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Cronache
Depuratore, i commercianti e i balneatori denunciano i 5 Stelle per procurato allarme
Confcommercio e sindacato Sib hanno presentato alla Procura di Larino una querela nei confronti del M5S di Termoli, reo secondo loro di procurato allarme sulla vicenda degli sversamenti dal depuratore di Termoli di questa primavera. I pentastellati denunciarono infatti presenza di chiazze scure e maleodoranti, come avvenuto l’estate scorsa quando però c’era una condotta rotta che venne riparata. Paolo Spina e Domenico Venditti però mostrano i dati dei campionamenti dell’Arpa: «Sono vorticosamente al di sotto dei valori limite e attestano l’insussistenza di qualsivoglia forma di inquinamento della costa molisana».


Termoli. La Confcommercio e il sindacato italiano Balenari hanno presentato una querela nei confronti del Movimento Cinque Stelle accusando il partito di Grillo a Termoli di procurato allarme sulla vicenda del presunto inquinamento derivato da liquami fuoriusciti dal depuratore del porto di Termoli nelle scorse settimane. La querela era stata annunciata all’indomani dell’ennesima segnalazione dei pentastellati con foto e note stampa che avevano fatto molto discutere, specie sui social network.

È quindi scontro totale fra una delle maggiori associazione di categorie, a braccetto col sindacato dei balneatori e il Movimento Cinque Stelle. Le frizioni erano iniziate l’anno scorso, quando la vicenda depuratore fu al massimo della tensione. L’estate scorsa infatti si verificarono fuoriuscite da una condotta, poi riparata, che conduce liquami (tecnicamente già depurati) dall’impianto alle spalle del muraglione del Paese vecchio fino al largo. I Cinque Stelle sostennero che gli sversamenti avrebbero pregiudicato la salubrità delle acque, spingendosi persino a campionamenti fai da te che tuttavia rivelarono come i parametri di balneabilità non erano mai stati superati.

Ma anche dopo la riparazione della condotta, avvenuta quasi un anno fa, il depuratore sta mostrando continui deficit di funzionamento. A cominciare da una puzza insopportabile che spesso, col vento che spinge verso il centro cittadino, arriva a invadere l’intero Borgo vecchio, parte della zona ottocentesca e appunto la spiaggia di Sant’Antonio. Cattivo odore, chiaramente di fogna, che però non è collegato con alcuno sversamento.

Viceversa, sono foto e segnalazioni di chiazze marroni, avvistate a più riprese fra aprile e maggio, ad aver fatto gridare allo scandalo i pentastellati. Si dovrebbe trattare di una sorta di “bypass” del depuratore del porto, struttura antiquata e inadeguata, che non regge l’impatto di acque nere e acque bianche dopo qualche ora di pioggia e così rilascia una parte di quelle acque nauseanti in mare. Cosa che, va precisato, comunque non intacca il livello di balneabilità dei lidi del lungomare nord.

Ma Confcommercio e Sib ritengono che le denunce dei Cinque Stelle possano aver danneggiato le attività turistico-ricettive di Termoli facendo passare il messaggio di “città dal mare inquinato”. Si spiega così la formale denuncia-querela tramite l’avvocato Massimiliano Di Grezia, alla Procura della Repubblica di Larino «per tutte le ipotesi di reato, incluso il procurato allarme, che l’Autorità Giudiziaria adita voglia reputare integrate dalla diffusione di notizie categoricamente smentite da dati oggettivi. Sono, infatti, proprio i campionamenti effettuati dall’Arpa Molise, vorticosamente al di sotto dei valori limite, ad attestare l’insussistenza di qualsivoglia forma di inquinamento della costa molisana» scrivono in una nota congiunta Paolo Spina della Confcommercio e Domenico Venditti, presidente regionale Sib nonché operatore balneare termolese.

I due portano a supporto della denuncia i dati delle analisi di quel periodo, effettuati chiaramente dall’Arpa che è l’unico ente riconosciuto per la raccolta dei campioni.I livelli di enterococchi intestinali ed escherichia coli infatti risultano ben inferiori a quanto stabilito dai valori limite sia nelle acque di balneazione Cala Sveva che al Lido Anna, i due più vicino al depuratore portuale.


Spina e Venditti insistono quindi affermando che «la notizia del tutto infondata ha procurato l’allarme per un pericolo inesistente ed un ingente danno per gli operatori del settore proprio a ridosso della stagione estiva. La divulgazione di notizie infondate e prive anche del minimo riscontro, non è consentita nella maniera più assoluta e non trova giustificazione alcuna anche nell’ambito di una disputa politica».

«Continueremo ad essere vigili ed inflessibili – aggiunge il presidente di Confcommercio Molise, Paolo Spina – e non intenzionati a continuare a subire danni economici rilevanti per dispute locali e regionali strumentali alla politica. Il nostro intervento intende difendere tutti i settori dell’economia, non solo difesa dei nostri iscritti ma a tutela degli interessi economici del basso Molise. Siamo sicuri che solo con la condivisione, attraverso un lavoro di squadra che faccia massa critica, si possano tutelare le attività commerciali e turistiche per lo sviluppo economico del territorio».

«Ho ritenuto di condividere questa azione con il presidente Paolo Spina – commenta Domenico Venditti, presidente del SIB Molise Confcommercio – in quanto lo scorso anno in più occasione venivano diffusi a mezzo stampa dati allarmanti sulle qualità delle acque risultati privi di fondamento». «Valuteremo nei prossimi giorni – chiosa il presidente Paolo Spina - la possibilità di costituirci in giudizio come Confcommercio per il danno di immagine ed economico subito dai nostri operatori».

(Pubblicato il 16/06/2017)

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