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Il racconto da piazza San Carlo
Andrea, ’miracolato’ a Torino: "Un rumore forte, poi sono stato sepolto da persone terrorizzate"
Il campobassano Andrea Battista ha vissuto in prima persona quanto successo nel capoluogo piemontese, dove un falso allarme bomba ha scatenato il panico e provocato il ferimento di 1500 tifosi della Juventus, in piazza San Carlo per assistere alla finale di Champions League. "Ho sentito come un’onda d’urto e poi ho visto centinaia di persone in fuga. Sono scappato e sono stato travolto, ma per fortuna ho riportato solo qualche ferita. Però, quando sono tornato a casa, avevo il jeans sporco di sangue".


Campobasso. C’erano tutte le condizioni per una serata perfetta: gli amici, la finale di Champions League della squadra del cuore, la possibilità di vedere la partita nella città simbolo della fede bianconera. Una notte di festa che si è trasformata in un incubo. A Torino c’era anche lui: il campobassano Andrea Battista. Nel capoluogo piemontese era arrivato assieme al fratello, al cugino e a un amico partendo dal Molise.

L’arrivo in piazza San Carlo, l’adrenalina, una marea umana di sciarpe e bandiere bianconere. L’incontro casuale con altri molisani, tifosi della squadra di Allegri provenienti da Bojano, Mirabello, Isernia, Castelpetroso. Poi il falso allarme bomba. L’entusiasmo, diventato nel frattempo delusione per il risultato del match, si trasforma in panico. La marea umana diventa un’onda impazzita che per provare a uscire dalla trappola di piazza San Carlo sgomita, si agita e calpesta qualsiasi ostacolo. Non importa se sono cose o persone. Nella fuga anche Andrea e i suoi amici cadono. Lui si ritrova sepolto vivo sotto un cumulo di altri giovani corpi. Per fortuna non deve ricorrere alle cure dei medici perché riporta solo qualche escoriazione, ma la paura che potesse finire male è stata tanta.

Racconta quello che è successo in quei momenti concitati scoppiati improvvisamente, durante il secondo tempo della partita Real Madrid – Juventus, quando gli spagnoli già erano avanti per 3-1 e i tifosi bianconeri assistevano delusi agli ultimi minuti della finale di Champions, sfumata di nuovo.
«Intorno alle 10 e un quarto di sera – riferisce Andrea Battista - abbiamo sentito un rumore forte, come se fosse stata un’onda d’urto, tipo quella che provoca il passaggio di un treno. Poi tantissime persone si sono messe a correre. Essendo la piazza chiusa, ci siamo accalcati e poi siamo caduti l’uno sull’altro. Anche io sono caduto e tante persone mi sono venute addosso. Al tempo stesso c’era qualcuno che urlava: ‘C’è una bomba’, ‘è un attentato’. Si è scatenato il panico. Non mi riuscivo a rialzare da per terra e a muovermi. Poi sono ricaduto. Infine, finalmente siamo riusciti a scappare fuori dalla piazza dove abbiamo visto i poliziotti con le pistole. Anche loro ci hanno invitato ad allontanarci dalla piazza».

Nel cuore di Andrea un miscuglio di tensione e paura, il pensiero ai genitori che vivono a Campobasso. «Non abbiamo capito cosa fosse successo, non riuscivamo a liberarci, qualcuno che gridava ‘una bomba’. Per terra ho visto persone svenute e accasciate, scarpe e borse abbandonate dappertutto», racconta ancora il 25enne.
«Quando sono tornato a casa, mi sono accorto che avevo il jeans sporco di sangue. Probabilmente sono caduto addosso a qualcuno mentre correvo fuori dalla piazza».
L’unico ricordo piacevole di quella serata è la catena di solidarietà che si è innescata: «I residenti della zona, il personale dei ristoranti e delle pizzerie si sono messi a disposizione, offerto rifugio e dato un primo soccorso ai feriti in attesa dell’arrivo dell’ambulanza».

Impossibile non pensare al Corpus domini e alle misure di sicurezza straordinarie che sono state predisposte, a cominciare dallo spostamento del ‘concertone’ e degli altri eventi musicali da piazza Prefettura a piazza della Repubblica. Una location preferita per la possibilità di approntare un piano di evacuazione e vie di fuga. Un fatto che Andrea Battista vive in maniera particolare non solo perché è campobassano, ma anche perché è il figlio del sindaco Antonio Battista. Il ragazzo preferisce glissare sull’argomento, si limita a dire: «Torino ci dimostra che la prudenza non è mai troppa».

Anche a livello nazionale l’allerta è al massimo e questa estate 1700 eventi saranno blindati. Il Corpus Domini non farà eccezione, anche se si svolge in una città tranquilla come Campobasso.

(Pubblicato il 05/06/2017)

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