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Un bollettino da guerra
Tragico record dei morti su strada, al Cardarelli il primo pronto soccorso psicologico
Campobasso è l’unica città del Centro Sud Italia ad avere aderito al progetto pilota della Fondazione Ania Cares. A disposizione delle vittime e dei loro parenti un numero verde, un pool di psicologi e sedute di psicoterapia. Un progetto condiviso dall’Unimol e dall’Asrem in una delle regioni con la più alta percentuale di incidenti mortali stradali in cui perdono la vita tanti giovani. Il rettore Gianmaria Palmieri: «Abbiamo aderito al progetto in ricordo di Giorgia Galasso e Gianni Casella, due nostri studenti universitari morti troppo presto».


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«Suo figlio è morto in un incidente stradale». Poche parole per annunciare una tragedia dall’impatto devastante. Genitori che non rivedono i figli dopo una serata in discoteca, viceversa ragazzi che perdono il padre o la madre di ritorno dal lavoro.

Chi riesce a sopravvivere, magari riportando danni permanenti, o le famiglie delle vittime hanno bisogno di curare le ferite sia fisiche che dell’anima: gli ospedali da un lato, il pronto soccorso psicologico dall’altro. Sarà realizzato all’interno dell’ospedale Cardarelli. Campobasso infatti, è una delle quattro città italiane (assieme a Roma, Milano e Lucca), l’unica del Centro Sud, ad aderire al progetto della Fondazione Ania Cares.


A disposizione delle vittime degli incidenti stradali un numero verde (800-893510) e una task force con 100 psicologi a disposizione 24 ore su 24, sette giorni su sette. Otto sedute di psicoterapiaper elaborare il dolore. Un servizio completamente gratuito.

«L’Università del Molise e il Cardarelli sono le uniche strutture del Centro Sud coinvolte in questo progetto nazionale», spiega il professore Marco Marchetti, ordinario di Medicina Legale e responsabile scientifico Molise di Ania Cares. «E’ un progetto che prevede l’assistenza alle vittime di gravi traumi della strada e ai parenti a cui viene offerto un supporto psicologico gratuito e sovvenzionato da Ania, che racchiude tutte le agenzie di assicurazione italiane. Le persone verranno supportate nella fase di elaborazione del trauma susseguente all’incidente stradale».

.‘Strade killer’ del resto non è solo un’espressione di uso comune perché viene utilizzata dai giornali. Dietro quella definizione ci sono numeri drammatici e impietosi: solo nel 2015 sulle strade molisane sono morte 22 persone. In rapporto alla popolazione, è quasi il doppio della media nazionale.
Un dato sconcertante. Chi perde la vita ha spesso meno di 30 anni. Giorgia Galasso ne aveva 22, Gianni Casella 26. Entrambi erano studenti dell’Università del Molise. E’ nel loro ricordo che l’Ateneo ha deciso di abbracciare questo progetto.
«Soprattutto in primavera e in estate, le strade molisane sono macchiate di sangue», l’amara constatazione del rettore Gianmaria Palmieri. «Abbiamo perso due giovani universitari a causa di incidenti stradali: Giorgia Galasso, che era una studentessa al secondo anno, e Gianni Casella che si era appena laureato. Questa iniziativa prende vita dal ricordo di queste giovani vite spezzate».

In pochi secondi un incidente stradale può cambiare la vita di una persona, ad esempio costringerlo a vivere per sempre su una sedia a rotelle. Il modello di intervento messo a punto da Ania, costruito elaborato da eccellenze mediche, coinvolge tutti gli attori di un incidente, compresa la Polizia stradale che deve dare l’annuncio della tragedia alla famiglia.

«Non è un passaggio formale», ha puntualizzato Umberto Guidoni, segretario generale della Fondazione Ania. «Una notizia del genere ha un impatto sulla famiglia, ma anche sullo stesso agente di Polizia. Anche i liquidatori assicurativi devono avere una formazione per rapportarsi in maniera adeguata a famiglia». E poi: «Mi fa piacere che questo territorio, spesso trascurato, abbia mostrato sensibilità per questa iniziativa. Al tempo stesso, credo che Unimol potrebbe offrire questo servizio alle famiglie dei due studenti deceduti».


I numeri sono un bollettino di guerra: solo nel 2015 sono stati registrati3419 morti su base nazionale, 265mila feriti (dati Istat) che arrivano a 750mila se si considerano le persone risarcite dalle assicurazioni. «Occorrono azioni multidisciplinari per abbattere tali numeri», ha sottolineato Teseo De Santis, dirigente Compartimento Polizia Stradale Molise.

Al progetto ha aderito anche l’Asrem, rappresentata dal direttore amministrativo Antonio Forciniti e dal direttore sanitario del Cardarelli Luigi Di Marzio. «L’Asrem - hanno spiegato - sta sviluppando un percorso di umanizzazione del servizio sanitario. Condividiamo questa iniziativa e lavoreremo per adeguarla ancora meglio alle esigenze territoriali».

Una strategia mirata, dunque, in grado di aiutare chi dopo un incidente stradale ha perso la voglia di vivere.

(Pubblicato il 08/06/2017)

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