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Cronache
La prima chiesa antisismica
è progettata da due termolesi
Un sistema all’avanguardia per il restauro della chiesa di San Rocco a Montelongo, distrutta dal terremoto del 31 ottobre 2002. Per la prima volta sono stati applicati gli smorzatori a un edificio di culto. Ideatori del progetto sono l’ingegnere termolese Antonio Paolitto e il fratello Flavio, architetto. «Gli smorzatori consentono l’oscillazione della capriata senza sollecitare la struttura sottostante» spiegano.
di Chiara Maraviglia
A tre anni e mezzo dal terremoto di San Giuliano di Puglia, tra i ritardi, le incertezze, le polemiche furenti della ricostruzione, a Montelongo - paesino del cratere di 300 anime - si ricomincia da una chiesa. Il luogo di culto seicentesco dedicato a San Rocco sta per tornare a vivere, al riparo da altri eventi sismici, grazie a una tecnologia all’avanguardia.
Il piccolo tesoro monumentale era stato distrutto completamente dalle terribili scosse. Sia il tetto che l’interno erano stati lesionati gravemente. Il restauro è partito nell’estate del 2005, finanziato dall’ordinanza commissariale n. 13 del 27 maggio 2003 con la quale si assegnavano 250mila euro per il recupero della chiesa.
La novità è che, per la prima volta, sono stati applicati gli smorzatori sismici a una chiesa, e per giunta in una posizione diversa da quella sperimentata fino a ora. Il sistema infatti, che si basa su cilindri di gomma che riducono al minimo gli effetti di una eventuale scossa, di solito viene utilizzato per i ponti, e comunque sempre alla base dei pilastri. E’ in uso per le nuove costruzioni, ma non in Italia. E’ diffuso in terre lontane, come il Giappone.
Nel caso di Montelongo, invece, gli smorzatori sono stati disposti ‘sopra le teste’. Una ventata di modernità e di sicurezza in un luogo sacro edificato, secondo le fonti, nel 1657, in pieno periodo barocco, come ringraziamento degli abitanti salvati dalla peste.
A escogitare il sistema sono stati due tecnici termolesi, l’ingegnere Antonio Paolitto e il fratello Flavio, architetto. «L’incarico ci è stato commissionato da don Remo Colasurdo, parroco della chiesa che poi è venuto a mancare – spiega l’ingegnere Antonio Paolitto – subito dopo è stato riconfermato da don Fernardo Manna. Grazie all’intelligenza della Sovrintendenza è stato dato il benestare. Il nuovo sistema permette di alleggerire il carico di un eventuale sisma. Gli smorzatori consentono l’oscillazione della capriata senza sollecitare la struttura sottostante. Gli effetti sono ridotti al minimo». Il progetto ha come responsabile tecnico del procedimento l’ingegnere Enzo Palermo.
Gli smorzatori sono dei cilindri in gomma armata, fissati da due piastre di ancoraggio, agganciate alle travi e alla capriata. Ovviamente sono invisibili dalla navata, nel pieno rispetto storico e architettonico dell’opera. Per la chiesa di Montelongo sono stati realizzati su misura, perché in commercio non esistono. «Abbiamo contattato telefonicamente l’Alga System, ditta leader nel settore delle tecnologie. Ne sono stati commissionati 10», aggiunge Paolitto. I moderni strumenti hanno un costo complessivo di circa 13mila euro. Per il rifacimento dell’intera copertura sono stati impiegati 70mila euro. Mancano ancora altri interventi, per esempio nella parte esterna, ma l’assessore regionale Luigi Pardo Terzano si è impegnato a reperire i fondi.
Per evitare che il timpano ribalti il tetto sollecitato dalle scosse sismiche è stato impiegato anche un traliccio metallico. Oltre agli smorzatori, sono presenti anche 16 ammortizzatori, tra la struttura intera del tetto e il traliccio. A metà aprile si è svolto il collaudo, con un carico di 6 bancali da 600 chili l’uno. La prova è stata eseguita con l’intervento degli ingegneri Alberto Lemme e Nicola Selvaggio. Mille e duecento tegole su tutta la capriata per verificare la resistenza, con un ottimo risultato. «C’è stato un cedimento di appena due millimetri», dice ancora Paolitto.
La chiesa riaprirà le porte ai fedeli entro l’estate, sicuramente prima della festa in onore del santo.
(Pubblicato il
03/05/2006)
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