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Il Cardarelli si trasforma
Addio ai vecchi reparti, ecco le "Aree funzionali" in ospedale: prima Medicina, poi Chirurgia
Unità Operative e servizi trasferiti secondo il nuovo modello assistenziale previsto nel protocollo approvato dal direttore generale dell’Asrem Gennaro Sosto: «L’obiettivo è offrire una migliore assistenza ai pazienti. Abbiamo pensato di iniziare con l’Area Medicina perchè è quella che presenta le maggiori criticità». Agli inizi di giugno il primo step di un cambiamento epocale per il nosocomio del capoluogo. L’Asrem ha nominato come responsabile del procedimento il dottor Antimo Aiello.


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Campobasso. In Toscana, Umbria e in Emilia Romagna è già realtà. Aree funzionali al posto dei reparti: così è impostata l’assistenza sanitaria negli ospedali del Centro Italia. Un modello promosso dal Ministero della Salute e che ha ispirato anche il famoso architetto Renzo Piano per i suoi "ospedali a misura d’uomo".

Sarà riorganizzato in Aree funzionali pure l’ospedale Cardarelli, il più importante presidio pubblico del Molise, al centro - negli ultimi anni - di una serie di cambiamenti. L’ennesima trasformazione sarà non sarà una trasformazione qualsiasi, ma in qualche modo una rivoluzione in grado di cambiare radicalmente il funzionamento e la riorganizzazione dell’ospedale. In pratica tutti gli spazi all’interno del Cardarelli saranno rioorganizzati in modo diverso dall’atttuale, non ci saranno più i singoli reparti di specialistica (es. Neurologia, Infettivologia, Oculistica, Chirurgia eccetera) , ma delle grand aree dove medici di diverse specialità si prenderanno cura insieme di ogni singolo malato, soprattutto nella fase della diagnosi. Dunque, scompariranno i reparti tradizionali. «E verrà meno il concetto del reparto statico e del letto come posto fisso nel reparto», spiega il direttore generale dell’Azienda sanitaria regionale Gennaro Sosto. Sua la firma in calce al protocollo approvato il 15 maggio con la condivisione di Antonio Lucchetti e Antonio Forciniti: il primo direttore sanitario, l’altro direttore amministrativo dell’Asrem. L’atto si inserisce all’interno del Piano operativo sanitario del commissario ad acta Paolo di Laura Frattura.

«L’obiettivo – puntualizza l’ingegnere calabrese - è dare una migliore assistenza ai pazienti nello spirito di conseguire quelle che sono le linee guida della nuova assistenza ospedaliera. Lo prevedono non solo i decreti ministeriali di ultima generazione, ma è un po’ l’esperienza che si sta mutuando dalle Regioni che hanno sviluppato il concetto di Area assistenziale».
Multisciplinarietà dell’assistenza e presa in carico multidisciplinare dell’assistito: questa la filosofia alla base del nuovo sistema che punta a ridurre la duplicazione dei servizi e una gestione più razionale. In parole povere, cure più appropriate per il paziente.

Agli inizi di giugno il primo step di cui è stato nominato responsabile il dottor Antimo Aiello. Si parte con l’area delle discipline interne con la creazione di un’Area funzionale omogena assistenziale Internistica. Avrà uno sviluppo ‘a torre’ e racchiuderà undici tra Unità operative e servizi: Medicina Interna, Dermatologia, Geriatria, Malattie infettive, Oncologia medica, Malattie metaboliche ed endocrinologiche, Nefrologia e Dialisi, Neurologia (che sarà trasferita al Cardarelli) e Stroke Unit, Nutrizione clinica e Gastroenterologia.


Nello specifico, in base al progetto dell’Asrem, al quinto piano del Cardarelli non ci sarà più Neurochirugia. Al suo posto la Neurologia con la Stroke Unit. Al quinto piano saranno spostate pure Chirurgia Vascolare (sei posti letto) e Oculistica-Otorino, mentre nell’area liberata al terzo piano dello stabile verrà spostata temporaneamente Urologia.
I 25 posti letto a media intensità di cure di Medicina traslocheranno al secondo piano negli spazi occupati da Urologia.
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Dal quarto al terzo piano: nuova location pure per i 15 posti letto di Medicina. Non ci saranno più ricoveri ordinari, ma solo attività ambulatoriale per Oncologia: in quelle stanze al quarto piano del Cardarelli sarà spostata Nefrologia.
Malattie Infettive resta al piano terra dello stabile di contrada Tappino, mentre Nutrizione clinica si trasferisce al primo piano. Saranno rivisti anche gli spazi per day hospital e prestazioni ambulatoriali.

«Abbiamo cominciato con l’Area Medica perché presenta le criticità maggiori. Con questo modello – insiste Sosto - riusciamo a rendere più efficiente il sistema e dunque a utilizzare il personale, sia medico che paramedico, in modo condiviso». Per fare un esempio chiarificatore: gli infermieri non saranno più gli infermieri di un solo reparto, ma si muoveranno dentro un area dove convergeranno diverse specialità. «E’ un nuovo modello concettuale e culturale di fare assistenza che i Ministeri richiedono alle strutture ospedaliere». Nel processo sono coinvolti infatti pure 34 dirigenti medici, 135 infermieri, tre tecnici.

Ma la ‘trasformazione’ non è finita qui: il secondo pass riguarderà le discipline di natura chirurgica del Cardarelli. In attesa dell’integrazione con la Fondazione Giovanni Paolo II. «Coabiteremo in una struttura con un altro soggetto: la Fondazione Giovanni Paolo II. Quindi, anche quando arriverà il momento di spostarci in un altro edificio, ribadiremo il nostro modello organizzativo, che è quello pubblico. Una volta portato a regime, diventerà un modello culturale per i nostri operatori e sarà trasportato nella nuova struttura in cui coabiteremo con la Fondazione Giovanni Paolo II».

(Pubblicato il 19/05/2017)

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