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Cronache
Dalla morte di Jennifer la guerra al femminicidio: "Non nascondete le violenze, denunciate"
Emozionante testimonianza della famiglia di Jennifer Sterlecchini, la ragazza di Pescara uccisa a coltellate dal compagno a soli 26 anni. La madre e il fratello ospiti all’Università del Molise: "Le donne che subiscono violenze e denunciano poi vengono lasciate da sole con la paura che poi il compagno o il marito possa tornare da loro in qualsiasi momento del giorno o della notte". La famiglia di Jennifer ha iniziato la raccolta firme per chiedere l’abolizione del rito abbreviato per i crimini violenti.


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Campobasso. Si può descrivere il dolore per la morte della figlia uccisa dal compagno? No. Non riesce a farlo nemmeno Fabiola Bacci, la madre della 26enne Jennifer Sterlecchini, massacrata con un coltello dal compagno. La donna è diventata una delle testimonial della battaglia contro il femminicidio. E’ ospite nella biblioteca ‘Enrico Fermi’ dell’Università degli studi del Molise. Ma alla fine non riuscirà a raccontare la drammatica vicenda che ha sconvolto la sua famiglia dopo il 2 dicembre 2016, il giorno dell’omicidio di Jennifer.

Da allora la vita della famiglia è cambiata completamente. Accanto all’incredibile sofferenza che non ti fa chiudere occhio la notte e di giorno non ti fa pensare a nient’altro, la forza di aiutare tutte le altre donne che rischiano di morire per mano del marito o del fidanzato. «Se siamo qui – scandisce Jonathan, il fratello di Jennifer – è perché pensiamo che qualcosa di concreto vada fatto. Spesso si pensa: ‘A me non succederà mai’. E lo pensavamo pure noi fino al 2 dicembre dell’anno scorso». Si ferma. Un groppo alla gola. Gli occhi si riempiono di lacrime. «Noi testimonieremo finché potremo farlo,ma non si può di certo immaginare quello che si prova», dice ancora quando riprende il filo del discorso.

La famiglia della 26enne pescarese è impegnata anche in un’altra battaglia: la raccolta delle firme per abolire il rito abbreviato per i crimini violenti, la tipologia processuale scelta dall’uomo che ha ucciso Jennifer. «E’ una follia – sottolinea Jonathan – che chi ha commesso un atto del genere possa scegliere questa modalità di giudizio, anche se la legge lo prevede». Inoltre, grazie anche all’aiuto della senatrice Federica Chiavaroli, sta per essere creata una onlus che prenderà il nome di Jennifer e porterà avanti iniziative di sensibilizzazione sul tema.


Dal Molise Jonathan lancia un messaggio alle vittime di violenza: «Denunciate», sottolinea senza mezzi termini. Poi però riconosce: «Ho constatato che a volte le donne che subiscono violenze e denunciano, poi non vengono tutelate. Vengono lasciate con la paura che poi il compagno o il marito possa tornare da loro in qualsiasi momento del giorno o della notte. Spesso dunque si ritrovano sole, magari hanno un figlio piccolo. Si vive dunque con un terrore infinito. Quindi, capisco che è difficile denunciare, ma è la cosa migliore».
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Nel suo racconto Jonathan evidenzia pure che «ci vorrebbe una tutela maggiore da parte dello Stato. Anche perché si può passare dal dire ‘non succede’ al ‘non me lo aspettavo’, com’è successo per mia sorella. Noi non avevamo avuto delle avvisaglie».

Per la consigliera di Parità Giuditta Lembo anche la politica deve fare la sua parte. Quando lo dice, non usa il fioretto. «Le risorse stanziate per contrastare la violenza di genere sono sempre troppo poche. La politica deve darci una mano – tuona – perché senza fondi si può fare ben poco, non possiamo offrire servizi o rispondere con urgenza».

Una delle soluzioni potrebbe essere l’istituzione di centri di ascolto per uomini maltrattanti, come già sta avvenendo al Nord. «Bisogna superare l’idea che il carnefice sia una persona normale perché così non è», sottolinea. Fondamentale anche la preparazione degli operatori che «devono capire gli scenari, intercettare le esigenze e sentire il rumore del silenzio». Il silenzio in cui le donne picchiate e abusate spesso si nascondono per non mostrare il dolore di vedere il compagno di vita trasformarsi in un aguzzino.

(Pubblicato il 18/07/2017)

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