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Campochiaro come Viareggio
Incidente sui binari, le Ferrovie portano in Tribunale il camionista per disastro colposo
Prima udienza al Tribunale di Campobasso per il giovane autotrasportatore del mezzo che rimase bloccato al passaggio al livello di Campochiaro il 14 gennaio 2016. Il terribile impatto non provocò vittime, ma solo il ferimento di sette persone. Ferrovie dello Stato ha deciso di trascinare in tribunale il conducente del camion di mozzarelle che avrebbe improvvidamente attraversato il passaggio al livello. I legali del ragazzo, gli avvocati Giuseppe Fazio e e Raffaele Gaetano Crisileo, affilano le armi pronti a smontare le accuse.


di Stefania Potente

Campochiaro. Se non è finita come a Viareggio, probabilmente è stato solo un caso fortuito. Un anno e mezzo dopo, l’incidente ferroviario accaduto la sera del 14 gennaio 2016 al passaggio al livello di Campochiaro finisce in Tribunale. Ferrovie dello Stato ha accusato di disastro colposo il giovane conducente del camion rimasto incastrato sui binari: secondo il capo di imputazione, avrebbe attraversato il tratto mentre si chiudevano le sbarre. Poi il tir venne travolto dal treno proveniente da Napoli e diretto a Campobasso. Lui, G.P. di 31 anni, si riuscì a salvare perché con prontezza scese dal mezzo pesante che di lì a pochi secondi sarebbe stato ridotto ad un ammasso di ferraglia. Sette persone rimasero ferite.


Oggi la prima udienza del processo dinanzi al Tribunale penale collegiale. Secondo le prime ricostruzioni, il treno viaggiava quasi a 100 chilometri all’ora e il macchinista non avrebbe frenato in tempo. Tanto che dopo l’urto frontale con l’autocarro il convoglio si sarebbe fermato alcune centinaia di metri dopo trascinando con sé la motrice del camion.

Per Ferrovie dello Stato il ragazzo ha invaso il passaggio al livello ostacolando il passaggio del treno. Non è così per il pool legale dell’autotrasportatore, che sarà difeso dagli avvocati Giuseppe Fazio e Raffaele Gaetano Crisileo, quest’ultimo di Santa Maria Capua Vetere, che hanno intenzione di smontare le accuse di Ferrovie dello Stato.

Nell’aula del Palazzo di giustizia di viale Elena, dunque, sarà un po’ come assistere a Davide contro Golia: da una parte, il colosso del trasporto pubblico su ferro del Paese, dall’altra il camionista molisano che quella sera aveva appena finito di scaricare il latte nel caseificio di cui è titolare.
La sua giornata di lavoro, insomma, era quasi finita e stava rientrando tranquillamente a casa. Poi il terribile scontro, probabilmente il più grave accaduto in quel tratto della linea ferroviaria molisana.

Quell’incidente non è stato l’unico. Il più tragico è stato sicuramente quello di Roccasecca del 20 dicembre 2005, nel quale morirono uno studente di Isernia, Francesco Martino, e il campobassano Antonio Vallillo. Tuttavia, i ‘viaggi della speranza’ sui treni regionali vengono raccontati spesso dai giornali locali.
Il collegamento verso Roma e Napoli, poi, è in grado di scatenare quasi quotidianamente l’ira dei cittadini, sia se parliamo dei pendolari che arrivano a destinazione quasi sempre in ritardo sia se si tratta di automobilisti che restano a lungo in fila perché il passaggio al livello non funziona come dovrebbe. Peggio ancora quando a restare bloccare sono le ambulanze del 118. Insomma, un lungo elenco di disagi per una rete ferroviaria considerata all’anno zero.

(Pubblicato il 14/06/2017)

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