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E Lattanzio strappa la scheda
La supplente di parità "non è idonea", via ai ricorsi. Bufera e caos sulle nomine in Regione
La nuova Consigliera di Parità della Regione Molise è Giuseppina Cennamo, designata dal Consiglio regionale. Ma sulla scelta della supplente si alza un polverone. Secondo gli esclusi, Maria Teresa D’Amico, nominata martedì dal Consiglio regionale come supplente della Consigliera di Parità, non avrebbe i requisiti, tanto da essere stata considerata ’inidonea’ dalla Provincia per lo stesso ruolo e quindi scartata. Intanto anche la scelta del Garante per i diritti della persona manda in tilt la maggioranza di Frattura: Nunzia Lattanzio strappa la scheda e abbandona l’Aula facendo cadere il numero legale. Nomine rinviate al 20 giugno.


Campobasso. Non solo i mal di pancia politici e l’eclatante protesta di Nunzia Lattanzio, che in Aula ha strappato la scheda per il voto sul Garante dei diritti della persona. Le nomine nei vari enti regionali hanno contribuito ad avvelenare il clima nel palazzi che contano, e a scontentare un po’ tutti, tranne i diretti interessati eletti.
Il primo cortocircuito sulla designazione dell’avvocato Giuseppina Cennamo (nella foto in home) a consigliera di Parità della Regione Molise. Per carità, una professionista competente in diritto di famiglia e minorile, nonché dagli incarichi ricoperti ad esempio come presidente della sezione di Campobasso dell’Osservatorio sul diritto di famiglia, presidente del Comitato pari opportunità e vice-presidente per le Pari Opportunità presso il Consiglio Giudiziario del Distretto di Corte di Appello di Campobasso. Ma c’è un retroscena portato all’attenzione pubblica dalle ’malelingue’, con un sussurrare costante, che rende la vicenda ben più chiacchierata: l’avvocato Cennamo sarebbe stata favorita perché ha seguito alcune pratiche legali per conto di Gilda Antonelli e Giuliana di Laura Frattura, rispettivamente attuale compagna e sorella del governatore.
Sul nome della Cennamo è arrivata però anche la condivisione del centrodestra. Non sarebbe una casualità. Anche in questo caso gli osservatori più velenosi della politica danno una motivazione: il marito, l’avvocato Antonio Guida, sta seguendo un processo che vede coinvolti Angela Fusco Perrella e l’ex direttore generale di via Genova Antonio Francioni.

Nel ’repulisti’ ad ogni modo é finita pure Giuditta Lembo, che durante il suo incarico ha portato avanti una serie di progetti concreti a tutela delle donne e dei più disagiati. Tra le ultime iniziative l’attivazione del ‘codice rosa’ nel pronto soccorso del Cardarelli. «Sulla nomina della nuova consigliera di Parità deve mettere l’ultima parola il ministro del Lavoro Giuliano Poletti: a lui tocca ratificare la decisione del Consiglio regionale. Quindi, fino a quando non ci sarà il decreto del Ministero, io resto al mio posto», confessa a Primonumero. «E poi continuerò a conservare il mio ruolo all’interno dell’Autorità per i diritti e pari opportunità della Regione Molise».

La Lembo aveva deciso di cambiare aria partecipando al bando della Provincia di Campobasso per l’individuazione della nuova consigliera di Parità. L’avviso è di un anno fa, quando governava ancora Rosario De Matteis. Le selezioni con la nuova amministrazione di Antonio Battista.
In via Roma la commissione presieduta dal dirigente Angelo Fratangelo ha giudicato la Lembo la più idonea sulla base di una griglia di valutazione in cui ad ogni requisito era associato un punteggio. E lei, la rossa consigliera, ha raggiunto il massimo dei voti. Dal 17 maggio dunque potrebbe ricoprire l’incarico a Palazzo Magno, ente che il Governo ha svuotato di risorse per l’ordinaria amministrazione su viabilità e scuole.
Paradossalmente la legge prevede che le Province continuino a mantenere tali incarichi. Ma questa è un’altra storia.

Riavvolgendo il nastro, all’avviso dell’ente di via Roma per l’individuazione di una consigliera di Parità ha risposto anche Maria Teresa D’Amico. Non è stata ritenuta idonea dalla Provincia. Per la Regione Molise invece è perfettamente adatta al ruolo, tanto da sceglierla come supplente della consigliera di Parità. Probabilmente, sottolineano i bene informati, la scelta sarebbe stata fatta senza valutarne il curriculum, grazie ad uno ‘sponsor’ potente: Angela Fusco Perrella, di cui la D’Amico pare sia stata segretaria quando ricopriva l’incarico di assessore regionale al Lavoro. La scelta del Consiglio regionale ha fatto infuriare alcuni degli esclusi che avevano più requisiti. Ora sono pronti a impugnare la nomina della D’Amico davanti al giudice.

Un ‘pasticciaccio’, insomma. Come se non bastasse, ieri – 6 giugno – in Aula è scoppiato il finimondo sul Garante dei diritti della persona. La maggioranza avrebbe voluto designare l’avvocato Romeo Trotta sul quale manca l’accordo. Fino ad arrivare all’eclatante gesto della consigliera Nunzia Lattanzio che ha ridotto in mille pezzettini la scheda e abbandonato la riunione in segno di rottura con i colleghi di maggioranza e con il presidente Paolo Frattura. Non se n’è fatto niente, dunque. Partita sospesa in zona Cesarini. Se ne riparlerà il 20 giugno. Nel frattempo ci sono quasi quindici giorni per trovare la quadra sulla spartizione delle poltrone.
SP

(Pubblicato il 07/06/2017)

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