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Cronache
Misteri, emozioni ed orgoglio. In 120mila battono le paure e invadono la città
Si è appena conclusa la sfilata dei tredici ingegni costruiti da Paolo Saverio Di Zinno. Solito bagno di folla ed entusiasmo dilagante per una manifestazione che quest’anno ha dovuto confrontarsi con le straordinarie misure di sicurezza. Il vescovo di Campobasso Giancarlo Bregantini: «I Misteri ci danno la forza per andare avanti». Poi ricorda i due ragazzi italiani morti nell’incendio di Londra.


Campobasso. E’ un po’ come la notte degli Oscar: un anno di lavoro affinchè tutto sia perfetto. L’attenzione al più piccolo particolare contraddistingue anche la sfilata dei Misteri di Campobasso. Non c’è il red carpet, ma i tredici ingegni del Di Zinno percorrono le strade della città tra due ali di folla da togliere il respiro. L’emozione si scioglie in applausi scroscianti. C’è chi non trattiene le lacrime.

Un, due, tre… scannett allert: il via della sfilata è il primo tuffo al cuore. Sant’Isidoro, San Crispino, San Gennaro, Abramo, Maria Maddalena, Sant’Antonio Abate, l’Immacolata Concezione, San Leonardo, San Rocco, l’Assunta, San Michele, San Nicola e il Sacro Cuore di Gesù sono loro i protagonisti di questo gigantesco kolossal che unisce all’ennesima potenza la storia e la cultura campobassana. Non manca la colonna sonora: il ‘Mosè’ di Rossini.

Le straordinarie misure di sicurezza non scoraggiano le 120mila persone che per nulla al mondo si perderebbero il volo degli angeli e le battute beffarde dei diavoli. Molti arrivano dall’Abruzzo e dal Lazio. Qualcuno addirittura dalla lontana Valle d’Aosta. Un gruppo di turisti è di Matera, la città dei sassi e capitale europea della cultura. «I Misteri sono bellissimi ed emozionanti», confida un signore.
Alla gente comune si mescolano i rappresentanti delle istituzioni cittadine e regionali, come il dg dell’Asrem Gennaro Sosto e il direttore sanitario Antonio Lucchetti.

Negli angoli più caratteristici, soprattutto nel centro storico, si sta stretti stretti, con gli smartphone in aria per provare a immortalare i particolari più curiosi: i bambini che ricevono le caramelle e i cioccolatini direttamente dalle mani amorevoli delle signore di via Sant’Antonio Abate, il diavolo Italo Stivaletti (che sfila da promesso sposo, a luglio metterà la fede al dito alla sua bella Lucia) prova a tentare la donzella. Ma Maria Chiara De Michele è austera e non cade in tentazione. Strappano risate i tre diavoli di San Michele con l’immancabile coda di vaccino tra i denti. C’è una vera e propria gara a farsi fotografare affianco a loro che, irriverenti come al solito, sporcano di cerone nero chiunque gli si avvicini. Immancabile anche Alberto Tramontano, consigliere comunale nonchè storico portatore dell’Immacolata concezione.

Tutto si svolge sotto l’occhio attento dei fratelli Liberato e Giovanni Teberino, la cui associazione da venti anni è il cuore pulsante della manifestazione. Questo è un anno in più senza papà Cosmo. Manca anche un’altra figura: Salvatore Struzzolino, uno dei diavoli storici e venuto a mancare qualche mese fa.
Affinchè tutto sia perfetto anche il consigliere regionale Nico Ioffredi si mette a disposizione facendo da ‘parcheggiatore’ in un garage.

Non fa particolarmente caldo per fortuna dei protagonisti e dei portatori. A proposito, tra questi ultimi c’è anche Peppe Baranello, tornato appositamente dal Kuwait per rispettare la tradizione campobassana. Dopo aver compiuto migliaia di chilometri, sulle sue spalle ha il Mistero di Abramo, interpretato da un altro pezzo di storia dell’evento, Antonio Santella. «E’ da 52 anni che salgo sui Misteri», scandisce.
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Il suo volto la barba bianca che taglierà subito dopo la sfilata. Solo nel finale una bambina dell’ingegno di San Gennaro viene liberata dall’imbracatura.
Verso l’una i Misteri arrivano davanti a palazzo San Giorgio. Sul balcone di palazzo San Giorgio il vescovo Giancarlo Bregantini, il sindaco Antonio Battista, l’onorevole Laura Venittelli (che non si perde mai la sfilata nonostante sia di Termoli), il presidente del Consiglio regionale Vincenzo Cotugno, il consigliere delegato Nico Ioffredi, il massimo rappresentante dell’assise civica di palazzo San Giorgio Michele Durante.

E’ un messaggio di speranza e di unità quello che Bregantini lancia dal Municipio. «Tredici Misteri – dice - sono un unico grande messaggio: Dio che si fa pane spezzato per tutti, tanti cuori in un’unica terra, un’unica identità in tanti volti»:
Dei tredici Ingegni spiega brevemente il significato. «Ognuno è un capolavoro», sottolinea. Con San Gennaro il pensiero va ai giovani che studiano all’università e ai due giovani fidanzati morti nell’incendio di Londra.
E poi Abramo «simbolo del bene comune», mentre l’Assunta «è lo sguardo al cielo, è l’imprenditore che assume, il sorriso nella malattia». Invece San Michele è «il mistero più eloquente, la sedia capovolta simboleggia la prepotenza che cade e vince sempre il bene». Quando si sofferma sull’ingegno di San Nicola il vescovo rivolge una sollecitazione al Comune: «Ci auguriamo che a settembre tutte le scuole possano riaprire».
«Ognuno dei Misteri ha dato una presenza di speranza, sono i 13 doni che il Signore ci regala e che ci danno la forza per andare avanti», conclude il vescovo.
Alle 14 il rientro nel Museo dei Misteri delle macchine del Di Zinno. Sipario. SP

Le immagini nella galleria fotografica

(Pubblicato il 18/06/2017)

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