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Cronache
Disabili e anziani, prendere il taxi è un’impresa. “Riportate il posteggio davanti alla stazione”
Si moltiplicano le proteste da parte dei viaggiatori che prendono il treno. In via Cavour, dove spesso la velocità delle auto è molto sostenuta, un uomo ha rischiato seriamente l’investimento sulle strisce pedonali. “Ci sono persone che non sono proprio degli Speedy Gonzales e dobbiamo fare scelte che li tengano in considerazione. Rimettiamo i taxi dove stavano”: è l’appello del Movimento Consumatori. Che chiede anche che “l’ascensore venga attivato sempre, attualmente funziona ad orario limitato per non fare mancare un affanno a chi arriva dopo un lungo viaggio, magari con un bel bagaglio, di solito di sera tardi”.


Campobasso. Il posteggio taxi della discordia. Continua a far discutere la decisione del Comune di Campobasso di spostare la zona riservata ai tassisti: da circa un mese per chiamare o prendere un taxi bisogna attraversare via Cavour e raggiungere piazza Cuoco. Non più, dunque, parcheggio davanti alla stazione. Fin qui, pur nelle difficoltà riscontrate, non sembrerebbero esserci ostacoli insormontabili.

Ma bisogna inserire delle variabili non da poco. In primis, la velocità sostenuta che si nota in quasi tutte le ore della giornata, nonostante spartitraffico e strisce pedonali. E bisogna aggiungerci il notevole traffico in concomitanza con l’entrata e l’uscita dalle scuole e dai posti di lavoro che crea spesso veri e propri ingorghi.
In situazioni del genere, le persone che cercano un taxi all’uscita dalla stazione, di ritorno da un viaggio in treno, già di per sé spesso e volentieri estenuante, spesso vanno in difficoltà. E si parla soprattutto di anziani e disabili, che poi sono anche i clienti più assidui dei tassisti.

Lo sottolinea a gran voce anche il Movimento Consumatori, che conferma i pericoli descritti: «Il percorso ad ostacoli per anziani e disabili si arricchisce continuamente. L’ultima pensata è quella di spostare il posto di sosta per i taxi alla stazione di Campobasso sul lato della strada opposto all’ingresso principale della stazione mentre prima sostavano a fianco dell’ingresso – spiega il presidente Filippo Polegg.

Sembrerebbe un problema che riguarda una piccola fetta di cittadinanza. Ma non è proprio così. E poi, pure se fosse, tutti hanno il diritto di accedere ai servizi senza per questo rischiare per la propria incolumità fisica. In effetti, solo qualche giorno fa per un niente si è evitato un investimento: «Stavo attraversando la strada sulle strisce pedonali quando è arrivato un’auto a velocità abbastanza alta che evidentemente non mi ha notato e ho dovuto fare un passo indietro per evitare il peggio» racconta per esempio un anziano che spesso frequenta la zona.

A questa problematica se ne aggiunge un’altra: «Gli anziani e i passeggeri carichi di bagagli devono salire e scendere scale ripide per ‘sottopassare’ i binari e risalire a “riveder le stelle” e quando, infine, arrivano sulla porta della stazione devono scavalcare un altro ostacolo, attraversare una strada dal traffico non proprio tranquillo per raggiungere il taxi» spiega Poleggi.
Che poi si rivolge direttamente al direttore di Trenitalia, Alessandro Tullio: «E’ stato attivato il servizio di assistenza di Ferrovie dello Stato per i disabili? E ancora, l’ascensore purtroppo funziona ad orario limitato per non fare mancare un affanno a chi arriva dopo una giornata di viaggio, magari con un bel bagaglio, di solito di sera tardi, quando, con gli ultimi treni, rientra chi compie un viaggio lungo e l’ascensore non è attivo».
Gli stessi tassisti, hanno denunciato solo qualche settimana fa, a Primonumero, la pericolosità delle manovre che sono obbligati a fare per immettersi sulla carreggiata. Insomma, il coro di voci contrarie alla nuova sistemazione diventa sempre più grande.

«Ci sono disabili e anziani che non sono proprio degli Speedy Gonzales – conclude la nota del Movimento Consumatori – e dobbiamo fare scelte che li tengano in considerazione. Per capire i problemi degli altri occorre un poco d’immaginazione, immaginarsi nei panni degli altri e forse problemi come questi non ci sembreranno poca cosa. Intanto, in attesa di tempi migliori, rimettiamo i taxi dove stavano». È questo l’appello finale all’amministrazione comunale.

(Pubblicato il 15/05/2017)

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