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L'accoglienza problematica
Oratino, barricate contro i migranti: "Ma non siamo razzisti". Il sindaco: "Sono una risorsa"
Nel piccolo centro a pochi chilometri da Campobasso quasi 170 cittadini hanno sottoscritto la petizione per limitare gli arrivi degli stranieri sul territorio comunale. «In alternativa bisogna aumentare la presenza delle forze dell’ordine», sottolinea il promotore dell’iniziativa, Loreto Tizzano. Il sindaco Luca Fatica: «Non hanno mai creato problemi, anzi sono una risorsa per il Comune che nel 2014 ha ricevuto 86mila euro che abbiamo reinvestito a favore di Oratino». L’ultima parola spetta alla cittadinanza: il 21 maggio l’assemblea pubblica.


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Oratino. «Una presenza abnorme, ingiustificata e indiscriminata di stranieri sconosciuti alla comunità». Scritto così, nero su bianco, su un documento ufficiale. E Matteo Salvini non c’entra niente. Né siamo nella Padania più profonda. Bensì a Oratino, la ‘terrazza’ del Molise centrale. Quella frase è uno dei passaggi della petizione promossa da un consigliere di opposizione, Loreto Tizzano, e inviata al sindaco Luca Fatica, alla Prefettura e al Ministero degli Interni.
Una presa di posizione netta contro i migranti che il paese alle porte di Campobasso ospita: una ventina in tutto su una popolazione di 1700 persone.
«Altri ne arriveranno tra il 1 giugno e il 1 luglio e noi siamo contrari. Ma non siamo razzisti», si affretta a puntualizzare il regista dell’iniziativa. «Abbiamo superato i limiti previsti dal piano del Governo che prevede che i migranti siano tre ogni mille abitanti», la prima osservazione dell’esponente dell’opposizione. La seconda: «Siamo convinti che sia necessario ridurre la presenza degli stranieri sul territorio comunale o aumentare la presenza delle forze dell’ordine prevedendo una postazione dei Carabinieri o un vigile urbano». E infine: «A Campomarino c’era uno straniero che apparteneva all’Isis (il riferimento è all’imam arrestato il 9 marzo 2016, ndr) e persone del genere possiamo ritrovarcele da qualsiasi parte».

Argomentazioni con cui Tizzano è riuscito a convincere 170 persone a firmare una petizione che ha suscitato le reazioni di chi, invece, in paese è favorevole alla presenza degli stranieri. «Sono dei bravi cristi, non fanno male a nessuno», dice un ragazzo interrompendo una partita a biliardino al bar. «Io non sono d’accordo e non l’ho firmata», riferisce un altro.

Opinioni condivise dal massimo rappresentante della comunità oratinese, il sindaco Luca Fatica. Il paese da tempo si segnala come un’eccellenza dal punto di vista dell’accoglienza, oltre ad avere una tradizione storica: durante la Prima guerra mondiale ha ospitato 500 profughi di Montebelluna.
Nel 2014 la prima adesione ai progetti di accoglienza gestiti direttamente dal Comune che successivamente, nel corso del 2015, ha ceduto il ‘timone’ dall’associazione ‘Dalla parte degli ultimi’ che gestisce lo Sprar. In base all’ultimo report mensile stilato il 28 aprile stilato dall’associazione, Oratino ospita undici ragazzi. Si arriva ad una ventina se si considerano anche gli stranieri che hanno deciso di restare in paese perché hanno trovano un lavoro.

Metà degli stranieri ospiti con lo Sprar arriva dall’Afghanistan, l’altra metà dall’Africa. Vivono in quattro appartamenti che vengono loro affittati e sono impegnati nelle attività socialmente utili, dallo sfalcio dell’erba allo sgombero neve fino a varie iniziative di volontariato. «Per favorire una convivenza pacifica – spiega l’assessora al Bilancio Dora Ortenzio - abbiamo avuto l’accortezza di dividere gli stranieri per etnia o religione per evitare dissidi dovute alle differenze culturali».
«Per noi l’accoglienza è integrazione»: ecco come ha basato l’ospitalità degli stranieri l’amministrazione del sindaco Fatica. La petizione è stata, perciò, una sorta di fulmine a ciel sereno. «Innanzitutto temo che chi ha proposto la petizione abbia procurato allarme tra la cittadinanza perché è stato chiesto una maggiore presenza delle forze dell’ordine. Si parla di presenza abnorme perché si metterebbe a rischio l’incolumità personale ed economica dei cittadini e quindi si paventano anche dei furti.
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Invece, grazie al controllo che fa sul territorio l’associazione ‘Dalla parte degli ultimi’, non è mai successo nulla.
Anzi, per noi questi ragazzi sono un’opportunità, grazie alle borse lavoro sono una risorsa per l’ente e per le aziende locali».
Alcuni migranti hanno trovato lavoro anche in diverse piccole imprese del posto: ristoranti, ditte edili, un vivaio. Ma sono una risorsa anche per il Comune. Fatica spiega come: «Dal Governo arriva un contributo una tantum di 8mila euro ai paesi che hanno fatto accoglienza. Nel bilancio di un piccolo comune fanno sempre comodo. Nel 2014 con la prima accoglienza sono arrivati 86mila euro, fondi tutti reinvestiti sul territorio. Tra affitti e attività commerciali che hanno venduto di più si è creata una microeconomia:agli stranieri abbiamo imposto di fare la spesa nei punti vendita di Oratino. Loro sanno che se sbagliano vanno a casa e chi ha fatto 15mila chilometri a piedi per arrivare fin qui non commette sciocchezze o crimini». Dunque, nessun problema di ordine pubblico. Un rischio che si dovrebbe limitare ancora di più con il decreto Minniti che rende più veloce l’espulsione degli stranieri che compiono reati.
Nella petizione c’è inoltre la richiesta di un vigile urbano. «Se attualmente in paese non c’è la Polizia Municipale – puntualizza Fatica - è colpa di un vecchio contenzioso tra l’ex vigile urbano e la vecchia amministrazione che ad un certo punto ha comportato la soppressione di questo posto all’interno della pianta organica dell’ente».
Il sindaco affronterà la spinosa questione con la cittadinanza: ha organizzato per il prossimo 21 maggio un’assemblea pubblica per capire l’orientamento di chi a Oratino vive. E forse non tutti vedono nei migranti presenti in paese degli uomini ‘sporchi, brutti e cattivi’.

(Pubblicato il 15/05/2017)

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