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La testimonianza
Lara, la studentessa molisana a Bruxelles: "Dopo l’attentato ho pensato ai miei genitori"
Il racconto di Lara Barbiero, studentessa del liceo classico ’Mario Pagano’ di Campobasso. E’ nel gruppo dei ragazzi delle scuole molisane ’sfiorato’ dall’attacco terroristico nella capitale belga. Il collaboratore dell’europarlamentare Aldo Patriciello, Paolo Panaccione: «Oggi è tornato tutto alla normalità ma non è facile dopo sette attentanti».


Campobasso. «Il pensiero è andato subito ai nostri genitori, volevamo sentirli per rassicurarli che stavamo bene». Lara Barbiero è una degli studenti molisani che si trovano a Bruxellesche ieri sera, 20 giugno, è stata colpita sette volte dai terroristi.
Nella capitale belga c’è una trentina tra studenti e docenti molisani. Sono i ragazzi delle scuole ‘Giordano’ di Venafro, ‘Cuoco Manuppella’, ‘Fermi Mattei’ e ‘Majorana’ di Isernia, il liceo ‘Scarano’ di Trivento’ e il liceo classico ‘Mario Pagano’ di Campobasso che hanno vinto il concorso ‘Eu Tube’ promosso dall’europarlamentare Aldo Patriciello. Con un video dovevano raccontare la loro idea di Europa.

Quando le misure di sicurezza sono scattate, gli studenti e i docenti delle scuole molisane sono stati bloccati nel ristorante in cui stavano cenando. Per loro fortuna in quel momento si trovavano lontani dalla stazione centrale dove era pronto a farsi saltare in aria un marocchino di 36 anni. Anche lui, come riferiscono i giornali locali, proveniva da Molenbeek, il quartiere di alcuni componenti della cellula terroristica che ha colpito a Parigi nel 2015 e nel 2016 nella capitale belga. Con sé aveva una bomba piena di chiodi. Se avesse messo in atto il suo intento, sarebbe stata una strage.

«Noi siamo venuti a conoscenza di quanto era successo mentre eravamo al ristorante dove la situazione era tranquilla», racconta nel day after Lara, studentessa del ‘Mario Pagano’. «Ci hanno avvisato che dovevamo restare nel ristorante per motivi di sicurezza, alcune strade erano state chiuse, la zona dell’attentato era stata delimitata».

La tensione è iniziata a salire quando sugli smartphone dei ragazzi hanno cominciato a squillare e sono arrivati i primi messaggi: dopo aver visto le terribili immagini in televisione, familiari e amici volevano informazioni sul loro stato di salute. Il ricordo di qualcuno è andato al 22 marzo 2016, quando una bomba esplose a 100 metri dalla sede della Regione Molise a Bruxelles.

«Alcuni ragazzi si sono messi a piangere e abbiamo provato paura», le parole riferite all’Ansa dalla professoressa isernina Mariella Spaziano. Per la prima volta sono stati sfiorati da un attacco terroristico, hanno percepito la psicosi di una popolazione da qualche anno nel mirino dei terroristi.


Tra alcuni degli studenti il primo pensiero è andato ai genitori. «La nostra unica preoccupazione – ammette Lara - era quella di avvisare i nostri genitori che erano in Italia e che erano preoccupati. Ci hanno avvertito che alcune strade erano state chiuse e per un po’ hanno bloccato anche alcuni mezzi di trasporto. Ci hanno detto che dovevamo raggiungere il Parlamento, che era il luogo più sicuro e siamo stati costretti a muoverci a piedi». Nel frattempo le strade di Bruxelles si erano svuotate. Uno scenario spettrale dopo l’attentato.

«Oggi è tornato tutto alla normalità», rassicura uno dei collaboratori dell’eurodeputato Aldo Patriciello, Paolo Panaccione. Per rassicurare familiari e amici subito dopo l’attentato il politico venafrano ha postato un selfie con i ragazzi su Facebook. «La percezione del pericolo è stato più grande in Italia che in Molise. I ragazzi l’hanno presa bene e oggi si stanno godendo la giornata nel Parlamento europeo e il viaggio premio».
Stasera torneranno nella nostra regione. E l’attentato sarà solo una disavventura da dimenticare in fretta.

(Pubblicato il 21/06/2017)

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