PRIMONUMERO - CITTA' IN RETE
Spazio Relax
 
Cronache
Bullismo e autolesionismo, la scuola aiuta i ragazzi con psicologo e assistente sociale
L’Industriale ’Marconi’ di Campobasso è il primo istituto ad aver attivato uno sportello ascolto dedicato ai giovani e alle loro famiglie grazie alla collaborazione con l’associazione Liberaluna onlus. A disposizione psicologhe e assistenti sociali. «I ragazzi hanno bisogno di essere ascoltati oltre che guidati, si sono persi punti di riferimento importanti», spiega la professoressa Bozzuto. «E quando non si presta loro attenzione, diventano aggressivi».


Carrozzeria Meale
Il male di vivere espresso all’ennesima potenza. Amplificato dai social e (in alcuni casi) da una famiglia che non presta ascolto a ragazzi fragili. Genitori separati o distratti dagli impegni di lavoro. E così la scuola, il luogo in cui i ragazzi passano gran parte della loro giornata, diventa una sorta di valvola di sfogo.
Bullismo, comportamenti aggressivi, atti di autolesionismo. Episodi che non sono sfuggiti agli insegnati del ‘Marconi’. Da due anni la scuola offre uno ‘sportello ascolto’ grazie all’iniziativa della professoressa Marialibera Bozzuto che accoglie i giovani e le loro famiglie. E’ il primo istituto di Campobasso ad andare incontro a questa esigenza di dialogo.

«Si sono persi punti di riferimento importanti», afferma l’insegnante. Tutto è cambiato con i social: «Se da una parte la tecnologia ci offre tante opportunità positive, dall’altra diventa inquietante quando si vengono a conoscere casi mediatici drammatici. I ragazzi hanno bisogno di essere ascoltati prima che guidati, hanno bisogno di poter parlare con qualcuno che possa essere un punto di riferimento per loro». Spesso si sottovalutano quelle che per i ragazzi sono problematiche serie, e questo scatena anche reazioni inaspettate ed esagerate: «Spesso i ragazzi impongono la propria presenza con modalità che possono risultare irritanti, con sistemi che possono andare oltre l’educazione e il rispetto. Ma se si va al di là del comportamento, si riscontra a volte un disagio. Basta che un genitore presti loro scarsa attenzione che loro reagiscano con comportamenti magari esagerati e sproporzionati in termini di reazioni».

Atti di bullismo, i comportamenti provocatori in classe, aggressioni verso il ragazzino più debole. «Se da un lato fanno scattare immediatamente la condanna e la difesa della vittima – sottolinea la professoressa - allo stesso tempo però fanno emergere un disagio da parte di chi li compie. E in certi casi si parla anche di autolesionismo. E questo ci fa pensare molto».


La scuola, dunque, va in soccorso della famiglia. Non come uno slogan, né tanto meno uno spot. Ma è quel che accade sempre più frequentemente nella società globalizzata, multimediale, problematica di oggi. Di disagio giovanile, del resto, si parla da anni. L’Industriale, con la sua dirigente Adelaide Villa, ha voluto intensificare il lavoro dello ‘sportello ascolto’ grazie alle collaborazione con l’associazione Liberaluna onlus. E’ nato il progetto ‘Oltre le barriere del disagio’ sostenuto anche dall’assessorato alle Pari opportunità del Comune di Campobasso guidato da Emma de Capoa.

«Accoglieremo i ragazzi all’interno della scuola con una psicologa e un’assistente sociale. Incontreremo quelli che vogliono essere ascoltati, che stanno vivendo un disagio e hanno necessità di parlarne – spiega la presidente di ‘Liberaluna’, Mariagrazia Laselva –. C’è un’insegnante che ha recepito diverse richieste d’aiuto dai ragazzi».

Ma come si manifestano i disagi dei ragazzi? «Spesso i primi segnali vengono dalle difficoltà scolastiche, dietro cui spesso si nascondono problemi di altra natura.
Ecco, il nostro obiettivo è quello di andare oltre i ragazzi, lavorando non solo con loro ma anche con i loro genitori. Il confronto è fondamentale per capire».

Tra le conseguenze del disagio giovanile spesso c’è l’abbandono scolastico. «Il ragazzo che ha dei problemi quando deve dimostrare qualcosa attraverso la scuola va in difficoltà, perché alle spalle probabilmente ha altre carenze che noi siamo qui ad ascoltare – continua la dottoressa Laselva –. Purtroppo l’autodistruzione viene spesso vista come la soluzione ai problemi. Piattaforme, giochi interattivi, i blog che vengono visti come la possibilità di uscire dai problemi. Noi vogliamo dire di parlare con le persone, non solo attraverso computer e telefonino. E lo dobbiamo dire tutti: osservare, accogliere e parlare con i ragazzi».

Anche le amicizie sono fondamentali: «Gli amici che circondano questi ragazzi in difficoltà hanno paura di tradirli, li aiutano a ‘tenere tutto segreto’. Addirittura si è verificato che, negli episodi estremi di suicidi, gli stessi compagni riprendono quell’atto col telefonino. Ecco perché devono essere soprattutto gli adulti ad osservare i figli, senza caricare troppo i ragazzi di responsabilità».

Oltre allo sportello, al Marconi sarà aperto un blog ‘L’omino dei segni’. Agli incontri con i genitori e i ragazzi ci saranno le psicologhe Emanuela Galasso e Lucia Gamberino, oltre ad alcune assistenti sociali. A loro il compito di aprire il cuore di tenebra di tanti ragazzi con il dialogo, la cura più proficua per evitare che si chiudano in se stessi.

(Pubblicato il 22/05/2017)

SITI SPONSORIZZATI

PRESTITALIA - PRESTITI PERSONALI A DIPENDENTI E PENSIONATI
Via Corsica, 152 - Termoli - Tel: 0875.711701 Fax: 0875.711726

CHIEDI UN PREVENTIVO PER L’ARREDO DEL TUO GIARDINO A NAPOLI CON GUIDAGIARDINI.IT
Guidagiardini è il portale per la realizzazione e l’arredo del giardino numero 1 in Italia

STUDIO DENTISTICO DOTT. CASOLINO
Corso Vittorio Emanuele III, 45/B - Termoli - Tel: 0875.704521

CURA DELL’IPOCONDRIA? CHIEDI AIUTO A UNO PSICOLOGO SU GUIDAPSICOLOGI.IT
Trova sostegno nella prima guida in Italia che riunisce gli specialisti della psicologia

back


 
Planner Sposi
 
note legali  -  pubblicità  -  e-mail: info@primonumero.it  -  P. IVA: 01438950709 - telefono: 0875.714146 - fax: 0875.453113
© Copyright 2000-2017 - Tutti i diritti sono riservati - Primonumero - Città in Rete
visitatori dal 7 aprile 2006