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Le polemiche sulla profilassi obbligatoria
Meningococco e morbillo, vaccini sotto la media in Molise. "Ora bisogna recuperare"
Mentre a livello nazionale infuriano le polemiche per il decreto del ministro Lorenzin che porta a dodici i vaccini obbligatori e gratuiti per i bambini, si scopre che la nostra regione registra un calo della profilassi per alcune patologie come morbillo, varicella e meningite. Il direttore del Servizio prevenzione della Direzione generale della Salute della Regione Molise, Michele Colitti, avverte: "Con i vaccini sono state debellate malattie pericolose, sarebbe grave favorirne una nuova diffusione".


Campobasso. Mamme che protestano perché «sulla salute dei nostri figli – dicono – vogliamo essere noi a decidere». Genitori che scendono in piazza a Roma. Infine, 130 famiglie dell’Alto Adige pronte a chiedere asilo all’Austria per sottrarsi a quello che considerano un diktat del Governo. Il Paese si è spaccato da quando il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato il decreto legge che reintroduce l’obbligatorietà dei vaccini per i bambini da 0 a 16 anni e che il 6 giugno è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale.

Impossibile trovare un punto di incontro tra favorevoli e contrari: i primi d’accordo con l’obiettivo di evitare il ritorno di malattie debellate, i secondi spaventati dalle controindicazioni. A rendere più complicata l’intera vicenda le bufale sui social, le polemiche politiche e una recente sentenza della Corte d’appello di Milano che ha riconosciuto il risarcimento per una donna che si è ammalata di epilessia a causa di un vaccino.

Mentre il testo inizia il suo iter legislativo in Parlamento per essere convertito, il Ministero ha predisposto un numero di pubblica utilità, 1500, che sarà attivo dal 14 giugno.
Le vaccinazioni obbligatorie e gratuite aumentano: da quattro (antidifterica, antitetanica, antipoliomelitica, antiepatite virale B) a otto (anti-pertosse, anti-meningococco B, anti-meningococco C, anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite, anti-varicella e Haemophilus influenzae). Il decreto non è nato dopo l’allarme rosso scoppiato per il drastico calo nella copertura di malattie come morbillo e rosolia. Patologie che possono provocare danni permanenti, soprattutto tra i bambini, se non vengono curate bene.

L’allerta è scattata anche nella nostra regione. «Anche in Molise, in base ai dati 2015, abbiamo registrato un calo generalizzato, in linea con la media nazionale. Condizioni che hanno reso necessario il decreto legge», spiega il direttore del Servizio prevenzione della Direzione generale della Salute della Regione Molise, Michele Colitti.

I numeri riferiti al 2015 dimostrano che siamo un passetto avanti per la poliomelite, difterite,tetano, parotite, epatite b, Haemophilus influenzae: 94,32% di copertura vaccinale regionale rispetto ad un dato nazionale che supera di poco il 93%. Si tratta di vaccini obbligatori fino al 2015. Bene anche la profilassi per la varicella: 47,68% rispetto ad un dato nazionale del 30,73.
Diverso il discorso per morbillo, parotite, rosolia: 77,38% rispetto alla media nazionale di copertura dell’85,29%. Il Molise non raggiunge la quota nazionale nemmeno per il vaccino coniugato per il meningococco di gruppo C: 68,09% rispetto al dato nazionale del 76,62.

«Di morbillo, parotite e rosolia non si sentiva più parlare. In Molise abbiamo registrato al massimo due casi sospetti l’anno», aggiunge il dottor Colitti. «Tuttavia, c’è stato un drastico calo della copertura vaccinale di queste patologie: a Campobasso, ad esempio, siamo passati dal 91,2% del 2011 all’83% del 2015. Ad Agnone abbiamo registrato addirittura un 46%, a Isernia il 56%, a Termoli il dato della copertura vaccinale si attesta sul 77% (dati riferiti sempre al 2015, ndr). Questo vuol dire che anche sui territori si lavora in modo diverso e c’è una diversa sensibilità».
Nel giro di quattro anni insomma i molisani hanno iniziato a trascurare la profilassi. Alla base di questa tendenza ci sono motivi diversi. «Perché non ci si vaccina? Un po’ per scetticismo, un po’ perché ci sono gruppi organizzati di anti-vaccinatori che, tirando in ballo gli interessi economici della case farmaceutiche, tentano di screditare uno dei presidi sanitari più importanti».

Senza dimenticare il peso specifico di leggende e fake news che circolano sulla rete. Qualcuno forse ricorderà il caso scoppiato dopo la diffusione delle teorie di un medico inglese, Andrew Wakefield, che pubblicò uno studio annunciando la scoperta di una correlazione tra vaccino trivalente MPR (anti morbillo, parotite, rosolia) e l’autismo.
Una storia che iniziò in Inghilterra nel 1998, provocò un’epidemia di morbillo, due morti e mille casi. Quello studio, come venne dimostrato successivamente, era basato su dati manipolati. Per questo il medico venne radiato dall’ordine.

«Purtroppo ora stiamo rincorrendo queste false notizie per cercare di ridare il giusto ruolo ai vaccini e far capire ai cittadini l’importanza di un corretto approccio preventivo a queste malattie che colpiscono i soggetti più deboli come i bambini o coloro che hanno un sistema immunitario precario. Anzi, nel caso di questi ultimi, le malattie possono essere limitate con una profilassi vaccinale corretta. Ad esempio, vengono trascurati i danni che può provocare il morbillo: parliamo di danni permanenti, anche letali per i bambini».

La Regione Molise, dunque, dovrà allinearsi al piano di vaccinazione nazionale che fissa come obiettivo il raggiungimento, nell’arco di due-tre anni, il 95% della copertura per tutti i vaccini. «In questo modo – insiste Colitti – si può ottenere il cosiddetto ‘effetto gregge’ e proteggere anche quel 5% della popolazione che non è vaccinata».
La profilassi, inoltre, vuol dire anche meno costi per la sanità: «La prevenzione consente un risparmio per il sistema sanitario nazionale: i danni permanenti provocati da alcune patologie sono un costo per la collettività». Inoltre, dal punto di vista delle cure, «si sono aperte altre strade: abbiamo un vaccino anche per contrastare hpv che provoca il cancro alla cervice».

Insomma, per Colitti, non ci sono dubbi: «La vaccinazione è stata una svolta per la sanità mondiale, altrimenti rischiamo il ritorno di patologie che sono state debellate come la poliomielite. La profilassi vaccinale è fondamentale per debellare le malattie infettive».
La battaglia dovrà spostarsi necessariamente sul campo dell’informazione alla cittadinanza: solo in questo modo si potranno abbattere i muri e i pregiudizi sui vaccini.

(Pubblicato il 12/06/2017)

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