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Progetti e ricorsi
Tutti aspettano il Lidl in periferia, ma un altro discount ’sbarca’ nell’ex deposito di via Gazzani
Dopo anni e anni di abbandono la famiglia Di Biase, proprietaria dell’immobile al centro della città, vorrebbe ristrutturarlo e adattarlo a supermercato dotato di parcheggi sotterranei. Al posto dell’ex deposito Enel dovrebbe aprire un discount. In pochi a palazzo San Giorgio conoscono i dettagli di un progetto diventato pure oggetto di due ricorsi al Tar Molise: sull’ex rimessa industriale costruita negli anni Cinquanta c’è il vincolo architettonico della Sovrintendenza trascinata davanti ai giudici assieme al Comune di Campobasso.


Campobasso. Quante vite avrebbe dovuto avere l’ex deposito Enel di via Gazzani? Non proprio sette come i gatti, ma poco ci manca. Non si contano più i progetti presentati per la rimessa industriale alle spalle del vecchio Romagnoli: tante idee, soldi zero. Costruita negli anni Cinquanta e lasciata per quasi vent’anni in uno stato di incuria e abbandono, il fabbricato ora potrebbe entrare nell’era 2.0. In Comune è stato presentato un progetto di ristrutturazione per adattarlo ad ospitare un supermercato. Un altro? Sì, l’ennesimo della città degli empori e dei grandi magazzini.

L’edificio già in passato aveva una vocazione commerciale, ospitava uffici e parcheggi interni, una sorta di mini centro direzionale sul modello di Napoli. Sarebbe dovuto diventare successivamente la sede centrale della Banca Popolare del Molise che l’aveva acquistato. L’affaire saltò.


Poco tempo dopo l’immobile ha cambiato di nuovo ‘padrone’: è stato ceduto dall’istituto di credito molisano ai Di Biase, storica famiglia di costruttori campobassani e attuali proprietari. Con loro alcune ex amministrazioni comunali hanno avviato una serie di trattative per la cessione dell’immobile: Augusto Massa, sindaco del capoluogo tra la fine degli anni Novanta e gli inizi del Duemila, voleva farne una pinacoteca. Un progetto che non è riuscito a portare a termine il suo successore Peppe Di Fabio, appartenente alla stessa coalizione politica, e che finisce in un cassetto con l’amministrazione di centrodestra di Gino Di Bartolomeo.

Nonostante si trovi in pieno centro, il capannone industriale è diventato con gli anni rifugio per piccioni e topi, l’angolo più frequentato dai tossicodipendenti. Quando spunta il Masterplan, il piano per la nuova sede della Regione Molise, l’ex capannone è tornato in auge. Manco a dirlo, pure questa volta non se n’è fatto nulla. Almeno per ora.


Lo scorso ottobre lo stabile ha riaperto per qualche giorno tra la sorpresa generale: in via Gazzani sono comparsi mezzi e operai al lavoro per le indagini ambientali commissionate dalla Esso Italia. Vengono avviate operazioni di scavo nel punto in cui sorgeva un distributore di benzina dismesso qualche anno fa. Alle forze dell’ordine è stata segnalata dal consigliere dei 5 Stelle Roberto Gravina la presenza di alcuni grossi sacchi dal ‘marchio’ inconfondibile: il simbolo della R nera su sfondo giallo utilizzato per il trasporto di rifiuti pericolosi.

A distanza di otto mesi il motivo è chiaro. La famiglia Di Biase vorrebbe ristrutturare l’edificio, affittarlo – pare – ad una grossa catena di discount. Un progetto presentato agli uffici comunali preposti, ma di cui in pochi conoscono i dettagli.
La notizia è trapelata ieri pomeriggio, 23 maggio, durante la commissione Bilancio, quando sono ‘spuntati’ i 40mila euro che la ditta deve pagare al Municipio per l’occupazione del suolo pubblico per realizzare alcune piccole opere (le grate, ad esempio) necessarie per realizzare dei parcheggi sotterranei al servizio della clientela in una zona così densamente popolata come via Gazzani.
Centinaia di metri quadri nel cuore della città: un grosso affare, insomma.
Ma come spesso avviene a Campobasso, al ‘nuovo cemento’ si intrecciano i ricorsi al Tribunale amministrativo: è successo per l’ex Ariston e per il Lidl, ad esempio.


Anche sul deposito di via Gazzani pendono due distinti ricorsi davanti al Tar Molise presentati dalla ditta Di Biase costruzioni: uno contro la Sovrintendenza dei beni archeologici e il Comune di Campobasso, l’altro solo contro la Sovrintendenza. Considerandolo un bene di interesse storico, l’ente ministeriale ha posto il vincolo architettonico sul piano di abbattimento e ricostruzione dell’immobile presentato dai costruttori campobassani. Per la sovrintendenza il progetto di demolizione e ricostruzione dei Di Biase darebbe vita a un ‘falso architettonico’.

In attesa del pronunciamento dei giudici amministrativi, a Campobasso potrebbe ‘sbarcare’ l’ennesimo ipermercato. Una sorpresa per tutti coloro che aspettano il Lidl a colle delle Api, forse un altro motivo di polemica in Comune: fra poco i supermercati ‘supereranno’ la popolazione residente.

SP

(Pubblicato il 25/05/2017)

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