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Una festa unica al mondo: 123 carri per San Pardo. La grande famiglia tra uomo e animali
Entra nel vivo la festa più attesa dell’anno a Larino. Sono ben 123 i carri allestiti in onore di San Pardo, patrono della cittadina frentana e dell’intera Diocesi. Dai bambini agli anziani, tutta la comunità e coinvolta in quello che si è confermato come un «fatto totale» che non solo si tramanda tra le generazioni ma le unisce richiamando valori forti e un rapporto speciale tra l’uomo e l’animale in una processione unica al mondo. Ieri la suggestiva fiaccolata con il rientro in notturna di San Primiano, questa mattina la messa solenne in Cattedrale con i carri trainati dagli animali tra le vie del centro storico, domani giornata conclusiva. Migliaia di fiori di cartapesta adornano le strutture curate in ogni dettaglio in un clima molto suggestivo e di piena partecipazione che ha richiamato anche tantissimi visitatori.


Idea Arredo
Larino. Un’atmosfera unica accompagna questi giorni di maggio le famiglie di Larino. Suoni, rumori, odori, luci e colori inconfondibili per una festa che si rinnova ma non è mai la stessa. «San Pardo è San Pardo» si dice tra le vie del centro frentano e l’emozione avvolge anche chi osserva o per la prima volta assiste a una processione suggestiva «che non è una sfilata» ma una processione dedicata al patrono della città e dell’intera Diocesi di Termoli-Larino. Un «fatto totale» che coinvolge l’intera comunità, ogni generazione. Uomini e animali, uniti da un rapporto indissolubile.

Dai bambini entusiasti di guidare un carro, ai nonni che con l’esperienza di sempre li accompagnano e più che passare il testimone lo vogliono tenere insieme, come stringere forte il timone del carro stesso per prendere la stessa direzione. Sono momenti magici, bellissimi che durano tre giorni nella solennità della festa ma tutto l’anno nei pensieri e nei preparativi perché a tutto si rinuncia tranne che a San Pardo e al proprio carro trainato dagli animali: mucche, pecore, bovini, buoi da piccole dimensioni a capi giganti.

Negli ultimi anni il numero dei carri adornati da migliaia di fiori di carta crespa che sembrano veri è cresciuto (quest’anno 123) e coinvolge non solo le famiglie storiche, chi ha il privilegio e la responsabilità di accompagnare i primi carri, come il numero uno della famiglia Puchetti o il due dei De Notaris. Ma anche chi, solo da qualche anno ha condiviso questo percorso che si perde nel tempo ed entusiasta, da gruppi di amici a persone che negli anni si sono stabilite a Larino, ai bambini entusiasti di trainare il carro numero centoventitré, l’ultimo nella processione di oggi e il primo a salire in quella di ieri verso la cappella di San Primiano al cimitero. «E’ molto bello camminare tutti insieme e condividere questi momenti in un mondo che spesso corre troppo veloce senza vivere nella pienezza ogni esperienza» questo il senso del messaggio del parroco, don Antonio Di Lalla.

Sono tre giorni intensi e vissuti con senso di appartenenza a una comunità, a un territorio, all’identità collettiva. Il 25 maggio, con la processione che dalla Cattedrale raggiunge la chiesa dedicata al santo martire con un momento di raccoglimento e poi il ritorno verso il centro storico sotto il cielo stellato, le luci dei carri e le fiaccole ardenti. Il 26, solennità di San Pardo, con la messa celebrata dal vescovo De Luca insieme ai sacerdoti e la processione tra le vie della parte antica di Larino.
Carrozzeria Meale
Il 27, quando si «riporta» San Primiano e ogni carro raggiunge le campagne o le proprie case per una festa e una scampagnata che rappresentano il riposo dopo tre giorni di impegno e partecipazione.

Un «andare» e un «tornare», tipico delle Carresi, che si rinnova con una forte carica emotiva, con «il cuore che batte più forte» nei giorni della festa e un clima davvero particolare scandito dallo scampanare dei campanoni, dalla laudata di San Pardo e da tanti altri piccoli e grandi gesti che animano tutta Larino. E, soprattutto, non sono appannaggio di pochi ma di tutti coloro che vogliono essere parte di una tradizione che merita di essere valorizzata sempre di più fuori dai confini regionali e nazionali.

L’emozione di una coppia arrivata dal Canada, le radici larinesi mai dimenticate ma la prima volta qui per la festa più attesa dell’anno. «Siamo davvero entusiasti, vivere da vicino questo momento è un qualcosa di indescrivibile, è bellissimo e siamo felici di essere a Larino per condividere delle giornate che porteremo per sempre nella nostra mente e nel nostro cuore». Migliaia gli scatti che imprimono nei ricordi una festa di popolo che consolida e trasmette un rapporto autentico e di amore tra l’uomo e l’animale. Oggi più di ieri. E ancora domani. (FO)

Le immagini nella galleria fotografica

(Pubblicato il 26/05/2017)

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