PRIMONUMERO - CITTA' IN RETE
La Vida Welness
 
Economia & Lavoro
Questo non è un paese per giovani: chiudono lo storico Grant Pub e il Brickout
Ha abbassato la saracinesca quello che è stato il punto di riferimento della movida campobassana per tre decenni. La decisione, molto sofferta, è spiegata da una serie di motivi: “Dal caro fitto ai tantissimi verbali ricevuti, ma soprattutto c’è stata una sorta di attacco personalistico, il Comune ha avuto un atteggiamento ostruzionistico nei miei confronti – spiega il titolare del Grant, Paolo Santangelo –. In più, ormai eravamo fuori contesto: via Ferrari si è trasformata in qualcos’altro”. E non ripartirà con i concerti dal vivo l’associazione culturale ‘Frastuono/Brickout’: “Il calo di partecipazione media che c’è stato non ripaga gli sforzi del direttivo e le spese che una programmazione del genere comporta – spiega il socio Andrea Zita –. Aspettiamo giugno, ma la decisione è ormai presa e a settembre non riprenderemo con i live”.


Campobasso. «Andiamo a farci una birra al Grant…», «ci vediamo al Grant e mangiamo pure qualcosa lì?». Frasi del genere, soprattutto i trentenni e i quarantenni di Campobasso, chissà quante volte le avranno ripetute o ascoltate. Ora non sarà più possibile: il Grant Pub ha abbassato la saracinesca, ha chiuso i battenti e non servirà più né birra né cocktail, e non si respirerà più l’aria ‘scottish’ tipica del locale storico di via Ferrari. Un addio che arriva dopo anni di onorata ‘carriera’, di serate allegre, chiacchierate tra amici davanti a un bicchiere. Quel corridoio lungo e stretto stracolmo nei weekend migliori, comitive di ragazzi accalcati sugli sgabelli di legno in attesa della propria ordinazione. Nulla più di tutto ciò. Finito tutto, il simbolo della movida campobassana non spillerà più l’arcinota Tennent’s. Una notizia che chiaramente è stata appresa con rammarico dalle centinaia, diremmo migliaia di giovani che nel corso di due-tre decenni hanno affollato il locale.

Cosa c’è alla base della decisione presa dal titolare? «Una serie di motivi – spiega Paolo Santangelo –. Dal caro fitto ai tantissimi controlli, ma soprattutto c’è stata una sorta di attacco personalistico nei miei confronti. E spiego il perché: ho ricevuto diversi verbali che mi intimavano di pagare il suolo pubblico. Ho chiesto una rateizzazione che mi è stata negata. In pratica, non avevo l’autorizzazione per mettere i tavolini all’esterno del locale. Ho notato un atteggiamento di ostruzione da parte dell’amministrazione comunale, sono stato denunciato per oltraggio a pubblico ufficiale e assolto perché il fatto non sussiste. Ma intanto ho speso 15mila euro tra avvocati e multe, anche a seguito del ricorso contro la decisione comunale che prevedeva lo stop anticipato della musica».

Inutile dire che sia stata una decisione soffertissima: «E’ stata durissima arrivare a questa chiusura. Presi il Grant il 27 luglio del 1997 – dice Santangelo – e aveva all’epoca tanti problemi. Per fortuna, siamo riusciti a rilanciarlo e a dargli la sua identità ‘scottish’. È stata un’esperienza bellissima, che mi ha dato grandi soddisfazioni. Anche io sono cresciuto dietro a quel bancone». Ma la favola è svanita: «Bisogna dire che anche il fitto era un mezzo salasso, tra l’altro per un locale che aveva bisogno di una ristrutturazione. Per non parlare delle tasse, che sono aumentate notevolmente. Per quanto riguarda la clientela, sì c’è stata un’inevitabile flessione ma non è stato questo il motivo scatenante».

Via Ferrari, impossibile negarlo, si è trasformata negli ultimissimi anni. I giovanissimi frequentano i localini poco più giù, con musica techno e house molto alta, che non hanno un’identità forte e riconoscibile come quella del Grant, ma hanno adottato una politica del ‘mordi e fuggi’, ormai di moda: «Ho notato che il nostro storico locale era fuori contesto, guardando la piazza. Nel weekend era diventato tra l’altro una sorta di bagno pubblico per tanti ragazzini. Secondo me la politica adottata dai colleghi degli altri locali è sbagliata. E gliel’ho anche detto a più riprese».

Ma i tempi cambiano, le abitudini e i gusti pure. Ma il rammarico rimane, perché di pub del genere nel capoluogo non ce ne sono molti. Anzi, nel suo genere era unico. E fa impressione vedere il Grant in disuso, privo degli arredamenti e completamente spogliato del suo marchio di fabbrica: «E’ in un magazzino, non muore.
Probabilmente, aprirò in un’altra location, ma fuori da Campobasso
» conclude amareggiato Paolo Santangelo.

A conferma che nel capoluogo è in atto una trasformazione culturale, giunge un’altra notizia non buona: il Brickout non organizzerà più concerti dal vivo. Lo fanno sapere i soci, con un comunicato che sprizza delusione da tutti i pori. Niente più rock’n’roll, punk, garage, rhythm’n’blues, rock indipendente, reggae, rocksteady, dub, soul, jazz, funk, elettronica intelligente. Da settembre non si ascolterà più musica live nel noto locale di Campobasso. L’associazione culturale Frastuono/Brickout l’ha deciso al termine di una riunione tra i soci.
E l’eco è stata forte in città, visto che si parla di uno dei pochissimi posti del capoluogo, anzi del Molise, che propone musica live, anche di un certo livello in effetti. «Il calo di partecipazione media che c’è stato non ripaga gli sforzi del direttivo e le spese che una programmazione del genere comporta – spiega il socio Andrea Zita –. Aspettiamo giugno, ma la decisione è ormai presa e a settembre non riprenderemo con i concerti dal vivo».

Un vero peccato, considerando che in questi due anni di artisti ne sono venuti a Campobasso. «Con l’umore sotto i tacchi ringraziamo chi ha contribuito alla crescita del circolo collaborando con noi per renderlo un luogo simbolo della musica dal vivo del centro-sud Italia. Abbiamo conosciuto band che amiamo e abbiamo avuto l’onore di ascoltarle da vicino, rendendo vivo un panorama pigro e per certi versi apatico». E c’è un altro aspetto sottolineato dai soci che verrà meno: «Siamo dispiaciuti di dover spezzare quell’indotto legato al turismo musicale, di cui Campobasso ha grande bisogno – continua Zita –. Quanto fatto ci rende orgogliosi ma a volte la passione da sola non basta».

(Pubblicato il 18/05/2017)

SITI SPONSORIZZATI

PRESTITALIA - PRESTITI PERSONALI A DIPENDENTI E PENSIONATI
Via Corsica, 152 - Termoli - Tel: 0875.711701 Fax: 0875.711726

CHIEDI UN PREVENTIVO PER L’ARREDO DEL TUO GIARDINO A NAPOLI CON GUIDAGIARDINI.IT
Guidagiardini è il portale per la realizzazione e l’arredo del giardino numero 1 in Italia

STUDIO DENTISTICO DOTT. CASOLINO
Corso Vittorio Emanuele III, 45/B - Termoli - Tel: 0875.704521

CURA DELL’IPOCONDRIA? CHIEDI AIUTO A UNO PSICOLOGO SU GUIDAPSICOLOGI.IT
Trova sostegno nella prima guida in Italia che riunisce gli specialisti della psicologia

back


 
 
note legali  -  pubblicità  -  e-mail: info@primonumero.it  -  P. IVA: 01438950709 - telefono: 0875.714146 - fax: 0875.453113
© Copyright 2000-2017 - Tutti i diritti sono riservati - Primonumero - Città in Rete
visitatori dal 7 aprile 2006