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Parcheggi, multe, rifiuti: "Termoli chiede più sicurezza, ma a noi mancano 30 vigili"
Il comandante Massimo Albanese, da due anni e mezzo alla guida della Polizia Municipale di Termoli, sottolinea le difficoltà di «lavorare con un organico così ridotto. Adesso c’è lo sblocco del turnover, ma per assumere vigili servono fondi che il Comune deve reperire». La sfida continua è quella contro i parcheggi selvaggi. «Serve la collaborazione di tutti, non solo repressione e le telecamere aiuteranno». Tuttavia i lati positivi non mancano. «Dopo i controlli e le sanzioni per deiezioni canine vedo la città più pulita. Termoli è una città che d’estate si trasforma con tutta la gente che arriva».


di Stefano Di Leonardo

Il comandante Massimo Albanese
Termoli. Da due anni e mezzo guida il Comando della Polizia Municipale di Termoli. Quella appena iniziata per lui è la terza estate da comandante sulla costa adriatica, dopo vent’anni spesi nella sua città natale, Milano. Massimo Albanese, 55 anni, rappresenta la massima carica di un’istituzione che spesso viene vista con occhi non proprio benevoli dalla gente. Colpa delle multe, si sa. Ma è anche vero che ormai le persone pensano ai vigili urbani per qualsiasi tipo di problema. «Chiamano noi per ogni cosa» conferma dalla sede di via De Gasperi.

Comandante, viviamo in un periodo storico in cui la richiesta di sicurezza è sempre maggiore. Termoli è pronta?
«La sicurezza urbana è un ulteriore valore aggiunto alla pubblica sicurezza. È materia interdisciplinare, vuol dire che bisogna mettere insieme vari strumenti quali la videosorveglianza, l’attività preventiva e quella repressiva, l’integrazione fra scelte urbanistiche, piani commerciali, scelte di ordine sociale, orari della città. Serve la collaborazione di tutti per migliorare la sicurezza e il decoro di Termoli».

Parlava di videosorveglianza. Da mesi si attende l’installazione di 93 telecamere in città.
«Sì, c’è la sollecitazione dell’Amministrazione comunale per poter implementare le telecamere. Sono tuttavia coinvolte anche la Regione Molise e le aziende che hanno in appalto il servizio, quindi ci sono tempi tecnici da rispettare».

Cosa potrebbe cambiare con l’approvazione del decreto Minniti?
«Il decreto Minniti va a rafforzare il decreto Maroni del 2008, coinvolge gli organi statali titolati sulla sicurezza, organi coi quali collaboriamo. Ci sono buone intenzioni nel rafforzare i poteri del sindaco sulla sicurezza urbana ma dobbiamo sperimentarlo. C’è infatti un margine di applicazione che può comportare un aggravio di attività che potrebbe pregiudicare il risultato atteso».

Detto in altri termini, si chiede uno sforzo ulteriore a forze di polizia già molto impegnate?
«Questa è la mia terza estate e posso dire che rispetto all’inverno Termoli è quasi un’altra città, arrivando a circa 100-120 mila domiciliati con un massivo afflusso turistico. Direi due città diverse a cui dare risposte diverse. Ho maturato vent’anni di esperienza a Milano, ma lavorare con scarse risorse è molto più impegnativo rispetto all’organico e alla strumentazione all’avanguardia che avevamo a Milano».

Di quanto è sotto organico la Polizia Municipale di Termoli?
«Di circa 25-30 agenti. Lavorare con metà dell’organico che per regolamento dovremmo avere è molto usurante. La normativa vigente ci chiede di far fronte all’aumento della domanda di sicurezza riducendo però sia il personale che gli strumenti. Questo comporta grosse fonti di stress per gli agenti. Le competenze della Municipale sono tantissime, dalla polizia stradale alla tutela dell’ambiente, dal controllo del commercio fisso a quello ambulante che è totalmente diverso, dai controlli edilizi e urbanistici a quello sulla pubblicità e gli oneri. Spesso si perde un’intera giornata per delle notifiche giudiziarie, perché facciamo anche questo. Mentre potremmo essere occupati in altro».

Come riuscite a farcela?
«Con una programmazione attenta nonostante un grave dispendio di energie e con la grande competenza e professionalità degli agenti che hanno dato grande disponibilità prendendo coscienza del fatto che il nostro è un servizio indipendente da regole contrattuali. C’è la consapevolezza che portare questa uniforme comporta oneri che vanno oltre un servizio asettico».

Ci saranno rinforzi però, almeno per l’estate.
«Sì, anche se si fa fatica a reperire agenti. Non è facile trovare personale in grado di svolgere questo mestiere, che non è un mestiere semplice. La Polizia Municipale porta l’istituzione locale in mezzo alla strada, il lavoro va svolto in maniera decorosa e professionale. Serve esperienza e formazione, ma non c’è il tempo di farla. L’esperienza si fa in strada».

A tempo indeterminato invece ci saranno novità?
«Gli ultimi provvedimenti normativi hanno sbloccato il turnover fino all’80 per cento dei pensionamenti, pertanto gli enti locali possono assumere, ma ciò è legato alle risorse finanziarie dell’ente. Il Comune, a seconda delle proprie disponibilità, fa le sue scelte sulle assunzioni della polizia locale. Di certo non posso mandare in pattuglia personale di 67 anni».

Detto delle difficoltà di organico, come si fa fronte ai comportamenti incivili che ogni giorno caratterizzano la città?
«C’è in generale un atteggiamento di poco coinvolgimento da parte di tutti per vivere meglio, come se i problemi riguardassero sempre qualcun altro. Noi abbiamo però attivato un dialogo con le associazioni di volontariato che in parte hanno risposto bene. A Termoli ce ne sono molte che hanno grande rispetto, sono qualificate come Protezione Civile e sanno collaborare con le forze dell’ordine. In molte manifestazioni pubbliche è necessario il loro ausilio, ma serve più coinvolgimento civico per dare risposte a chi pretende più sicurezza e decoro urbano».

Capitolo parcheggi selvaggi: sul Terzo Corso sembra quasi un assalto ormai.
«Noi interveniamo in modo mirato, ma sono situazioni che si ripropongono a distanza di dieci minuti, c’è come una rotazione delle violazioni del codice stradale. Per noi è impossibile avere una pattuglia fissa sul posto. Servirebbe una segnaletica complementare come dei dissuasori per impedire l’irregolarità dei veicoli e consentire alle forze di polizia di dedicarsi ad altro e non al singolo parcheggio. Aggiungo poi che interveniamo anche a seconda delle segnalazioni, dando priorità a quelle dove c’è maggiore presenza umana e a situazioni estreme. Per esempio, sui parcheggi irregolari al posto dei disabili».

Lei professa l’inutilità della semplice repressione. Quanto servirebbe anche un piano di comunicazione per “educare” gli automobilisti?
«Svolgiamo una comunicazione nelle singole situazioni ma cerchiamo di farlo in modo discreto e secondo le nostre potenzialità.
Farla su tutto il territorio richiede impegno e coinvolgimento di chi è specializzato in comunicazione».

In tema di commercio e regole trova la collaborazione degli esercenti?
«Quello fisso risponde bene, gli esercenti si attengono ai provvedimenti e c’è collaborazione. Trovo minore adesione da parte degli ambulanti, per noi è difficile stargli dietro, la normativa è particolare e facciamo fatica a tracciare ogni loro singolo spostamento».

Capitolo rifiuti, un altro dei grossi nei di Termoli. Servirebbero più controlli?
«In alcuni periodi dell’anno il problema dell’abbandono indiscriminato di rifiuti si acuisce. La materia è di competenza del settore Ambiente ma noi collaboriamo per reprimere sulla base delle segnalazioni. Chiaramente non interveniamo immediatamente con la sanzione, ma cerchiamo prima di capire se c’è dolo o colpa. Solo la repressione però non basta. Occorre fare una programmazione attenta, individuare le località che richiedono maggiore raccolta, più frequenza di svuotamento dei bidoni. Ma basta allentare la presa per qualche giorno e tornano i problemi di degrado».

Riesce a quantificare le multe?
«Nel mese di maggio abbiamo riscontrato tre violazioni per conferimento scorretto dei rifiuti e sette per abbandono. Allargando il quadro al settore Ambiente, le multe sono state ventidue».

Ci sono anche le deiezioni canine?
«Sì, certo. Abbiamo effettuato circa cento controlli sui microchip, l’anagrafe canina, la conduzione al guinzaglio, l’uso della bustina per raccogliere gli escrementi. Da cittadino riscontro che la città è più pulita dopo la repressione degli ultimi mesi. Chi era restio si è parzialmente adeguato, abbiamo sensibilizzato anche i proprietari dei cani per un maggiore decoro. Rimangono tuttavia ancora dei comportamenti scorretti, ma marginali. È possibile però che con l’aumento delle persone ci siano maggiori infrazioni».

Avete trovato riscontri ai sospetti di avvelenamento di cani a Difesa Grande?
«In un caso specifico c’è il sospetto di avvelenamento, ma per il momento non abbiamo altri riscontri probatori».

Un’ultima domanda sui pericoli per l’alta velocità a Rio vivo. I residenti chiedono dei rallentatori, è possibile installarli?
«Ci sono dei limiti alla collocazione di dossi anche se sarebbero utilissimi per limitare la velocità eccessiva. Tuttavia la normativa prevede l’impossibilità di mettere dei dossi su quelle strade di priorità per i mezzi di soccorso che hanno l’esigenza di andare veloci. Stesso discorso per il trasporto pubblico e su quella strada passa la circolare, quindi non è possibile creare dei manufatti che potrebbero arrecare dei danni ai veicoli e alle persone trasportate. Oltretutto la circolare compie solo un senso di marcia, ma anche sistemare dei rallentatori in un solo lato darebbe dei problemi. Gli automobilisti farebbero lo slalom invadendo l’altra corsia e aumentando i pericoli».

Come si può risolvere il problema?
«Il problema esiste, col tempo occorrerà prendere una decisione. È notorio che molti viaggiano in quella zona come se fosse un’autostrada».

(Pubblicato il 26/06/2017)

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