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Aria tesa in Municipio
Non solo in Regione, pure in Comune maggioranza in tilt sull’acqua pubblica
La mozione presentata dal Movimento 5 Stelle sulla gestione pubblica dell’acqua spacca il centrosinistra. Tiene il Pd diviso tra fratturiani e rutiani, mentre il vertice del Consiglio comunale Michele Durante e l’esponente del Pdci Maurizio d’Anchise votano con i pentastellati. «Rispondo ai miei ideali», le parole di quest’ultimo. Intanto prende corpo l’ipotesi che il sindaco Antonio Battista venga eletto presidente dell’Ambito all’interno dell’Egam.


Campobasso. Cambiano il palazzo e le maggioranze, ma l’Egam continua ad avere effetti ansiogeni. Dopo aver spaccato la coalizione che sostiene Paolo di Laura Frattura in Consiglio regionale, l’ente ha mandato in tilt pure il centrosinistra di Antonio Battista. Perché, stringi stringi, l’acqua pubblica è un bene che tanti vogliono tutelare. Ma che possa realmente avvenire dopo l’istituzione dell’ente gestore del servizio idrico ancora non ne sono convinti tutti.
L’argomento è arrivato nell’Aula di palazzo San Giorgio con la mozione presentata dal Movimento 5 Stelle per raggiungere tre obiettivi: sancire una gestione efficiente e pubblica dell’acqua, promuovere la rapida costituzione di un ente di diritto pubblico a cui affidare il servizio e infine evitare l’aumento delle bollette.


La mozione è anche «un modo per rafforzare il potere rappresentativo di Antonio Battista che, da sindaco della città più grande del Molise e avendo più voce in capitolo, all’interno di Egam potrebbe dire che l’acqua deve restare pubblica», spiegano i consiglieri a 5 Stelle Cretella, Praitano e Gravina. Campobasso del resto è una delle città che ha aderito all’Egam e Battista potrebbe essere eletto presidente dell’Ambito.
Dai banchi del Pd il fratturiano Fernando Massarella critica il dispositivo: «Questa mozione ha un carattere del tutto politico, l’indirizzo della gestione pubblica dell’acqua è un dato acquisito e definito dal Consiglio regionale».
Intanto il clima inizia a scaldarsi. La riunione viene sospesa per mezz’ora per consentire la stesura di un emendamento, ma l’imbarazzo in maggioranza inizia ad essere evidente. Tanto che durante l’interruzione il centrosinistra entra in conclave per capire come evitare figuracce e passi falsi. Nel frattempo l’orientamento della maggioranza cambia: dal sì alla mozione al no. Tutto nel giro di pochi minuti.

«Rischiamo di fare le cose in fretta e di sbagliare», dichiara il primo cittadino in Aula. E poi precisa: «Siamo orientati a far gestire a un soggetto pubblico l’acqua del Molise avendo come principio e obiettivo l’assenza di lucro e l’efficienza della gestione ma voto no alla mozione». «Il Comune già ha detto che l’acqua deve essere pubblica», l’assist del capogruppo dem, il rutiano Giose Trivisonno.
Per i 5 Stelle, durante la mezz’ora di sospensione, «sono arrivate spinte e telefonate da altre parti politiche», sbotta Cretella.
«Ma quando si mette in discussione l’acqua pubblica, è un fatto grave».

Il resto della maggioranza si allinea all’orientamento del sindaco. Tutti tranne due: il presidente dell’assise Michele Durante e il consigliere del Pdci Maurizio D’Anchise. Il primo aveva già espresso le sue perplessità sulla proposta di legge regionale quando di Egam si discuteva in Consiglio regionale. Il secondo invece esplicita: «Su questo tema non sono d’accordo con la mia maggioranza e rispondo ai miei ideali». Poi ricorda: «Conservo sul mio telefonino i messaggi di chi mi aveva assicurato che il Cardarelli non sarebbe stato toccato. Ma quando ho presentato la mozione a difesa dell’ospedale pubblico è successo il caos».
Finisce con tredici no e otto sì, con Democrazia popolare che non partecipa al voto. «Siamo contrari all’adesione del Comune – precisa Pilone - all’ente di gestione del servizio idrico integrato». SP

(Pubblicato il 15/05/2017)

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