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Il riscatto del quartiere popolare: l’artista Blu regala ‘La Cuccagna’ a Campobasso
Dopo 25 giorni di lavoro su fune, il famoso writer ha terminato la sua opera che fa bella mostra di sé sulla facciata di un palazzo di via Liguria, all’imbocco della tangenziale est del capoluogo. “Ha fatto tutto gratuitamente – spiega l’associazione ‘Malatesta’ – nell’ambito del festival Draw the line”. Si tratta di una metafora degli effetti del capitalismo: la giostra gira in superficie, ma nei piani inferiori gli scarti ai lavoratori sfruttati. È il terzo murales di Blu dopo ‘Il soldato’ del Terminal e ‘La Roccia’ di via Marche, dedicato all’amico Stefano Roccia.


Galleria fotografica
Campobasso. La street art ha ormai preso casa a Campobasso. Occhio, però: protagonista non è il ‘solito’ centro cittadino o la parte più antica, ma i quartieri del popolo. In uno di questi rientra sicuramente quello di San Giovanni dei Gelsi, sempre più bello e colorato dai writer che ogni anno abbelliscono il volto dei palazzoni grigi nell’ambito del festival ‘Draw the line’. Ha appena terminato la sua ultima opera l’artista di fama internazionale, conosciuto con lo pseudonimo Blu. Il titolo, finora mai svelato, è ‘La cuccagna’. Impossibile non farci caso andando a prendere la tangenziale est: sulla facciata di un palazzo di via Liguria si staglia piacevolmente un vero e proprio dipinto. Ma cosa ritrae? Così, di sfuggita, viene da dire una giostra. Ed è giusto.
Ma osservandola da vicino, c’è di più, molto di più. Una sorta di visione del mondo capitalistico, mirato troppo spesso allo sfruttamento che c’è dietro al benessere. Una giostra del lusso, con tutte le conseguenze per chi lavora nei ‘piani inferiori’ ed è costretto a far andare avanti il meccanismo accontentandosi degli scarti. Ecco, questa potrebbe essere una lettura abbastanza fedele a quanto ha voluto rappresentare Blu, ma come ogni opera si presta alle più svariate interpretazioni. Qualcuno ci ha voluto vedere, per esempio, paradiso, purgatorio e inferno…

Di Blu non si sa quasi niente, neppure il nome. «Lui è uno che ama respirare l’aria della strada, che si autofinanzia, e sta dando un bel contributo al capoluogo molisano da qualche anno a questa parte – spiega Stefano Vavolo, dell’associazione ‘Malatesta associati’ –. E tengo a sottolineare che ha fatto tutto gratuitamente». L’artista è entrato in contatto con Campobasso nel 2011, quando realizzò il ‘Soldato’ al Terminal. Poi, nel 2014, il tributo all’amico Stefano Roccia, con appunto la raffigurazione di una roccia che vola in cielo su un palazzo di via Marche. In realtà, il primo risale al 2005, sulla tettoia dell’ex Romagnoli che ora non c’è più. Sul suo blog però ha voluto fare dei ringraziamenti: «Grazie di cuore agli amici della ‘Malatesta’, a ‘Dimensione verticale’ per il prezioso aiuto, agli abitanti delle case popolari per la gentile ospitalità».

Ma come ha lavorato Blu in questo mese? Ha fatto tutto su fune, senza alcuna impalcatura ma con un’imbracatura speciale che gli ha permesso di realizzare la sua opera in piena libertà anche se con uno sforzo fisico non indifferente.
E soprattutto ha utilizzato materiali naturali: superlavabili per esterno con il solo ausilio di rulli e pennelli.

Il messaggio finale, importante, è affidato all’associazione ‘Malatesta’: «In questa città abbiamo dimostrato di poter fare delle cose belle e interessanti. Bisogna rimboccarsi le maniche, però, non ci si può sempre lamentare. Noi nel nostro piccolo stiamo dando dei segnali da qualche anno. Siamo autonomi con il festival ‘Draw the line’, abbiamo avuto solo l’autorizzazione dallo Iacp. Dal 2011 a Campobasso sono passati 110 artisti di fama mondiale, un patrimonio notevole di arte di strada, anche se le istituzioni fanno finta di non riconoscere tutto questo. Grazie al nostro festival sono stati realizzati dieci lavori, di cui quattro in via Marche, due in via Liguria, due all’Itas Pertini, uno al Mercato coperto e uno a Ferrazzano. Sono stati coperti più di dieci chilometri lineari. Ma il cammina continua: il prossimo obiettivo è creare un percorso con tutte le edicole del centro di Campobasso».

Le immagini nella galleria fotografica

(Pubblicato il 30/05/2017)

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