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La battaglia per la salute
726 famiglie restano senza il sussidio per i disabili: "E ora come curiamo i nostri figli?"
Genitori ed esponenti del comitato ’Uguali’ hanno assediato questa mattina, 9 giugno, palazzo Vitale. Fino a due anni fa ricevevano un contributo di circa 400 euro che il governo regionale stanziava per le disabilità gravi e gravissime. Dal 2016 il finanziamento non viene più erogato aumentando i problemi di chi è costretto a una lotta quotidiana per le cure sanitarie. La Regione ha ribadito di essere in regola con i pagamenti che versa agli Ambiti territoriali. Probabilmente qualcosa si è inceppato nel trasferimento dei fondi dagli Ats alle famiglie.


Campobasso. Combattono da anni per garantire le cure migliori ai figli, disabili gravi e gravissimi. Mamme coraggio che non perdono il sorriso. Il figlio di Franca, ad esempio, è spastico dalla nascita e deve essere assistito 24 ore su 24. Invece la signora Antonietta è di Bojano, la figlia Barbara ha 35 anni ed è affetta dalla sindrome di goldenhar. Per le cure periodicamente deve andare a Genova. Che non sta proprio dietro l’angolo. I 420 euro al mese che la Regione Molise le erogava per le cure della ragazza le servivano per tante cose. «Anche per mangiare un panino in più», dice Antonietta. Sono due delle mamme coraggio in rivolta contro il governo Frattura che non ha erogato i contributi previsti per il 2016 nel fondo per la disabilità grave a chi ne ha diritto. In Molise lo ricevono 726 famiglie.

«Mia figlia ha la sindrome di goldenhar, poco conosciuta in Molise. Porta una valvola al cervello, non sente, vede da un occhio solo, ha problemi a camminare. La faccio curare da 35 anni», dice Antonietta. La sua quotidianità è un calvario, da anni ‘corre’ fra ospedali e visite mediche. «Mia figlia aveva un tumore benigno alla testa, l’ho fatta operare a Padova. Inoltre, vado a Genova per tutti i controlli. Ho dovuto prendere la patente perché il sindaco di Bojano non voleva darmi nemmeno il pulmino per portarla all’asilo e a scuola. Quei soldi mi facevano comodo, ho cinque figli, che ho ‘abbandonato’ per curare mia figlia Barbara, ora arriva un pinco pallino che dice che è idonea ma non ha bisogno dei soldi».
Vive un calvario quotidiano anche Franca. Il figlio Luca vive su una sedia a rotelle. «Mio figlio non cammina, è spastico dalla nascita. Non si alza da solo, ha la vista limitata, è assistito 24 ore su 24», riferisce. «Abbiamo sempre curato mio figlio in maniera serena in famiglia, non abbiamo mai preso nessuno. Non piegava nemmeno i piedi, l’abbiamo curato, ma non perché la sua vita è migliorata non debba ricevere aiuti». Anche la grintosa Franca, che ha fondato il comitato ‘Uguali per i diritti dei disabili’, partecipa al presidio di protesta. «L’assistenzialismo a me non serve – scandisce - è una presa in giro.
Al governo Frattura chiedono perché nel programma regionale è previsto che solo il 20% delle risorse stanziate dal Ministero del Lavoro siano destinati ai cosiddetti ‘caregiver’, ossia coloro che assistono i disabili gravi e gravissimi. Scende nel dettaglio Emilio Izzo: «Non riusciamo a capire come sono stati gestiti dalla Regione questi fondi per chi ha disabilità grave. Un sessanta percento è stato dato alle cooperative, il restante 40 non si capisce perché non siano stati dati direttamente alle famiglie, come veniva fatto in passato.
Ci sono persone che hanno dovuto lasciare il lavoro per assistere i familiari»
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Complessivamente per il 2016 c’erano a disposizione 2 milioni e 600 che la Regione riceveva dal Ministero. «Noi sappiamo solo che i malati questi soldi non li hanno avuti», incalza Nicola Lanza. Dal suo punto di vista, è stata sbagliata la ripartizione dei fondi. Un argomento che viene approfondito con il vice presidente della Giunta regionale Vittorino Facciolla che riceve le famiglie attorno alle 12. L’assessore ribadisce la «piena volontà di costruire un percorso condiviso che possa contemperare le necessità di tutti. L’obiettivo è allinearci ai Livelli essenziali di assistenza per qualificare sempre più i servizi che le persone con disabilità devono vedersi assicurati anche nel nostro Molise così da allievare le famiglie che spesso da sole si fanno carico di situazioni molto gravi».
Durante la riunione viene fatto il punto anche sui finanziamenti: la Regione, che eroga i fondi agli Ambiti territoriali, salderà il restante 40% entro la fine di giugno. Qualcosa pare si sia inceppato proprio nel trasferimento delle somme dagli Ats alle cooperative e alle famiglie. Per questo, anche gli organismi tecnici parteciperanno al prossimo tavolo istituzionale convocato dall’assessore Facciolla e che dovrebbe svolgersi tra una decina di giorni. In quella sede il comitato ‘Uguali’ rappresenterà caso per caso le problematiche delle famiglie molisane con figli disabili gravi o gravissimi.

(Pubblicato il 09/06/2017)

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