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La celebrazione del 2 giugno
"Viva la Repubblica", i migranti cantano l’inno di Mameli con gli studenti della ’Colozza’
Anche in occasione della festa del 2 giugno Campobasso lancia un esempio di integrazione. Il prefetto Maria Guia Federico: "Lanciamo dal Molise un messaggio di integrazione". In mattinata la deposizione della corona di alloro al monumento ai caduti alla presenza delle principali autorità civili e militari, poi la cerimonia si svolge per la prima volta in piazza Prefettura. "Il Palazzo si avvicina ai cittadini, per questo abbiamo scelto il cuore del capoluogo - piazza Pepe - per la manifestazione". Vigili del fuoco protagonisti nell’ultima parte della manifestazione con una dimostrazione.


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Campobasso. E’ un 2 giugno speciale, forse un po’ diverso dagli altri. Ai valori fondanti della Repubblica italiana, sanciti 71 anni fa con il referendum, si affiancano quelli della sicurezza e dell’integrazione. Da questo punto di vista, Campobasso dà un esempio a tutta l’Italia: l’inno di Mameli viene cantato quest’anno da alcuni giovani migranti assieme agli studenti del coro dell’istituto comprensivo ‘Colozza’ accompagnati dalla banda musicale di Gambatesa. Un’unica voce nella diversità dei Paesi di provenienza. Note e parole scandite dagli stranieri con il cuore che batte forte. Emozioni condivise dai massimi rappresentanti delle istituzioni.

«Mi sono commossa – ammette il prefetto di Campobasso Maria Guia Federico - perché questi ragazzi hanno imparato l’inno di Mameli in pochissimo tempo e non vedevano l’ora di cantarlo. Lo hanno cantato assieme agli studenti delle nostre scuole. Da Campobasso, dunque, lanciamo un messaggio di integrazione».
Una convivenza serena, insomma, è possibile in Italia. Il Molise è già forse un passo avanti. Per certificarlo la Prefettura invierà la foto del coro al Viminale. «Mi farebbe piacere – aggiunge il prefetto - che la foto dei nostri ragazzi fosse pubblicata sul sito del Ministero dell’Interno e che da Campobasso partisse questo messaggio di integrazione di cui oggi come oggi abbiamo tanto bisogno».

E’ uno dei momenti più toccanti della cerimonia. Nella sua ‘prima’ festa della Repubblica in Molise il prefetto fa anche un’altra scelta: dopo gli onori ai caduti e la deposizione della corona di fiori al monumento ai caduti, la manifestazione si sposta in piazza Pepe. E’ il frutto di una scelta ben precisa, il segno che la Prefettura che si avvicina ai cittadini.
«Il mio messaggio per la città di Campobasso e che spero sia arrivato al cuore dei cittadini è un’apertura delle porte del palazzo del Governo che è pronto a sentire la voce del cittadino. Per questo – sottolinea il vertice dell’istituzione - ho fortemente voluto che la cerimonia si svolgesse in piazza Pepe che è il cuore della città. Noi siamo il cuore di questa città, vogliamo essere il cuore di questa città».

Piazza Prefettura non è mai stata così gremita: ci sono cittadini, famiglie e bambini ad accompagnare la bella mattinata di sole. E poi le autorità civili e militari: il governatore Paolo di Laura Frattura, il sindaco e presidente della Provincia di Campobasso Antonio Battista, il presidente del Consiglio comunale Michele Durante, il consigliere regionale Nicola Cavaliere e il questore di Campobasso Raffaele Pagano.

Il prefetto legge il messaggio del capo dello Stato Sergio Mattarella.
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Pace, sicurezza, lotta alla povertà e alle guerre: il presidente della Repubblica traccia la strada per un’Italia in cui c’è chi, forze politiche incluse – vorrebbero alzare muri e ‘gettare in mare’ chi fugge dalla miseria e dai conflitti. «I valori che ci hanno unito il 2 giugno del 1946 – uno dei passaggi più importanti del suo messaggio - continuano a guidarci per realizzare lo stesso desiderio dei nostri padri: dare alle future generazioni un’Italia in pace, prospera e solidale, in grado di assolvere a un ruolo autorevole e propulsivo all’interno di quella comunità internazionale che abbiamo contribuito a edificare. Le difficoltà che stiamo affrontando, le minacce alla nostra sicurezza e al nostro benessere vanno sostenute con la limpida coscienza dei risultati raggiunti». E poi un monito all’Italia intera: «Non potrà esservi vera sicurezza se permarranno focolai di crisi e conflitti; non potrà esservi vero benessere se una parte dell’umanità sarà costretta a vivere nella miseria».

L’ultima novità del 2 giugno è la dimostrazione dei vigili del fuoco e l’iniziativa dedicata ai più piccoli ‘Pompieropoli’ a cura del personale del Comando provinciale e dell’Associazione nazionale del corpo. Applausi anche per i pompieri, considerati eroi del quotidiano dai cittadini.

Le immagini nella galleria fotografica

(Pubblicato il 02/06/2017)

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