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Venti di guerra sulla manovrina
Il Piano sanitario è legge e non si cambia più. Accuse bipartisan a governo e Frattura
Dal Movimento 5 Stelle al centrodestra fino ai fuoriusciti del Pd: è ampio lo schieramento che si è mobilitato per impedire che in Commissione bilancio alla Camera dei Deputati venga approvato l’emendamento all’articolo 34 che trasforma il Programma operativo sanitario della Regione Molise in legge dello Stato. Bordate contro il governatore-commissario Paolo di Laura Frattura: "E’ uno yesman". Movimento 5 Stelle e Mdp annunciano emendamenti per bloccare un disegno "assurdo".


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Campobasso. Il primo annuncio ufficiale esattamente una settimana fa, venerdì 19 maggio. «Il programma operativo diventerà, mi auguro quanto prima, legge dello Stato così da superare tutte le oggettive difficoltà legate anche ai singoli ricorsi amministrativi». Parole pronunciate dal governatore-commissario ad acta Paolo di Laura Frattura al congresso medico organizzato dall’Arca Molise, l’associazione dei cardiologi.

Una dichiarazione che ha avuto l’effetto di un’onda d’urto ‘ritardata’. Reazioni veementi si registrano solo oggi, con l’inizio del dibattito sulla cosiddetta ‘manovrina’ nella commissione Bilancio alla Camera dei Deputati. All’esame dell’Aula un provvedimento definito «di carattere emergenziale, per tentare di agevolare la risoluzione della grave situazione economico-finanziaria e sanitaria della Regione Molise». Dieci anni di commissariamento non sono bastati, dunque, per rientrare dal disavanzo milionario né le anticipazioni, i 40 milioni stanziati con la legge di Stabilità 2015 né i 73 milioni di euro del contributo di solidarietà tra le Regioni. Per gli operatori sanitari e i cittadini, nel frattempo, sono stati anni di sacrifici: il blocco delle assunzioni in sanità e l’aumento al massimo di Irap e Irpef sono stati alcuni dei provvedimenti più punitivi.
Per uscire dall’impasse il Governo forza la mano. Qualora diventasse legge dello Stato, il Programma operativo straordinario 2015-2018 sarà applicato concretamente, con tutte le misure di risanamento previste, fra cui la riorganizzazione degli ospedali.

Mentre la discussione si svolge a Roma, in Molise si è messo in movimento un vasto fronte che si oppone al blitz: dai 5 Stelle al centrodestra passando per gli ex Pd. Denunciano conseguenze estreme e della perdita dell’autonomia del Molise in materia sanitaria. Insomma, se il Programma operativo diventa legge dello Stato non consentirà solo di evitare i ricorsi al Tar Molise. Chi ha parlamentari di riferimento ha già fatto presentare appositi emendamenti: è il caso dei 5 stelle e del deputato molisano di Mdp Danilo Leva. Quest’ultimo è primo firmatario di quattro proposte di modifiche al testo: «Tutto questo è assurdo», sbotta il politico di Fornelli. «È in atto un colpo di mano con cui si esautora il diritto dei cittadini molisani a partecipare alle scelte in materia di programmazione sanitaria». Oltre a escludere dalle prossime decisioni l’assemblea di palazzo D’Aimmo, «saranno vanificate le battaglie dei comitati nati sui territori in questi anni». E poi, insiste, è un modo «per avallare la privatizzazione strisciante del sistema sanitario pubblico regionale».
Anche i pentastellati molisani si rivolgono fiduciosi ai loro referenti romani. «Si rischia un vero cortocircuito normativo – la critica Antonio Federico e Patrizia Manzo - e neanche sono accettabili certe scorciatoie che servono anche ad allontanare il problema politico da Campobasso a Roma».
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Michele Iorio, ex governatore ed ex commissario commissariato (dall’allora governo Monti), denuncia il primo effetto di questa operazione: «Sarà l’impedimento per il Consiglio regionale ad apportare qualunque modifica futura al Piano approvato da Frattura che annienta la sanità locale». Partono bordate contro Frattura, considerato l’unico responsabile. L’ex vertice della giunta lo definisce «uno yes man governativo che plaude ad un simile scempio i cui effetti devastanti li vivranno i cittadini molisani sulla propria pelle in futuro». Lui si fece ‘commissariare’ pur di non accettare le disposizioni ministeriali.
Per Iorio, quindi, siamo di fronte a «un’emergenza legislativa, costituzionale e sociale» e chiama a raccolta movimenti e partiti per una lotta che «non deve avere colore politico: occorre adesso più che mai fare fronte comune a Roma per tutelare il Molise e i suoi abitanti».
Anche il movimento Idea – Popolo e Libertà sale sull’Aventino. Dopo aver chiesto l’intervento del senatore Gaetano Quagliariello, il coordinatore regionale Maurizio Tiberio spara a zero: «È in atto l’ennesimo colpo di mano da parte del governatore per calpestare una volta di più i cittadini molisani , ma questa volta potrebbe calpestare il diritto alla vita ed alla salute di uomini donne e bambini che vivono nella nostra terra».
Il Molise, dunque, segue col fiato sospeso la partita in commissione Bilancio. Chissà se in zona Cesarini si riuscirà ad evitare quella che per molti sarà una sconfitta della nostra regione.

(Pubblicato il 26/05/2017)

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