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No Tunnel, la maggioranza canta vittoria: "Gigantesco flop, corteo bocciato dai termolesi"
In una lunga nota post-manifestazione, la maggioranza che sostiene Angelo Sbrocca si toglie parecchi sassolini dalle scarpe: «E’ stato un fallimento, c’erano poche decine di persone nonostante ne fossero previste migliaia». Secondo i consiglieri di maggioranza «i termolesi hanno scelto di non aderire». Rimarcata «la presenza dei partiti M5S, Art.1 e Prc, nonostante i comitati affermino di essere apartitici. Non hanno mai voluto il confronto ma coi No non si avrà un futuro migliore».


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Termoli. «La manifestazione contro il tunnel è stata un flop». Non usa mezzi termini l’Amministrazione Sbrocca che in una nota firmata dai consiglieri di maggioranza critica fortemente l’atteggiamento dei comitati promotori della manifestazione accusandoli fra le altre cose di «nascondersi dietro l’apartitismo, quando invece al corteo sventolavano le bandiere degli oppositori della nostra maggioranza».

Il giorno dopo la manifestazione che ha portato nelle strade di Termoli poche centinaia di persone, Sbrocca e i suoi si tolgono qualche sassolino dalle scarpe. «Il Comitato Referendario e il Coordinamento cittadino No Tunnel ieri hanno organizzato una manifestazione contro il progetto di riqualificazione del centro cittadino promosso dall’Amministrazione Comunale ed hanno fatto ciò con un dispendio di energie e con una dovizia di particolari davvero unici e che, nelle previsioni, avrebbe dovuto portare ad un enorme successo di adesioni (addirittura si prevedeva la presenza di migliaia di persone – si diceva più di tremila). Ed infatti è stata fatta una comunicazione dell’evento capillare ed incisiva attraverso conferenze stampa, auto che giravano per la città, fogli esplicativi consegnati in tutte le cassette delle lettere dei Termolesi, banchetti informativi che hanno presenziato e invitato alla manifestazione costantemente i cittadini. Elementi comunicativi questi, che lasciavano presagire la partecipazione di un fiume di gente. E bisogna aggiungere che vi erano tutte le condizioni meteoclimatiche favorevoli (sole e tempo non eccessivamente caldo) che facevano pronosticare un grandissimo successo della manifestazione. Ed invece no».

Sbrocca e i suoi non risparmiano sulle parole. «Per dirla con i giornalisti il fiume si è trasformato in un “ruscelletto”, il clima è divenuto improvvisamente “freddo” e l’elefante ha partorito il topolino. Poche decine di persone, incontrovertibilmente immortalate dalle foto e dalle riprese televisive giornalistiche che per utilizzare un detto della nostra tradizione “se la sono cantata e se la sono suonata”. Crediamo che occorra essere intellettualmente onesti e riconoscere – al di là dell’autoreferenziale stima di successo - che la manifestazione dei Comitati di sabato sia stato un flop, o per meglio dire, un fallimento. Qualora i Comitati sostenessero il contrario se ne deve dedurre che anche questo “movimentismo cittadino” ha assunto l’italiota abitudine che vede affermare, dopo una sconfitta, “tutti vincitori”. Il dato di fatto oggettivo ed inconfutabile è che i termolesi non hanno inteso aderire alla manifestazione».

Ma la maggioranza ha altro da aggiungere su una vicenda che evidentemente si sta trascinando da molto tempo. «I Comitati hanno sbandierato sin dalla costituzione – in verità senza che nessuno ci credesse - la loro caratterizzazione apartitica ed apolitica e la conseguente partecipazione ed organizzazione nell’ottica di un attivismo civico. Orbene la dichiarazione di intenti è stata clamorosamente smentita dalla realtà che quasi sempre è molto più veritiera delle parole. Era sotto gli occhi di tutti, infatti, che fra nel gruppo di partecipanti sventolavano numerose le bandiere di Rifondazione Comunista, di Art. 1 e del Movimento5stelle. In altri termini gli oppositori dell’attuale Amministrazione comunale. I Comitati sono dunque partiticamente orientati con l’estrema sinistra e ciò non deve essere nascosto ai termolesi. Nulla di male ma bisogna dirlo e mai nascondersi dietro l’apartitismo. È proprio vero che la coerenza non è la virtù di questo mondo».

Secondo i consiglieri di maggioranza «non lo è ancor più se si pensa che proprio Rifondazione Comunista aveva sposato, con l’Amministrazione Greco, un piano di riqualificazione con parcheggio ipogeo sotto piazza Sant’Antonio e la realizzazione del passante dal porto verso il lungomare nord, mentre il Movimento 5 Stelle aveva elevato a cardine della propria campagna elettorale la riqualificazione del centro cittadino - definito quale centro commerciale naturale – con la costruzione di un parcheggio sotterraneo (sempre sotto piazza Sant’Antonio). Entrambi prevedevano un partenariato pubblico-privato che sta a significare come i soldi ce li doveva mettere il privato. Memoria corta o strumentalità? I termolesi sapranno dare una risposta».

Quello che sembra proprio non andare giù al gruppo che amministra Termoli da tre anni è la richiesta reiterata di dimissioni per Angelo Sbrocca. «La strumentalità però diventa ancora più evidente allorquando si chiedono le dimissioni del Sindaco. Perché le dimissioni di un Sindaco legittimamente eletto, come il resto del Consiglio Comunale, dai cittadini termolesi e che rappresenta quindi la nostra città? Si vuole ricordare che il Sindaco e questa Amministrazioni sono stati eletti dopo una regolare elezione superando le primarie di coalizione, le votazioni ed un ballottaggio e sono quindi oggettivamente legittimati a rappresentare gli elettori nella programmazione della nostra amata Termoli. Al contrario ci si chiede chi rappresenta i Comitati se non gli aderenti allo stesso? Peraltro molti dei quali si sono già presentati alle ultime elezioni cittadine proprio contro l’attuale primo cittadino ed hanno perso.
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Termoli ha scelto diversamente. E non è che buttarla in caciara possa cambiare questa inoppugnabile scelta. A fine mandato saranno i cittadini a scegliere. Questa è la democrazia».

Un altro dei temi di forte distanza fra comitati e maggioranza è il confronto sul Dibattito pubblico. «Il movimentismo civico dovrebbe essere propositivo e non distruttivo e soprattutto valutare le possibili forme di confronto con l’Amministrazione e con il suo rappresentante apicale che è il Sindaco. Il confronto, e non l’urlata protesta, legittimano la possibile comprensione dell’attività che si vuole porre in essere. I Comitati non hanno partecipato al “Dibattito Pubblico” (che il Comune di Termoli ha effettuato fra i primi in Italia e che ora è uno strumento inserito nel Codice degli Appalti) dove si è discusso su ogni aspetto del Progetto di Riqualificazione del centro cittadino (progetto – piano finanziario – cantierabilità). Il Sindaco ha più volte invitato i portavoce dei Comitati a confrontarsi anche pubblicamente sul Piano di riqualificazione ma anche tale invito non è stato accolto».

La conclusione a cui la maggioranza arriva e che rimarca in questa lunga nota post-manifestazione è che «è lecito pensare che i Comitati non vogliano confrontarsi ma vogliano imporre la propria posizione “politica” senza alcuna proposizione civile e senza alcun confronto. Il Sindaco e l’Amministrazione, nonostante gli sforzi dei Comitati che vogliono bloccare la città e paralizzare ogni iniziativa e cambiamento, continueranno a lavorare per il bene di Termoli, restituendo valore ai cittadini attraverso il bene pubblico di luoghi prima abbandonati come Pozzo Dolce, Piazza Sant’Antonio, il Parco Comunale, il terzo corso fino a via Rio Vivo, il lungomare nord, via Corsica e le altre strade di Termoli, il verde della città (circa 4000 piante e alberi), gli impianti sportivi, gli accessi al mare, il traffico caotico e tanto altro ancora.
La nostra Amministrazione, con una coesione e solidità che da anni non si rinveniva nella nostra città, ha inteso ed intende programmare il futuro della nostra città per consentire a tutti coloro che la vivono una migliore qualità della vita, ai tanti giovani e meno giovani disoccupati una maggiore possibilità di trovare lavoro, ai turisti migliori attrattive, alle imprese la possibilità di lavorare di più e meglio, cose queste che potranno realizzarsi solo con gli investimenti ed il cambiamento. Siamo solo da tre anni in Amministrazione e stiamo già facendo molto e molto altro faremo. Guardiamo oltre e guardiamo ad un futuro migliore per i nostri figli che non potrà realizzarsi dicendo sempre No».

(Pubblicato il 28/05/2017)

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