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Il bilancio
Bomba d’acqua, Britti "gelido", bancarelle e apoteosi dei Misteri: Corpus Domini in archivio
La sfilata degli ingegni del maestro Di Zinno confermano per l’ennesima volta la grandezza di un evento ormai di portata nazionale: organizzazione impeccabile. Molti però criticano la chiusura della quattro giorni di festa: il concerto e il comportamento di Alex Britti ha deluso le aspettative, tra ’note stonate’ e freddezza dei confronti di Campobasso e dei fan. E’ stata anche l’edizione più blindata, con straordinarie misure di sicurezza. E non è mancato l’acquazzone che ha mandato in tilt il traffico, venerdì sera, per almeno mezzora. Polemica la coalizione civica del consiglio comunale. Pilone parla di "livello molto più basso rispetto a un anno fa anche se sono stati spesi più soldi". Tramontano accusa il cantante romano di "non essere stato all’altezza artisticamente e umanamente".


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Campobasso. Se mai ce ne fosse stato bisogno, la sfilata dei Misteri di Campobasso si conferma una delle manifestazioni popolar-religiose più importanti e spettacolari dell’intera Penisola. La riprova è nelle decine di accenti ascoltati in questi giorni: moltissimi turisti dal Centrosud, certo, ma diversi anche dal Nord: l’evento è ormai riconosciuto come un must della tradizione italiana. E i numeri lo accertano in maniera inequivocabile: ancora una volta è stata sfondata quota 100mila presenze la domenica mattina, cioè nel clou dei festeggiamenti, quando piazza Vittorio Emanuele si è trasformata in una massa colorata, festante, carica di adrenalina da sprigionare negli applausi per i quadri viventi del maestro Di Zinno. E per i portatori, la famiglia Teberino, gli organizzatori e tutto ciò che ruota, ormai alla perfezione, intorno alla kermesse.


Meno perfetto è stato il resto. A partire dalla serata conclusiva, quella tanto attesa. Parliamo del ‘concertone’, insomma. Il cambio di location da piazza Prefettura a piazza della Repubblica è stata la novità più grande di questa edizione. Oltre al ‘numero chiuso’: in tremila hanno potuto accedere al concerto, per gli altri qualche sbirciatina da via Roma o il maxischermo nei pressi della statua di Gabriele Pepe. Un’ora e mezza di esibizione, qualche ‘svirgolata’ nell’intonazione da parte di Alex Britti e quasi zero parole: «Io non parlo molto, preferisco fare musica» ha commentato il cantante romano. Che però con la chitarra fa quel che vuole, deliziando la platea. Le polemiche ci sono state, sia in piazza che sui social: dal “gelido” allo “stonato”, ma anche elogi da parte dei fan più incalliti: «Lui è fatto così, fa parte del personaggio». Non la pensa sicuramente così il fan che gli ha donato una chitarra, arrivando a piedi dalla zona industriale del capoluogo molisano. Ma Britti gli avrebbe risposto: «Ne ho tante, non saprei che farmene…». La delusione, inutile sottolinearlo, è stata tanta nel volto e nelle aspettative del ragazzo.


È stata anche e soprattutto l’edizione più blindata di tutti i tempi. Centinaia di agenti impegnati lungo il perimetro e nell’area della festa: utilizzo di metal detector, controlli certosini. Magari un tantino esagerati, visto che nel corso del concerto, per esempio, i volontari in casacca, eseguendo ordini dall’alto, hanno vietato che le persone sostassero nelle vie di fuga anche per sorseggiare una birra.


Capitolo bancarelle. La folla è stata meno oceanica rispetto agli anni passati. E anche l’orario di chiusura anticipato, soprattutto del sabato sera, ha fatto storcere un po’ il muso. Alcuni stand già a mezzanotte aveva chiuso e gli altri si preparavano a farlo. Comunque, gli acquisti più bizzarri o utili sono stati fatti, tra una nocciolina e un braccialetto, una collanina e un panino ‘sozzo’. A conti fatti, le migliori cose si sono viste lungo Corso Vittorio Emanuele, nelle casette riservate ai Comuni e agli espositori molisani. Senza nulla togliere a tutti gli altri, ma per la maggior parte di chi proveniva da fuori si è trattato di prodotti visti e rivisti. Con qualche eccezione. Come gli articoli dedicati alla bellezza, come maschere e creme varie. Sono andati a ruba i bicchieri/barattoli per i cocktail.


Per non farsi mancare niente, la quattro giorni del Corpus Domini ha riservato pure una bomba d’acqua. Venerdì sera, intorno alle 22.15, si è scatenato un temporale misto a vento forte che ha costretto gli ambulanti a chiudere in fretta e furia le tende e ai tanti cittadini e turisti a scappare per trovare un riparo dalla furia dell’acquazzone.
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Una mezzora di caos, in cui il traffico si è congestionato per via delle chiusure preventive delle strade. In generale, il meteo ha riservato giornate più fresche che calde, più primaverili che estive. Per la gioia di chi soffre di allergie varie e non sopporta l’afa. Per il rammarico di chi ‘sguazza’ nel solleone. Ci sarà tempo e modo per rifarsi.


Giudizio abbastanza negativo dalla Coalizione civica in Consiglio comunale: «Un Corpus Domini sottotono – dice Francesco Pilone–, sono stati spesi più soldi rispetto all’anno scorso (260mila euro di budget, 35mila in più rispetto all’edizione 2016, ndr) ma il livello è sceso parecchio. I cittadini di sono scoraggiati davanti a un protocollo (il riferimento è al piano di sicurezza, ndr) per certi versi esagerato. Anche il servizio navetta, soprattutto al rientro dopo i Misteri, ha fatto flop con lunghe attese». Queste le parole molto critiche di Alberto Tramontano: «Un Corpus Domini straordinario (soprattutto per la sfilata degli Ingegni del Di Zinno) chiuso in modo penoso da un cantante non all’altezza, sia artisticamente che umanamente. E sarebbe facile ricordare che “l’avevo detto”... in sedi ufficiali».Inizio modulo


Da questa mattina, 19 giugno, il lento ritorno alla normalità. Nella zona in cui hanno sostato gli stand in zona ex Romagnoli ci sono ancora i segni della festa, oltre che la... puzza di urina tra via Gazzani e l’ex stadio. Segno che forse le pulizie effettuate dagli operatori del Comune non sono state molto accurate. Anche questo fa parte del post Corpus Domini. A proposito, arrivederci al 3 giugno 2018.

(Pubblicato il 19/06/2017)

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