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Economia & Lavoro
L’auto sì, l’abitazione no: per i campobassani la polizza sul terremoto è un optional di lusso
Dal principio di mutualità dei mercanti italiani alle moderne assicurazioni: ecco come si è evoluto il mondo delle compagnie. “Le Rc auto sono obbligatorie per legge e quindi tutte le fanno – spiega l’agente generale di ‘Amissima’, Luigi Melanitto –. Ma la gente non mette al sicuro la casa, nonostante la paura per gli eventi sismici. È un fatto culturale”. La crisi ha fatto sentire i suoi effetti anche in questo campo, “i problemi principali per noi sono il risparmio a discapito della qualità che cercano alcune persone, quelle assicurative sono viste spesso come spese superflue. Lavorando con onestà i risultati alla fine arrivano”. L’assicuratore campobassano è tra i migliori d’Italia della sua compagnia.


Campobasso. Tutto nacque con i mercanti. Qui si parla del principio di mutualità che governa le compagnie assicurative. La nascita del contratto di assicurazione come oggi lo intendiamo si deve ai commercianti italiani del XIV secolo che per primi capirono che assicurare il rischio che gravava su terze persone, in cambio del pagamento di una determinata somma di denaro (premio), poteva costituire un ottimo affare. E nel caso in cui il mezzo di trasporto, soprattutto la nave, avesse avuto un incidente grave, il trasporto sarebbe stato assicurato.
Le cose sono cambiate nel corso dei secoli, evolute o involute, a seconda dei punti di vista. Woody Allen, con una celebre battuta, diceva: “Ci sono cose peggiori della morte. Se hai passato una serata con un assicuratore, sai esattamente di cosa parlo”. Ironia a parte, la figura dell’assicuratore si è adeguata come tutte le altre professioni ai venti della crisi che spirano ormai da quasi un decennio. «Ci sono stati due grandi cambiamenti in questo lavoro – spiega l’agente generale di Campobasso della compagnia assicurativa ‘Amissima’, Luigi Melanitto –. In primis, la cosiddetta volatilità del portafoglio del cliente, che guarda sempre di più al risparmio, al di là del servizio offerto. E cioè, dopo la liberalizzazione del mercato e avendo dato la possibilità di emettere polizze anche alle banche, il livello di professionalità è diminuito, però non sempre è diminuito il costo della polizza. Inoltre, il cliente è attratto anche dalle polizze online. Spesso, inevitabilmente, l’abbassamento del costo va a discapito della qualità. Questo per noi è penalizzante». Il secondo pilastro portante riguarda l’effetto immediato della crisi: tagliare le spese superflue, e l’assicurazione, tolta quella che bisogna fare per legge, rientra in queste: «Le persone e le aziende con la crisi per prima cosa hanno tagliato i soldi destinati alle assicurazioni».
Restando in argomento, il veicolo trainante di un’agenzia media attualmente è, come è facile immaginare, l’RC auto. «Ma questo è anche il ramo meno remunerativo per noi – spiega Melanitto – essendo obbligatorio per legge. Su duecento euro che incassi ne guadagni dieci, per intenderci. E bisogna aggiungere che una polizza in Molise in media costa 300 euro l’anno, ad appena cento chilometri di distanza si paga il doppio».
Ma conosciamo meglio il nostro assicuratore, 42 anni e campobassano. «Faccio questo lavoro da circa quindici anni, e devo dire che mi dà grosse soddisfazioni. Ho aperto l’agenzia ‘Amissima’ da un paio di anni dopo l’esperienza con la Carige che ha venduto per problemi della banca».

Quale può essere un segreto a cui non dover rinunciare mai?
«E’ fondamentale l’onestà. Io i collaboratori li pago, da me non avanza niente nessuno. L’anno scorso ho fatto un lavoraccio per poter arrivare a un incremento sostanzioso con il quale, con un pizzico di orgoglio, la compagnia mi ha assegnato un premio a livello nazionale, sono tra i migliori agenti dell’Amissima. Senza i sacrifici non si può arrivare ai risultati sperati».
Si diceva dei mutamenti in corso anche nel campo delle assicurazioni. Proviamo a ‘interrogare’ Luigi Melanitto.
La generale sensazione che lo stato sociale sia meno presente nelle vite dei cittadini, e il riferimento è per esempio alle strade sempre più disastrate, alla manutenzione ormai solo straordinaria, è un parametro nuovo per voi?

«Non è direttamente un parametro tariffario.
Lo può essere l’alimentazione, l’anno di immatricolazione del veicolo. In effetti, gran parte della sinistrosità è dovuta alla non corretta segnaletica e alla situazione delle strade. La condizione delle strade incide ma non è ancora un parametro tariffario. Se lo fosse, aumenterebbe chiaramente il costo della polizza».
Il Molise è terra sismica: questo ha indotto negli ultimi anni le persone ad assicurare la propria abitazione sul terremoto?
«Noi abbiamo l’emissione diretta per la garanzia polizza casa sul terremoto. Nel senso che, fino a pochi anni fa assicurare la casa sul terremoto era un problema, parecchie compagnie non lo facevano. Noi siamo tra i pochi che lo fanno. Ma, a dire la verità, non c’è un incremento di persone che assicura la casa sul terremoto, pur essendo la paura numero uno soprattutto in zone sismiche come la nostra. Da un punto di vista logico, tutti dovrebbero fare la polizza sul terremoto in Molise, no? Ebbene, su seimila contratti, ne ho solo tre-quattro sugli eventi sismici legati all’abitazione… E non più di 70 sono per l’assicurazione sulla casa. In Italia, in generale, la polizza sulla casa ce l’ha solo l’1 percento. È visto come un lusso, è una questione di mentalità, di cultura. L’ottanta-novanta percento generalmente delle polizze è costituito da RC auto perché sono obbligatorie. Noi abbiamo a livello di percentuali un sessanta di queste ultime e un quaranta del ramo infortuni, conducente dell’auto, casa, incendio, responsabilità civili. La polizza sulla vita si fa in banca, qualche cliente storico la fa da noi. Vent’anni fa la polizza vita faceva avere uno sgravio fiscale, e soprattutto le persone di quarant’anni lavoravano e guadagnavano già da tanto. Oggi anche chi lavora e guadagna benino non si sente sicuro».

(Pubblicato il 14/05/2017)

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