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Il 'venerdì nero' dei contribuenti
Imu al top per abitazioni di lusso e proprietari di seconda casa. "Ma la Tasi è zero"
Entro il 16 giugno bisognerà pagare la prima rata di Imu e Tasi, l’imposta sulla casa e quella sui servizi indivisibili (strade, marciapiedi e pubblica illuminazione). "A Campobasso pagheranno solo i benestanti", assicura l’assessore comunale alle Finanze Massimo Sabusco. Ma la Uil non molla: "Bisogna lavorare per alleviare il carico fiscale sui contribuenti".


Campobasso. E’ una di quelle scadenze che i contribuenti segnano sulla propria agenda. Anche quest’anno è arrivata inesorabile la scadenza per il pagamento dell’acconto Imu e Tasi: la prima l’imposta sulla casa, la seconda sui servizi indivisibili con cui si intendono la manutenzione delle strade e dei marciapiedi, l’illuminazione pubblica e l’arredo urbano. Insieme compongono la Iuc (imposta unica comunale).

Rispetto allo scorso anno non è cambiato nulla. Innanzitutto, non pagano i proprietari delle prime case e le relative pertinenze. Diverso il discorso se la propria abitazione è considerata un bene di lusso. In questo caso bisogna mettersi in fila e saldare il conto. Così come dovranno farlo i proprietari di seconde case, uffici, fabbricati rurali ad uso strumentale, immobili ad uso aziendale, locali commerciali e aree edificabili. A stabilire gli importi sono i singoli Comuni. A Campobasso chi ha più possibilità economiche, pagherà. E’ il principio su cui palazzo San Giorgio ha deciso di impostare le aliquote per il 2017, a detta dell’assessore alle Finanze Massimo Sabusco.
Nel capoluogo molisano sono esenti da Imu e Tasi le abitazioni principali dei cittadini campobassani residenti all’estero.


Pagano, invece, i proprietari delle abitazioni di categoria A1, A8 e A9, ossia palazzo signorili e ville con piscina. In questo caso viene riconfermata l’aliquota al 5 per mille, ma avranno la possibilità di usufruire di una detrazione di 200 euro. L’aliquota Tasi è dell’1 per mille.
I titolari di una seconda casa dovranno pagare un’aliquota del 10,6 per mille. E’ il massimo. Ma non dovranno versare la Tasi. Imposta al massimo anche per le aree edificabili.
Cosa vuol dire per il portafoglio dei contribuenti? E’ il Servizio Politiche Territoriali della Uil a fare un po’ di conti: il costo medio complessivo dell’Imu/Tasi su una ‘seconda casa’ ubicata a Campobasso sarà di 1.022 euro. Si sale a 2.831 euro come costo medio per le abitazioni di lusso.
A Isernia, invece, bisognerà saldare 898 euro per la seconda casa e 2.924 euro per quelle di lusso. Il costo medio nazionale è di 2.610 euro.
Ovviamente il 16 giugno si verserà la metà di tali importi.
«A Campobasso pagheranno solo i benestanti e coloro che hanno un reddito tale da potersi permettere due case», chiarisce l’assessore alle Finanze Massimo Sabusco. Che poi puntualizza: «Per i proprietari di una seconda casa, in cui ricadono ad esempio le abitazioni che i figli ereditano dai genitori, il Comune ha deciso di applicare il massimo dell’aliquota (10,6 per mille) Imu, invece l’aliquota per la Tasi è zero. Dunque, il cittadino non paga per questi servizi – strade, marciapiedi e pubblica illuminazione – che vengono garantiti dall’amministrazione».

E’ al 7,95 per mille l’aliquota per le abitazioni locate con canone concordato. Anche in questo caso non bisognerà versare la Tasi. Discorso simile per gli immobili a uso produttivo e destinati ad attività commerciali: l’aliquota Imu è al top, 10,6 per mille, e non è previsto il pagamento della Tasi. Imu assente per i fabbricati costruiti dalle imprese edili e non ancora venduti.
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C’è però l’imposta sui servizi indivisibili da versare (2,5 per mille).

«L’aliquota è al massimo - il ragionamento di Sabusco - perché chi ha costruito gli immobili ne avrà un successivo guadagno dalla vendita. Al tempo stesso, il Comune ha dovuto realizzare strade e marciapiedi nel quartiere in cui l’imprenditore ha costruito quegli immobili».
Esenti dalla Tasi anche i terreni agricoli, ma l’aliquota Imu è al 7,6 per mille. In questo caso, Campobasso sconta il ritardo nell’individuazione delle aree montane da parte della Regione. La legge nazionale, infatti, stabilisce che i Comuni montani o parzialmente montani non sono soggetti all’Imu sui terreni agricoli.

«La Regione - spiega ancora il titolare delle Finanze di palazzo San Giorgio - è ancora inadempiente nei confronti del Comune di Campobasso in quanto non ha ancora individuato quale parte del comune è montano e quale non lo è. Per questo, l’aliquota sui terreni agricoli c’è ma non è piena».

L’ultimo pensiero è per i campobassani che hanno casa a Termoli. Non c’è differenza tra il capoluogo e Termoli per il pagamento dell’Imu sulla seconda casa. L’assessore fa subito il calcolo: «A Campobasso si paga il massimo, 10,6 per mille ma la Tasi è zero. A Termoli, invece, è stata stabilita un’Imu al 9.6 per mille e la Tasi è all’1 per mille. L’importo dunque è lo stesso».

Nonostante le aliquote non siano aumentate, la Uil rivolge un richiamo alla politica: «Bisogna continuare a lavorare per capire come alleviare il peso delle imposte per i contribuenti meno abbienti e, conseguentemente, chiedere un contributo maggiore a chi ha più disponibilità».

(Pubblicato il 13/06/2017)

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