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La Padania in Molise
Tensione alle stelle a Oratino: insulti e accuse nell’assemblea sull’accoglienza dei migranti
Toni accesi nell’affollato incontro pubblico organizzato per fare chiarezza sulla presenza degli stranieri in paese dopo la petizione firmata da 160 cittadini per bloccare nuovi arrivi. Contro il Comune le accuse di conflitti d’interesse e di voler guadagnare con l’accoglienza, ma il sindaco Luca Fatica ribadisce: «Per l’ente non ci sono oneri economici. Ospitiamo i migranti dal 2014 e abbiamo avuto solo benefici. Non sono aumentati i furti né ci sono stati episodi di violenza». Gran parte dei residenti, intanto, si schiera con l’amministrazione: «Questi ragazzi ci hanno pure aiutato a liberare dalla neve il centro storico e non è mai successo nulla».


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Oratino.Razzismo=fascismo’. Chissà se questa scritta è apparsa su uno dei muri all’ingresso di Oratino prima o dopo che venisse accesa la miccia sull’accoglienza dei migranti. Nei giorni scorsi 160 persone hanno firmato la petizione proposta dal consigliere di opposizione Tizzano per fermare nuovi arrivi. Da settimane il paese è in agitazione, spaccato tra chi negli stranieri vede un nemico e chi la pensa al contrario: «Quei sedici ragazzi stranieri arrivati fra noi sono tranquilli».

All’interno della comunità lo strappo è profondo e il problema molto sentito. Lo scontro si è consumato nei giorni scorsi sui social con le accuse più disparate contro i firmatari della petizione: fascisti, razzisti, xenofobi, Ku Klux Klan. Se il clima non fosse stato così acceso, non sarebbe stato così gremito l’auditorium che ha ospitato l’assemblea pubblica organizzata dal sindaco Luca Fatica.


L’incontro si svolge domenica pomeriggio, 21 maggio, in sala i posti a sedere sono poch e soo tutti occupatii. Molti restano in piedi. Anziani, giovani, madri e padri sono tutti lì, invece del classico giro nei centri commerciali, dell’aperitivo con gli amici o delle partite di calcio in tv. Un incontro che si trasforma in un confronto infuocato, una sorta di ring sucui chi sale urla, insulta, minaccia denunce, ‘colpisce’ forte. Come se invece di essere in un paese del Molise di 1700 anime fossimo nella profonda Padania, laddove la Lega è riuscita a sfondare puntando sulla paura per gli stranieri di una parte dei cittadini. Ma se al Nord di migranti ce ne sono centinaia di migliaia, a Oratino parliamo di una cinquantina al massimo: 16 ragazzi accolti con il Sistema di protezione per richiedenti asilo.Gli altri sono immigrati (indiani e pakistani, ad esempio) che vivono e lavorano in alcune piccole aziende della zona o le badanti russe che assistono gli anziani del paese.

Sparsi sulle poltroncine rosse dell’auditorium ‘Giovannitti’ di Oratino, ci sono i sostenitori della petizione (fra cui l’ex consigliere comunale e provinciale di Campobasso Maurizio Tiberio), il consigliere di palazzo San Giorgio Francesco Pilone, alcuni esponenti del movimento dei Forconi, i rappresentanti dell’associazione ‘Dalla parte degli ultimi’ che gestisce il progetto di accoglienza, uno degli Sprar riconosciuti e finanziati dal Governo. Quando prende la parola per spiegare che ai migranti viene riconosciuto un rimborso di 2 euro e 50 centesimi al giorno, la presidente Loredana Costa viene bruscamente interrotta. «Questi vengono qui a delinquere», urla un cittadino dalla platea. La tensione sale.
Quello dei fondi utilizzati per l’accoglienza, infatti, è uno dei nodi più spinosi. Da questo punto di vista, Oratino è la fotografia di una parte del Paese. «I nostri migranti a Marcinelle e Monongah non giravano con gli smartphone e gli auricolari», tuona Maurizio Tiberio. «Non vorrei che fra qualche mese questa assemblea si farà di nuovo perché nel frattempo è successo qualcosa: per me gli Sprar non funzionano, il Governo sta solo scaricando sugli enti locali questo problema».
Si teme che tale sistema di accoglienza possa essere l’anticamera di altri progetti di accoglienza, i Cat (Centro di accoglienza temporanea) ad esempio. Numeri diversi, più grandi. Dunque, difficoltà e rischi maggiori. «Fermati adesso, sindaco»: è il consiglio che rivolge al primo cittadino di Oratino.
Nel paese vive da nove anni anche il consigliere comunale di Campobasso Francesco Pilone. Prova a mediare: «Non c’è equivalenza tra la presenza dei migranti ed episodi di delinquenza, ma sono preoccupato per come il Governo sta gestendo questa situazione e dunque temo quello che potrà avvenire».
Inoltre, c’è chi critica l’amministrazione accusandola di speculare sui migranti affittando loro gli appartamenti. Il riferimento è all’assessora al Bilancio Dora Iafelice.
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Su questo il primo cittadino chiarisce: «Più che un affitto i ragazzi pagano un rimborso spese, le utenze sono tutte a carico della dottoressa Iafelice e il contratto è regolarmente registrato».

Per Luca Fatica non sono giorni facili. Anche durante l’assemblea il sindaco puntualizza tutti gli aspetti che hanno messo in subbuglio la sua comunità: «L’accoglienza non ha oneri per l’ente. Questi ragazzi sono una risorsa: nel 2016 con le borse lavoro il Comune ha ricevuto 8mila euro, altri 86mila euro sono arrivati nel 2014. Il prefetto ci ha assicurato che non arriveranno altri migranti». E poi: «Mi sarei aspettato la richiesta del vigile urbano (uno dei punti della petizione, ndr) non ora e non per la presenza dei migranti, piuttosto per eventuali criticità sui parcheggi, sui limiti di velocità e sui parcheggi non rispettati. Ma qui a Oratino non abbiamo registrato episodi di criminalità, né l’aumento di furti o violenze». Parole che trovano conforto nelle testimonianza dei cittadini. Una signora, ad esempio, ricorda che «lo scorso inverno se non fosse stato per i migranti il centro storico non sarebbe stato liberato dalla neve e per tanti anziani sarebbe stato impossibile uscire di casa».
«Io abito di fronte a una delle case in cui vivono i migranti – racconta Giovanna – e non è mai successo nulla, anche se ho una figlia di 20 anni che la sera esce. Non mi ha mai riferito di problemi».
L’associazione ‘Dalla parte degli ultimi’, del resto, svolge un controllo rigoroso sugli stranieri ospiti con lo Sprar. «Firmano un contratto con obblighi e divieti, fra cui quello di non poter ospitare per più di due notti amici o parenti, previa autorizzazione e il controllo dei documenti», spiega uno degli operatori. «Effettuiamo controlli diurni e notturni a sorpresa, forniamo un report mensile al sindaco e ai Carabinieri di Campobasso, controlliamo quando i migranti ritornano da Campobasso con l’autobus». Una sorveglianza rigorosa per garantire la massima sicurezza ai cittadini.
Il dibattito a Oratino si conclude a ora di cena. Difficile capire se l’assemblea è servita a far cambiare idea a qualcuno e se sarà possibile ricucire lo strappo o meno.

(Pubblicato il 22/05/2017)

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