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Cene, regali e l’assunzione del figlio “per evadere le tasse”. In cella finanziere campobassano
Vincenzo Corrado, 52 anni, colonnello della Guardia di Finanza di Campobasso in servizio in Veneto, arrestato per corruzione con un collega, funzionari della Agenzia delle Entrate, commercialisti e imprenditori. Avrebbe “accomodato” la verifica fiscale in una società di Udine in cambio di cene in ristoranti di lusso e della assunzione del figlio di Corrado nella stessa azienda, e fatto da intermediario nelle relazioni tra operatori delle Entrate e imprese beneficiarie di sconti fiscali milionari in cambio di mazzette. Interrogato dal gip, ha negato ogni addebito: "Mai ricevuto nulla, sono estraneo a questa vicenda".


Campobasso. Tangenti per almeno 250mila euro. Tanto avrebbero incassato alti ufficiali della Guardia di Finanza e uomini dell’Agenzia delle Entrate per “alleggerire” pesanti multe per evasione fiscale a due imprenditori del Veneto e del Friuli Venezia Giulia. Corruzione: è l’accusa che pesa anche su un molisano. Vincenzo Corrado infatti, colonnello della Guardia di Finanza nato a Campobasso, che nel capoluogo di regione ha trascorso la prima parte della sua vita prima di ‘emigrare’ nel nord per svolgere il suo lavoro nelle Fiamme Gialle, oggi ha 52 anni ed è uno dei nomi di spicco della inchiesta portata avanti dalla polizia tributaria di Venezia.

Una inchiesta durata 2 anni, nata durante quella sul Mose di Venezia ma separata, un filone a parte, che si basa su numerose intercettazioni attraverso le quali gli investigatori avrebbero scoperto l’esistenza di un sistema illegale che consentiva agli imprenditori di ridurre i “danni da verifica fiscale”.

Sedici le ordinanze di custodia cautelare, e 440mila euro l’ammontare dei beni sequestrati. Tra i 14 finiti in carcere (i due imprenditori sono ai domiciliari), figurano tre funzionari della Agenzia delle Entrate,due commercialisti, due dirigenti di un’azienda assicuratrice, un membro di commissione tributaria regionale del Veneto e infine due ufficiali della Guardia di Finanza. Uno di questi è vincenzo Corrado, originario di Campobasso anche se da tempo residente a Treviso.

Sono diversi gli episodi di corruzione, una corruzione definita dal procuratore “seriale e sistematica” quelli che gli vengono contestati in un sistema che nella ricostruzione degli investigatori funzionava grossomodo così: i dirigenti delle Entrate facevano le verifiche, i finanzieri gestivano i contatti, e alla fine gli imprenditori sottoposti a indagine pagavano sanzioni ridottissime in cambio però di denaro, favori e regali.

Tra i casi considerati più gravi di “sconti fiscali” dietro corruzione, c’è quello di un imprenditore edile di Chioggia che ha pagato diverse decine di migliaia di euro a due funzionari dell’Agenzia delle Entrate per “abbassare” la sanzione fiscale da 41 milioni a 8 milioni. C’è anche il caso di due società di Venezia, una immobiliare e una di trasporti, che avrebbero pagato una mazzetta da 40mila euro per ridurre una sanzione portandola da 13 milioni di euro a 3,7 milioni.
I due finanzieri avrebbero “accomodato” la verifica fiscale nella Burimec Spa di Buttrio, a Udine, che costruisce pese a ponte e opera da 40 anni nel settore metalmeccanico, in cambio di cene in ristoranti di lusso e della assunzione del figlio di Corrado nella stessa azienda Burimec.

Una inchiesta che in Veneto ha fatto molto rumore, e per la quale vincenzo Corrado è finito in carcere, trascorrendo 72 ore in isolamento nel penitenziario di Genova. Il 52enne molisano, interrogato dal gip ieri 20 giugno, ha ribadito di non avere nulla a che vedere con la corruzione. «Non ho dato nulla a nessuno non ho mai ricevuto denaro o regali in cambio dei miei interessamenti nella vicenda».

Nelle oltre 200 pagine di inchiesta della Procura di Venezia e della sua stessa Guardia di Finanza viene invece accusato di essere stato il vero tessitore di una rete di relazioni tra imprese stangate dal fisco ed esattori. Relazioni che per l’accusa avrebbero permesso alle aziende di ottenere sconti altissimi sulle multe “oliando” gli esattori con regali e pagando gli intermediari. Il suo legale intanto ha chiesto un trasferimento in una struttura di detenzione più vicina a Venezia o Treviso, la città in cui risiede da tempo.

(Pubblicato il 21/06/2017)

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