perché nel 2014 abbiamo firmato e approvato in Consiglio comunale una convenzione sottoscritta anche dal Prefetto». Ma prima di firmare il contratto con la ditta che ha vinto la gara di appalto da tre milioni di euro, bisognerà attendere la sentenza del Tar che si pronuncerà proprio sul bando. Intanto tornano le polemiche di Noi con Salvini che si oppone all’arrivo in paese dei migranti. «Si renderanno conto che ospitarli - dichiara Aida Romagnuolo, coordinatrice regionale del movimento - sarà un errore anche per i paesi vicini». Mentre a Santa Croce il sindaco D’Ambrosio ha convocato per il pomeriggio di venerdì 23 giugno un Consiglio monotematico a cui ha invitato sindaci del cratere e i parlamentari molisani. «A queste condizioni non si può realizzare».


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San Giuliano di Puglia. Il centro di accoglienza in paese sarà aperto. Le case del villaggio in legno provvisorio nato all’indomani del terremoto del 2002 a San Giuliano saranno ristrutturate e accoglieranno 500 migranti. «Il numero esatto è questo, è la soglia massima oltre il quale non si potrà andare – dichiara il sindaco Luigi Barbieri – chi parla di mille persone sbaglia, perché nel 2014 abbiamo firmato e approvato in Consiglio comunale in paese una convenzione poi sottoscritta anche dal Prefetto per accogliere 500 persone, di queste saranno 450 i nuclei familiari, mentre 50 saranno minori non accompagnati».

Ma proprio sul loro arrivo il sindaco di Santa Croce di Magliano, Donato D’Ambrosio, ha convocato per il pomeriggio di venerdì 23 giugno un’assise comunale monotematica dedicata al cambio di destinazione d’uso del villaggio del paese più colpito dal terremoto a cui sono stati invitati i sindaci dei Comuni del cratere, il presidente Paolo Frattura e anche i parlamentari molisani Ulisse Di Giacomo, Roberto Ruta, Danilo Leva e Laura Venittelli.

«I decreti e i parametri imposti dal Governo e dal Ministero non saranno rispettati - afferma il primo cittadino D’Ambrosio al telefono, prima dell’assise - non saranno 500, ma il doppio e non resteranno solo 60 giorni, ma due anni. Con queste condizioni non si può realizzare - continua - mancano le strade e mancano le condizioni sanitarie, non si tratta di un centro di prima accoglienza, ma di un lager anche perché il numero dei profughi è troppo alto rispetto a quello dei cittadini. Con lo Sprar a Santa Croce, dove sono accolti 20 migranti, realizziamo tante iniziative e coinvolgiamo i ragazzi nelle attività, ma perché si tratta di un numero gestibile in una città di 4500 persone, in cui si realizza la vera integrazione. Non ci sarà nessuna accusa - riferisce anticipando il clima del Consiglio e concludendo - sarà un incontro costruttivo in cui saranno avanzate delle proposte».

Il sindaco Barbieri riferisce inoltre che entro l’anno saranno avviati i lavori per la messa in sicurezza delle 150 unità abitative che formano il villaggio dove per lungo tempo hanno alloggiato i cittadini del paese prima della ricostruzione delle loro abitazioni, ma prima di assegnare l’incarico alla ditta vincitrice dell’appalto bisognerà attendere la sentenza del Tar. La Di Biase Costruzioni di Campobasso, infatti, si è appellata al Tribunale Amministrativo Regionale per fare chiarezza sul bando di gara di tre milioni di euro per i lavori di riqualificazione delle abitazioni in cui è risultata seconda, dietro alla ditta vincitrice, la Cse di Vinchiaturo.

Tra un mese molto probabilmente, se i tempi del Tar non saranno allungati a sessanta giorni, arriverà la sentenza definitiva e «a quel punto potremo firmare il contratto ma – aggiunge ancora il primo cittadino del Comune nel cratere sismico che attualmente conta 1050 abitanti – bisognerà attendere ancora per vedere il progetto, approvarlo e per una serie di altre questioni che richiedono giorni, per questo i lavori dovrebbero iniziare in autunno, comunque entro l’anno».

Sei mesi dopo l’avvio della risistemazione, gli alloggi ospiteranno le famiglie e i minori sul cui arrivo qualche giorno fa si è espresso nuovamente contro il movimento Noi con Salvini.
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«Presto le popolazioni dei Comuni del comprensorio di San Giuliano di Puglia si renderanno conto che ospitare migranti o clandestini che si voglia dire – afferma in una nota Aida Romagnuolo, coordinatrice del partito del segretario della Lega Nord – in una delle aree più depresse della Regione ancora soggette alla normativa del terremoto, sarà un errore che costerà caro oltre al Comune ospitante soprattutto a quelli di Santa Croce, Colletorto, Bonefro, Rotello e Montelongo».

«Il Molise - ha proseguito Romagnuolo - è per numero di abitanti la Regione che ospita attualmente il maggior numero di immigrati/clandestini e pertanto, visto il numero particolarmente attizzante che presto arriverà a San Giuliano, scatenerà ben presto anche l’appetito delle organizzazioni malavitose che dall’operazione ne trarranno notevoli guadagni». A marzo scorso anche Casa Pound aveva affisso manifesti tra San Giuliano e Santa Croce per opporsi al progetto, definendo la scelta «scellerata e ingestibile».

«I cittadini di San Giuliano hanno le stesse mie preoccupazioni – continua il sindaco Barbieri – ma abbiamo chiesto una serie di garanzie dal Ministero: attendiamo il potenziamento delle forze dell’ordine H24 e la presenza di un presidio sanitario H24. Inoltre il villaggio sarà ben gestito e sarà presidiato dalle barre di accesso. Si tratta di un centro di accoglienza temporaneo, potranno rimanere da noi per 60 giorni, poi saranno affidati al progetto Sprar, ma nel periodo che staranno qui garantiremo le attività come l’alfabetizzazione, l’assistenza psicologica, sanitaria e quella legale». (elb)

(Pubblicato il 23/06/2017)

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