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Pro e contro
Elettricità molisana prodotta tutta da rinnovabili. Ma siamo ancora dipendenti dal metano
Il Molise si appresta ad approvare il nuovo piano energetico ambientale regionale e traccia linee guida e obiettivi da raggiungere. I punti di forza sono l’autosufficienza elettrica e il grande uso di fonti rinnovabili, ma per l’energia complessiva rimane una forte dipendenza da gas metano, risparmio insufficiente e pochi esperti che sappiano diffondere i nuovi modelli.


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Produzione totale di energia elettrica da energie rinnovabili e oltre un terzo del fabbisogno di energia dei molisani grazie a eolico, solare, idroelettrico, biomasse e via dicendo. Per il Molise, sono i punti di forza della propria produzione energetica. La quale però, è ancora molto dipendente da metano, così come l’Italia intera. Perché non c’è solo l’elettricità evidentemente e se si pensa al riscaldamento ecco che la nostra regione ha tanto da migliorare. Anche per questo è vicino all’approvazione il nuovo Piano energetico ambientale regionale che dovrà andare a sostituire quello del 2006.

Il presidente della Terza Commissione consiliare della Regione, Salvatore Ciocca, ha fatto il punto sull’«iter di approfondimento e valutazione» andato avanti per mesi con numerose audizioni. La Regione Molise ha effettuato uno “Studio delle Esigenze di Efficienza energetica e della capacità produttiva regionale” affidandolo all’ingegnere Livio De Santoli, professore ordinario di Fisica tecnica presso l’Università di Roma, La Sapienza, Energy manager e delegato per l’Edilizia e le Politiche energetiche.

Cosa ne è venuto fuori? Che il Molise ha dei notevoli “punti di forza” in tema di energia. Innanzitutto il fatto che il 100 per cento dei consumi finali elettrici del Molise sono soddisfatti con fonti rinnovabili. Sarà probabilmente merito dei tantissimi parchi eolici presenti sul territorio, così come i campi adibiti a produzione di energia grazie a pannelli fotovoltaici. Questo però vale solo per l’elettricità. Se si guarda all’energia nel suo complesso, la quota coperta dalle rinnovabili scende sensibilmente, tuttavia resta buona: il 34,7 per cento dei consumi finali complessivi. Inoltre il Molise genera il doppio dell’energia elettrica richiesta dalla rete molisana ed esporta energia elettrica.

Nello studio viene rimarcato anche che «le risorse energetiche primarie interne sono in gran parte rinnovabili, le risorse energetiche primarie utilizzate in Molise sono in larga parte interne e che tra le risorse primarie rinnovabili, le bioenergie coprono una quota del 54,3 per cento». Infine «l’efficienza di trasformazione del Molise è maggiore di quella registrata a livello nazionale (79,4 per cento contro il 78,1 per cento), mentre la ripartizione dei consumi finali ricalca la ripartizione nazionale, con differenze significative solo per l’industria (la quota molisana è maggiore di quella nazionale, 31,7 per cento contro il 23,8 per cento) e per i trasporti (la quota molisana è minore di quella nazionale, 24,5 per cento contro il 32 per cento)».

Tuttavia non mancano i lati negativi. L’Italia, in generale, è caratterizzata da «una forte dipendenza da gas metano, scarsa diffusione delle pratiche di risparmio energetico, scarsa regolamentazione del settore energetico, una rete elettrica incapace di gestire al meglio una produzione di energia diffusa e dalla carenza di figure professionali capaci di realizzare e diffondere buone pratiche di efficienza energetica e di promuovere, progettare e realizzare impianti alimentati da fonti rinnovabili di energia».

Il nuovo Pear molisano si propone di diventare un modello per migliorare la sicurezza energetica, abbassare i costi, aumentare i posti di lavoro del settore e più in generale equipararsi alla tendenza europea.
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Il Piano dovrà quindi avere tre caratteristiche fondamentali: «Lacentralità del cittadino, visto come produttore/consumatore che deve essere informato in modo trasparente delle modalità del nuovo modello energetico, fondato sulla generazione distribuita dell’energia e sulla coerente penetrazione di tutte le fonti di energia rinnovabile; il ruolo del territorio (tutela del paesaggio e rispetto dei vincoli territoriali, uso compatibile e valorizzazioni delle risorse regionali): il carattere fortemente territoriale della scelta energetica privilegia e valorizza l’identità locale e la sua tutela; la coerenza con interventi infrastrutturali strategici per lo sviluppo regionale (le reti, i processi di accumulo, la generazione locale dell’energia)».

Per Ciocca «la strategia adottata è basata sul miglioramento della generazione e della trasformazione dell’energia, nonché sua una più razionale gestione e su un uso più efficiente della stessa» e per questo il Pear dà «particolare attenzione e sensibilità ai temi della sostenibilità e della competitività, dell’energia e dell’ambienteall’interno degli strumenti di programmazione politica e finanziaria coerenti con le strategie comunitarie e nazionali in materia di ambiente e sviluppo sostenibile».

Dopo il sì della Terza commissione, il tema verrà ridiscusso anche in consiglio regionale. Solo allora si potrà avere il nuovo Piano energetico e ambientale del Molise.

(Pubblicato il 03/06/2017)

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